Adattamento dell'omonimo racconto di Ferdinando Pessoa, il banchiere anarchico è uno spettacolo che il teatro Arsenale mette in scena sfruttando, come sempre, oltre alle qualità degli attori anche le caratteristiche uniche del suo spazio teatrale, dando vita ad una intensa esperienza per gli spettatori, che non possono fare a meno di riflettere sull'attualità di un testo di quasi novanta anni
Un'allegra chiacchierata al termine di una cena che diventa un attacco alla società e ai falsi miti che la governano, una lezione sui mali che ne derivano: questo è "Il banchiere anarchico", spettacolo tratto dall’omonimo scritto di Pessoa che, riprendendo il sempre valido modello del dialogo platonico, lascia all’interazione dei personaggi il compito di colpire il pubblico svelando grandi verità e dissacrando il pensiero comune. A dominare la scena è la figura del banchiere, che spiega ad uno stupefatto giornalista come e perché lui si consideri un anarchico. Un vero anarchico, uno che, al contrario degli altri a cui questa etichetta può essere più facilmente attaccata, pratica l’anarchia non solo in teoria, ma anche in pratica. Man mano che il dialogo prosegue, tutti i falsi miti di cui è impregnata la nostra società vengono esaminati e distrutti: la religione, le dottrine politiche, le più profonde paure dell’uomo e i suoi istinti, l’educazione, fino all’idea stessa di libertà: di paradosso in paradosso, tutto viene passato al setaccio della ragione dal banchiere, di fronte ad un sempre meno tentennante giornalista. Fino a che non risulta chiaro e semplice, quasi elementare, come e perché un banchiere possa considerarsi, a ragione, un vero anarchico.
IL TEATRO – A curare questo adattamento teatrale, Marina Spreafico, fondatrice e direttrice della scuola di recitazione del Teatro Arsenale. Sotto la sua regia, prende vita questo spettacolo in cui il dinamismo dei corpi è strutturato in maniera tale da impiegare al meglio lo spazio scenico, unico, messo a disposizione dalla chiesa sconsacrata che ospita l’Arsenale. Lo spazio multiforme di questo teatro, infatti, ancora una volta si trasforma per assicuarare la massima resa scenica. Il pubblico è diviso in due ali, quasi ci si trovasse davvero in un ristorante o una sala da pranzo e i personaggi non fossero altro che due commensali tra i tanti, seduti ad tavolo dalla forma irregolare, in grado di cambiare aspetto e funzioni a seconda delle esigenze. Il testo originale è arricchito da un personaggio: l’anarchia stessa, impersonificata da Vanessa Korn, musa ispiratrice, presenza sempre viva sullo sfondo di questa vicenda che, pubblicata per la prima volta nel 1922, colpisce per la sua attualità
Il banchiere anarchico, in scena al Teatro Arsenale, fino al 27 febbraio 2011
IL BANCHIERE ANARCHICO
di Fernando Pessoa
traduzione, adattamento e regia Marina Spreafico
con: Mario Ficarazzo (il banchiere), Mattia Maffezzoli (il giornalista), Vanessa Korn (l'anarchia)
spazio scenico: Massimo Scheurer
costumi: Giulia Bonaldi
oggetti: Ambra Rinaldo
sonorizzazione musicale: Walter Prati
video: Ino Lucia
luci: Piera Rossi
lampadario: Barovier&Toso
assistente alla regia: Lorena Nocera
assistenza tecnica: Christiana Laface
produzione: Teatro Arsenale
dal 1 al 27 Febbraio 2011
Orario spettacoli: da martedì a sabato alle ore 21
Domenica alle ore 16
Ingresso: intero € 20; ridotto a partire da €10
Teatro Arsenale
Via Cesare Correnti, 11 Milano
info e prenotazioni : tel. 02 8375896 - 02 8321999
www.teatroarsenale.it
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