Un Marito ideale. All'Elfo con Oscar Wilde

Martedì 05 Aprile 2011 17:15 Angela Azzarone Performances - Teatro
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Un marito ideale - Elfo PucciniDopo il successo de L'ultima recita di Salomè, la stagione dell'Elfo Puccini di Milano prosegue, fino al 17 aprile, con un altro testo di Oscar Wilde: Un marito ideale. La brillante commedia fa parte dei Society dramas (con Il ventaglio di Lady Windermere e Una donna senza importanza) che culmineranno ne L'importanza di essere onesto. Battute caustiche, dialogi frizzanti e aforismi trasformano il "teatro di genere" in arma affilata contro respectability e ipocrisia vittoriane e interrogano, oggi più di ieri, sul rapporto tra politica e morale e sul senso dell'amore coniugale. Attraverso la vicenda di Sir Chiltern, potente e stimato politico londinese, che rischia di essere travolto in uno scandalo e di perdere l'amore della moglie per un inconfessabile segreto.

Sir Robert Chiltern e lady Chiltern vivono tra agi e ammirazione. Lady Chiltern ama suo marito e lo considera incapace di qualsiasi atto immorale. Sir Robert è stimato anche in società per la sua lealtà; è sottosegretario agli Affari Esteri e sta per diventare ministro. Ma un segreto inconfessabile è all'origine della sua fortuna: neanche la moglie ne è al corrente perché egli teme di perderne l'amore. Appare all'improvviso la signora Cheveley che, a conoscenza della macchia di Sir Robert, minaccia di smascherarlo e di rovinargli carriera e vita privata se non l'appoggerà in una speculazione ai danni dello Stato. Il provvidenziale intervento del visconte Goring, amico di Sir Robert, lo tirerà fuori dai guai, costringendo la signora Cheveley a desistere dai suoi propositi e convincendo lady Chiltern a rivedere le sue posizioni. Questa, conosciuta la verità, vorrebbe che Sir Robert rinunciasse alla vita pubblica ma il visconte la convincerà ad amare il marito nonostante le sue "imperfezioni".

CLICHÉ CONTRO IPOCRISIA - Nel 1895, alla prima di An ideal husband al Royal Theatre di Londra, a 5 anni dall'uscita de Il ritrattoUn marito ideale di oscar Wilde - ph Francesca Pagliai di Dorian Gray, Oscar Wilde era celebre nei salotti culturali per il talento di conversatore dallo stile raffinato. Scrittore, poeta e drammaturgo citatissimo per aforismi e paradossi, nacque a Dublino nel 1854. Si sposò, prevalentemente per ragioni economiche, ed ebbe due figli. Fu profondamente segnato dal processo e dalla condanna a due anni di reclusione per violazione delle regole morali in materia sessuale. Alle vicende personali si ispirò per molti libri e testi teatrali (considerati capolavori del teatro dell'800) per cercare di indurre alla riflessione. An ideal husband fu un successo ma le repliche furono interrotte perché Wilde fu accusato di sodomia. Un mese dopo, L'importanza di essere onesto riscuoterà grandi consensi, ma 5 mesi più tardi Wilde sarà condannato per l'accusa di omosessualità e morirà 5 anni dopo, a Parigi, in solitudine. “Ogni uomo ambizioso deve combattere il proprio secolo con le sue stesse armi”, diceva. Per questo nella trilogia dei Society dramas la società vittoriana è rappresentata coi cliché dei drammi salottieri francesi e con personaggi stereotipati: la moglie integerrima ma rigida, l'avventuriera, il figlio illegittimo e il dandy cinico. L'apparente celebrazione della società borghese si trasforma in satira grazie a dialoghi frizzanti, battute caustiche, osservazioni irriverenti e frivole, paradossi e nonsense. Il marito ideale interroga il pubblico sulla questione, sempre attuale, della corruzione politica e dell'integrità morale dei governanti (può la politica essere immune dal compromesso? La questione morale riguarda solo la sfera pubblica o anche quella privata?). E propone una riflessione sul senso dell'amore della donna nei confronti dell'uomo: il marito ideale, quindi degno d'amore, è quello dalla moralità ineccepibile, incapace di debolezze? O a maggior ragione per le sue imperfezioni ha bisogno di comprensione, conforto e sostegno?

UN OSCAR PER IL TEATRO - Dal 2010 il teatro Puccini in corso Buenos Aires, con 3 sale e grandi spazi per gli spettatori (tra cui foyer, caffetteria, archivio e mediateca), ospita la cooperativa Teatridithalia, un teatro stabile privato nato nel 1992 dall'unione del Teatro Portaromana con la Compagnia dell'Elfo, fondata nel 1972 da Gabriele Salvatores (Oscar 1992 per Mediterraneo come migliore film straniero), Ferdinando Bruni (tra le regie più riuscite Zoo di vetro di Tennessee Williams e il Giardino dei ciliegi di Cechov) ed Elio De Capitani (che suscitò scalpore per l'interpretazione di Silvio Berlusconi ne Il Caimano di Nanni Moretti), registi della maggior parte delle produzioni della compagnia. Tra i fondatori anche Corinna Agustoni (un ruolo in Happy Family), Luca Toracca (tra gli interpreti di Sogno di una notte d'estate e Nirvana di Salvatores) e attrici teatrali di successo come Cristina Crippa e Ida Marinelli. Alla compagnia, che agli esordi si esibiva in locali della cultura alternativa degli anni '70 e in centri sociali come il Leoncavallo, si unirono per alcune stagioni Claudio Bisio, Silvio Orlando e Paolo Rossi.

EFFETTO "REWIND" - Lo spettacolo, prodotto da Teatridithalia, è diretto da Roberto Valerio, attore e regista formatosi all'Accademia Silvio D'Amico di Roma, con alle spalle collaborazioni con Gabriele Lavia, Luca De Filippo e Lina Wertmuller. Nel 2008 ha riscosso un gran successo con il pasoliniano Vantone, versione romanesca del Miles Gloriosus di Plauto. Del testo di Oscar Wilde, Valerio ha curato anche traduzione e adattamento e sul palco è Sir Robert. La scenografia di Carlo Sala è minima: scrittoi e poltrone stile impero ricostruiscono gli interni borghesi dell'epoca; lunghi pannelli verticali fanno da quinta, delimitano la scena fungendo anche da porte per gli attori. Divertente l'ingresso dei personaggi con "effetto rewind" che ricorda le comiche anni '30. In alcune scene lo spettacolo fa il verso al cinema, anche nella scelta delle musiche: cita il western nel simbolico duello tra le due lady, la commedia musicale nel dialogo del visconte Goring con lady Cheveley, impegnati in un valzer autoironico. Tutti i personaggi sono resi in modo efficace (su tutti spicca il coinvolgente Pietro Bontempi, eccentrico ma saggio visconte, mentre Chiara Degani appare forse eccessivamente rigida) e non mancano allusioni pungenti, nell'enfasi interpretativa di alcune battute, alla situazione politica italiana, che il pubblico mostra di gradire con risate e forti applausi.

Un Marito ideale
di Oscar Wilde
30 marzo / 17 aprile
traduzione, adattamento e regia: Roberto Valerio
con: Roberto Valerio (Sir Robert Chiltern)
Valentina Sperlì (Mrs Cheveley)
Pietro Bontempo (Lord Goring)
Alarico Salaroli (Il Conte di Caversham)
Chiara Degani (Gertrude Chiltern)
Roberto Baldassari (Phipps/Mason)

 

 

Elfo Puccini,
Buenos Aires 33
Feriali 20.30, domenica ore 15.30
Biglietti: intero 30 €, ridotto 15 €, martedì 19 €
Informazioni e prenotazioni: 02.00660606
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ,
www.elfo.org
durata 1 h 40

Ultimo aggiornamento Sabato 09 Aprile 2011 14:24

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