Teatro Manzoni - Iacchetti e Covatta in "Niente progetti per il futuro"

Domenica 13 Marzo 2011 12:08 Giulia Amarisse Performances - Teatro
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Dall'8 al 27 marzo due inconfondibili volti comici della televisione italiana interpretano due aspiranti suicidi in Niente progetti per il futuro, agrodolce commedia che porta in scena al Manzoni il testo inedito di Francesco Brandi, regista dello spettacolo e vincitore del Premio Flaiano 2009. Uniti da una conoscenza ormai decennale, Enzo Iacchetti e Giobbe Covatta raccontano a teatro la crisi dei valori contemporanei che congiunge vip e gente comune nel fascino tagliente della signora dei salotti: la televisione.

Due uomini si incontrano per caso sull’impalcato rosso di un ponte di ferro in una grande città, di notte, e scoprono di avere gli stessi progetti per l’imminente futuro: gettarsi nel vuoto e porre fine alle rispettive angustie. Indossano abiti completamente diversi, indicatori di professionalità agli antipodi e di estrazioni sociali altrettanto distanti: in giacca e cravatta, scomposto dagli effetti di frequenti sorsate d’alcol, è Tobia Tedeschi (Enzo Iacchetti), noto personaggio televisivo alle prese con la solitudine e con i cocci sparsi di una carriera ormai compromessa. In più spartane vesti, portatore anonimo e popolare del medesimo stato d’animo è il garagista Ivan (Giobbe Covatta), uomo sobrio e generoso, offeso dal tradimento di sua moglie come dall’improvvisa spina nel fianco di un’esistenza semplice e concreta, fatta di serenità affettiva e di oneri economici condivisi e sostenuti sotto il tetto coniugale. Fedele e ingenuo spettatore televisivo, ironico e ficcanaso, Ivan insiste nell’avviare una solidale e curiosa conversazione col suo compagno sino ad allentarne la fretta di compiere il tragico gesto. Nasce così, tra i due, una divertita confidenza che addolcisce di comicità e di amicizia il dramma del disagio esistenziale, motore della volontà suicida, svelando i retroscena di due mondi opposti e complementari, entrambi implicati – e protagonisti – in quella desiderabile e crudele ruota dentata che da una parte all’altra dello schermo è la televisione: erogatrice di cattivi costumi e valori scadenti, regina incontrastata della società dello spettacolo.

LUOGHI (NON) COMUNI - Tra televisione e arte teatrale, quasi ad affinare la prima nella seconda, Niente progetti per il futuro è una commedia profonda, intelligente, umana e sociologica. Pienamente riuscito, a pelle e a ragione, l’accostamento di due icone della comicità mediatica di cui vengono sfruttate appieno, oltre che la simpatia e la vivacità interpretativa, le effettive diversità e le specifiche esperienze umane e formative: lombardo l’uno, meridionale l’altro, Iacchetti e Covatta offrono persino l’esilarante contrasto dei loro accenti linguistici alla descrizione di un modello televisivo, stereotipato e ormai inattuale, costruito sulla dicotomia tra il conduttore-opinionista colto, dall’espressività più asettica e composta, e l’ingenuità dialettofona dello spettatore ignorante. Eppure, non trascurabile è la variante testuale della propensione filosofica e, soprattutto, della cultura religiosa che tocca la fisionomia del modesto Ivan, pur nell’inevitabile distorsione parodica, per influsso diretto del suo brillante interprete e dei suoi numerosi lavori editoriali di rivisitazione del testo biblico. Citazioni e immagini evangeliche emergono così, inaspettate e calzanti, tra sottotesto tragico e venature umoristiche.

OPPOSTI CHE SI ATTRAGGONO – La televisione, nello spettacolo scritto e diretto da Francesco Brandi, appare come la gabbia dorata che imprigiona e assorbe la vita, ridotta all’immagine e all’apparenza, fino a tradurne i principi in strumenti tecnici di “rilevazione del gradimento”. Così, nel considerare la quantità delle persone che ancora provano affetto per lui, Tobia si accorge di essere sceso sotto il 3% di share: se una così bassa percentuale è sintomo della crisi di una carriera televisiva, la stessa percentuale, nella vita, non può che indurre a pianificare il suicidio; poco importa se tra le poche persone in lista “m’ama” ci sia la propria sposa novella, giovane e piacente starlet, portata all’altare senza amore per tentare invano di risollevarsi con le magie del gossip. Alla profanazione e allo spreco dei sentimenti in televisione si contrappone il dolore e la delusione di Ivan per la perdita dell’unico grande amore, quello della moglie, avvenente donna mediterranea anche lei, sedotta dallo sfavillante mondo televisivo (e dai suoi divi) dal basso del suo mestiere di sarta. Ed è sempre Ivan, però, l’affezionato “fax” (o fan) dei personaggi televisivi, dello stesso Tobia Tedeschi e del suo status symbol come delle donnine da calendario che si contendono maschili volti noti. Due realtà così apparentemente inconciliabili, all’interno e all’esterno della scatola televisiva, si incontrano e si commiserano nel circolo vizioso che dalla fama porta alla sconfitta personale e viceversa, senza soluzione alcuna che non si realizzi nel buio e nel silenzio di una notte al di fuori della mondanità, in isolamento da cose e persone circostanti, su una superficie a ridosso del vuoto dove due uomini qualunque, divertendosi, riscoprono insieme la voglia di continuare a vivere. Nell’allegria coinvolgente dei due comici, qualche solito cliché della commedia scollacciata all’italiana non disturba più di tanto e le due ore piene di spettacolo scorrono veloci, tra copione e improvvisazione; tra risa, leggerezza e riflessione.

NIENTE PROGETTI PER IL FUTURO
di Francesco Brandi
con: Enzo Iacchetti, Giobbe Covatta
regia: Francesco Brandi
dall'8 al 27 marzo
Teatro Manzoni, Milano

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