Fino al 6 febbraio, al Teatro della Cooperativa è in scena Mattatoio, in prima nazionale. Quando capisci che il termine ''mattatoio' si riferisce alla vendita di parti del corpo umano, ti vengono i brividi. Non uno spettacolo di denuncia ma, attraverso la storia immaginata di due donne, un'indagine sulle necessità, non solo materiali, che portano a decisioni estreme.
Il corpo: oggetto di studio, merce da vendere e acquistare, non soltanto dal punto di vista sessuale ma anche attraverso il commercio illegale di singoli organi. Fino alla mercificazione della caratteristica più intima e profonda del corpo femminile: l'esperienza della procreazione. Due donne, un tempo amiche, si incontrano al supermercato per contrattare l'acquisto di un utero. Una è ricca e insoddisfatta; desidera a tutti i costi un figlio ma non vuole ricorrere né alla fecondazione assistita né all'adozione. Vuole un utero, non in affitto, ma da farsi trapiantare e per questo ha messo un annuncio. L'altra è povera e disperata: per venir fuori da questa situazione è disposta a rinunciare per sempre alla maternità. Consapevole anche del fatto che le sue condizioni economiche non le consentirebbero di crescere un figlio. Le due donne interagiscono quasi in un gioco di specchi: ognuna ha quello che l'altra vorrebbe avere. Ma le cose si riveleranno diverse da come appaiono inizialmente.
QUALI LIMITI ALLA DIGNITÀ? - Mattatoio prende spunto da un'inchiesta di Marco Mensurati e Fabio Tonacci apparsa su
Repubblica nel giugno 2009 che raccontava di chi, spinto dalla miseria, decide di vendere un rene, parte del fegato, una cornea o il midollo spinale al mercato nero pubblicando inserzioni su internet. Fa impressione sapere che si tratta di centinaia di annunci, aumentati ulteriormente con la crisi economica: leggendoli, dicono gli autori dell'articolo “si ha l'impressione di essere in un piccolo girone infernale, quello dei 'nuovi disperati', figli di una classe media in ginocchio, persone che non riescono più a pagare il mutuo della casa o le rate del leasing. Gente finita in mano agli strozzini a forza di comprare a rate. Italiani di mezz'età, uomini e donne, costretti a gesti estremi per non affogare nei debiti. Persone che fino a oggi non si erano mai trovate senza un lavoro, declassate, senza certezze.” Storie diverse provenienti da ogni parte d'Italia, dall'imprenditore protestato al giovane studente, a chi non riesce più a rientrare nel mercato del lavoro. Il traffico clandestino di organi è una realtà che in paesi come l'India è all'ordine del giorno. In un'epoca in cui tutto è in vendita, anche il corpo ha un prezzo. “Vendere un organo”, ha dichiarato il regista, “è la forma massima di prostituzione, in cui si rinuncia per sempre ad una parte del corpo e alle sue funzioni”. Un testo teatrale non di denuncia ma di indagine e riflessione sul duplice tema della povertà (e sui bisogni, materiali e non, che conducono a scelte estreme) e del corpo negato nella sua dimensione sacra e inviolabile. In un tempo in cui anche i valori ancestrali non reggono più, Mattatoio si interroga su quali siano i limiti della dignità umana.
DA FAR GELARE - Chiara Claudi e Désirée Giorgetti, due belle presenze sceniche, sono le uniche interpreti di questo spettacolo a
tinte fosche in un solo atto. Una delle due, alta, lunghi capelli bruni sciolti sulle spalle, è sul palco prima dell'arrivo degli spettatori in sala e cammina nervosamente: è la donna ricca che vuole appagare l'unico bisogno che la renderebbe felice. Si muove al buio, tra grandi cubi in plexiglas trasparenti illuminati dall'interno, posati sul pavimento, che rappresentano il settore surgelati di un supermercato. L'altra (interpretata da Désirée Giorgetti, attrice con alle spalle anche un ruolo cinematografico in Il regista di Matrimoni, film del 2005, di Marco Bellocchio, con Sergio Castellitto, Maurizio Donadoni e Donatella Finocchiaro) le risponde dalla platea avanzando sul palco. Lo spettacolo è privo di musiche. Se la scenografia è netta e fredda, il trucco e i costumi risaltano ancora di più, giocati, soprattutto all'inizio, sul rosso e nero. Brave le interpreti a toccare le corde, tese, di diverse emozioni: dalla rabbia alla disperazione, alla paura, al rancore. Al dialogo tra le due donne si alternano le voci registrate di attori che leggono inquietanti annunci relativi alla vendita di organi, trovati su google digitando semplicemente: 'vendo rene'. Non è più l'epoca di una commedia cinematografica 'nera' come Il boom di Vittorio De Sica, in cui Alberto Sordi si vendeva un occhio per restare al passo con le pretese dello sfrenato consumismo di metà anni '60: ci pensa il teatro a raccontare ancora queste storie. Da vedere.
MATTATOIO
di Marco Di Stefano
produzione: Teatro della Cooperativa
con: Chiara Claudi e Désirée Giorgetti
regia: Marco Di Stefano
Da martedì 1 a domenica 6 febbraio 2011 - ore 20.45 – domenica ore 16
ORARI: Feriali h 20.45 - Domenica h 16.00
PREZZI: Intero 16 € - Ridotti 13/10 €
Via Hermada 8, Milano
www.teatrodellacooperativa.it
tel. 02.64749997
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