
Il comico napoletano Antonio D'Ausilio porta in scena per una sera al teatro Franco Parenti il suo Fuori Casa, scritto a quattro mani con Federico Andreotti, già autore di Zelig, Buona la prima, Mai dire martedì. Il marchio Zelig Bananas si conferma garanzia di qualità per la produzione di spettacoli comici di alto livello. Un viaggio divertente e rivelatore attraverso vizi (molti) e virtù (in apparenza poche) del Belpaese, che culmina in una dichiarazione d'amore per quest'Italia così bistrattata ma dalla quale non è possibile separarsi.
FUORI CASA - Quando il papà di Antonio raggiunge il meritato traguardo della pensione, la vita del figlio subisce un netto stravolgimento: il padre ha infatti deciso che Antonio prenderà il suo posto in azienda. Il trentaseienne Antonio però non ci sta. La prospettiva di dover intraprendere un cammino fatto di levatacce e sacrifici solamente per ottenere “una scrivania” lo fa propendere per l'alternativa apparentemente più facile: prendere il posto dello zio, anch'egli recentemente andato in pensione, in un'azienda romana. A Roma inizierà una convivenza non facile con i tre colleghi, due uomini e una donna, fino a che le dinamiche interne all'azienda lo costringeranno a trasferirsi a Milano. Giunto nel capoluogo lombardo, Antonio dovrà scontrarsi con amministratori leghisti ed ex compagni di scuola camorristi, oltre che con l'enorme problema della raccolta differenziata.
CARICATURE E IRONIA - Una scenografia volutamente spoglia, composta solamente da valigie e bauli colorati di rosso che ricordano le valigie di cartone dei nostri emigranti, e la cornice “urbana” del teatro Franco Parenti forniscono uno sfondo adeguato al monologo appassionato di Antonio D'Ausilio. Il comico napoletano dà voce ai diversi personaggi facendoli interagire tra loro in maniera a tratti esilarante. Dal motivatore assunto dall'azienda romana per incitare i propri impiegati ad autoabbassarsi lo stipendio, al carabiniere che prende in giro Antonio per essersi fatto rubare il portafogli a Milano, i personaggi messi in scena da D'Ausilio sono estremamente caratterizzati e rappresentano il volto di un'Italia che, dopo 150 anni, sa ancora ridere di se stessa. Tramite lo strumento dell'ironia, il comico napoletano esplora i temi principali che dividono in due l'Italia attraverso la classica direttrice nord-sud, per poi scoprire che gli affari dell'ex compagno di scuola camorrista in realtà prosperano anche al nord, e che se si vuole smaltire davvero i rifiuti è necessario andare in Svizzera, perchè, in fondo, “si è sempre il sud di qualcun'altro”.
SENTIRSI A CASA - Si ride e si riflette, dunque, in questo viaggio attraverso i classici problemi italiani della disoccupazione, della mafia e dello smaltimento dei rifiuti, fino a toccare i temi più recenti dell'immigrazione e della paura del diverso, o meglio, di ciò che non conosciamo. Ma se i “freddi” milanesi invitano Antonio a tenersi lontano dalle zone comunemente ritenute pericolose – via Padova su tutte – sarà proprio il comico, proveniente dalla assai più famigerata periferia napoletana, a vanificare gli sforzi di chi tenta in tutti i modi di terrorizzarlo: “Io mi sforzo di essere terrorizzato ma secondo me si capisce che vengo da Napoli. Anzi, quando l'interlocutore lo intuisce è come se mi dicesse: senti, io più di così non riesco a terrorizzarti”. L'avventura di Antonio trova il suo epilogo nel tradizionale cenone natalizio, che vede riunita tutta la famiglia D'Ausilio, come in un affresco in cui personaggi fortemente caratterizzati (tra gli altri, lo zio disoccupato nominato “Cavaliere del lavoro...mancato” e lo zio emigrato in Francia che ripudia le proprie origini partenopee) contribuiscono a dare armonia all'insieme e a far trarre ad Antonio una sola, ferma, conclusione: nonostante i difetti e i problemi che affliggono il Belpaese, nessun altro luogo al mondo potrà mai essere degno di essere chiamato “casa”.
Fuori Casa
di: Federico Andreotti e Antonio D'Ausilio
con: Antonio D'Ausilio
regia: Federico Andreotti
13 giugno 2011
Teatro Franco Parenti, Milano
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