Teatro Streheler, Donka - Una lettera a Cechov

Venerdì 22 Aprile 2011 22:03 Angela Azzarone Performances - Teatro
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Donka. Una lettera a Checov - ph. Viviana CangialosoIn quale parte del corpo si nasconde l'anima? E se fosse nelle scarpe, come pensano i clown? Quella di Checov doveva essere certamente nelle scarpe, perché amava viaggiare ed era un'anima antica. E' un clown a raccontarlo, colorato e scintillante, illuminato nel buio profondo e magico del Teatro Streheler. Con Donka - Una lettera a Checov torna Daniele Finzi Pasca, autore degli indimenticabili Cirque Eloise e Cirque du Soleil. Tra evoluzioni di acrobati, ballerini, contorsionisti e gigantesche ombre cinesi nascoste da teli lucenti e cangianti. Performance e soluzioni tecniche da togliere il fiato creano visioni oniriche e atmosfere eteree ed enigmatiche, mentre una fisarmonica rievoca i canti della lontana Russia. In prima nazionale, fino al 20 maggio al Piccolo Teatro Streheler.

 

La magia del circo e la sua malinconica giocosità, incontrano la danza e la musica per rendere un omaggio al grande Donka. Una lettera a Checov - ph. Viviana Cangialosodrammaturgo. Commissionato a Daniele Finzi Pasca per l'apertura del Checov International Theatre Festival di Mosca nel 2010, in occasione dei 150 anni dalla nascita di Checov, lo spettacolo è stato accolto al suo debutto da uno strepitoso successo di pubblico e di critica e da 15 minuti di standing ovation. Fragorosi applausi non sono mancati neanche a Milano. Clown, acrobati, ballerini e musicisti provenienti da diversi paesi del mondo, raccontano, sotto gli occhi stupefatti del pubblico, episodi della vita dello scrittore e danno forma ai protagonisti delle sue opere. Il timbro di una fisarmonica e di un clarinetto risuonano sul palco per rievocare valzer e antichi canti della tradizione russa: autrice delle musiche è Maria Bonizago, allieva di Philip Glass - uno dei più innovativi compositori post-moderni -, del quale si avvertono gli echi. Dottori e infermieri di un ospedale, duellanti, eterni studenti ed altri personaggi checoviani si alternano sulla scena, fra canti di uccelli e rumore di vento tra i rami. Si risveglia, di continuo, lo stupore. Una pièce caleidoscopica, poetica e potente, che colpisce il cuore e la mente. "Donka", che dà il titolo allo spettacolo, è una parola russa che indica un piccolo sonaglio posto all'estremità della canna da pesca per avvisare quando un pesce abbocca. Checov infatti aveva una grande passione per la pesca, da lui intesa come forma di meditazione.

FINZI PASCA E IL TEATRO SUNIL - Per raccontare con un linguaggio e soluzioni modernissime l'essenza del pensiero di Checov, Daniele Finizi Pasca, talento nel modo del teatro acrobatico, ha cercato lo spirito del drammaturgo nelle commedie, nei diari, negli appunti e nelle note sparse. L'autore de Il giardino dei ciliegi, Zio Vanya e Il Gabbiano rappresentò coi suoi lavori le esistenze mediocri della sua epoca, prive di ideali e di sogni, storie di uomini tragicamente consapevoli della propria mancanza di senso, schiavi dell'abitudine ed incapaci di vivere pienamente. Daniele Finzi Pasca, nato a Lugano nel 1964, proviene da una famiglia di fotografi e ha una vicenda personale che varrebbe un racconto a parte: trascorre una parte della sua vita a Calcutta, dove si reca nel 1983 per partecipare a un progetto di assistenza ai malati terminali, poi fonda il Teatro Sunil (con cui ha realizzato anche Donka - Una lettera a Checov) e, con Maria Bonzanigo, sviluppa la tecnica teatrale chiamata del “teatro della carezza”. Durante il breve periodo di carcerazione per obiezione di coscienza, termina la trilogia dedicata alla Fuga, di cui fa parte Icaro, cavallo di battaglia della compagnia. Tradotto in sei lingue diverse, lo spettacolo fa il giro del mondo, interpretato dallo stesso autore. I suoi lavori, tra i quali Rituale, Viaggio al Confine, Dialoghi col Sonno, Percossi Obbligati, Giacobbe, 1337, Aitestás, Te amo e Visitatio, realizzati col Teatro Sunil, vengono rappresentati in oltre 25 paesi.

Donka. Una lettera a Checov - ph. Viviana CangialosoLA VITA COM'È NEI SOGNI - Colori, suoni e quinte fanno da sfondo emotivo. Le quinte sono composte da teli trasparenti - che diventano lo schermo su cui proiettare di volta in volta ombre cinesi, luci sgargianti, colori dissolventi, immagini come la superficie increspata dell'acqua, scene di mimo anni '20 - o da grosse maglie di rettangoli di metallo. La scenografia, che si fonde armoniosamente con costumi, musiche e luci, è scarna: lo spazio scenico vuoto consente agli artisti di trasformarlo in modo dinamico con le loro evoluzioni. Alcuni momenti, oltre che di elevatissima qualità tecnica, sono indimenticabili: come quello in cui lo spettacolare David Mendes percorre vorticosamente l'intero palcoscenico nella cyr wheel - la grande ruota che gli acrobati fanno girare col corpo all'interno - , mentre dall'alto cadono petali rossi, che ricordano la malattia che portò Checov alla morte e di cui soffrì quasi tutta la vita. Ballerine in abito da sposa sospese a tiranti manovrati dall'alto, lampadari fatti di cristalli di ghiaccio che gli attori staccano e lanciano a terra, frantumandoli. Perché, come dicono gli attori in scena, "l'arte non deve rappresentare la vita per com'è o per come dovrebbe essere, ma per come ci appare nei sogni". Un sogno lungo quasi due ore, fatto di emozioni e bellezza. Imperdibile.

 

Donka
Una lettera a Cechov
dal 20 aprile al 15 maggio 2011
scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca
una produzione di Teatro Sunil e Chekhov International Theatre Festival, Mosca
in coproduzione con Théâtre Vidy, Lausanne e Inlevitas - Finzi Pasca & Hamelin Company

Creatori:
scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca
musiche e orchestrazione Maria Bonzanigo
direttore creativo Antonio Vergamini
direttore associato
Julie Hamelin
scenografie e accessori
Hugo Gargiulo
costumi Giovanna Buzzi
disegno luci e coreografie Daniele Finzi Pasca
disegno suono e coreografie Maria Bonzanigo
video designer Roberto Vitalini per bashiba.com
make-up designer e collaborazione agli accessori Chiqui Barbé
ideatore Roue Cyr Daniel Cyr
ricercatore e assistente alla regia Facundo Ponce de Leon

interpretato da Moira Albertalli, Karen Bernal, Helena Bittencourt, Sara Calvanelli, Veronica Melis, David Menes, Beatriz Sayad, Rolando Tarquini

Piccolo Teatro Strehler
Largo Greppi 1
Platea: intero € 40,00 - ridotto card Gio/Anz € 23,00
Balconata: intero € 32,00 - ridotto card Gio/Anz € 20,00

SPETTACOLO IN ABBONAMENTO
Informazioni e prenotazioni
Servizio telefonico 848.800.304
www.piccoloteatro.org

Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Aprile 2011 13:36

Commenti  

 
0 # Mimmo 2011-05-04 18:19
Viene voglia di andarlo a vedere!
Arriverà mai dalle parti di Bari?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Gabriele 2011-05-14 17:48
E' già stato a Brindisi il 12 e il 13 Aprile scorso...
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