
Fragore di ferraglie sul palco, ampolle fluorescenti e nuvole sullo sfondo che mutano di colore: rosse, rosa, a tratti cupe o con bagliori di luce...Orlando, Ruggiero e Astolfo, i paladini di re Carlo, pupi in carne ed ossa, coperti di pesanti e sgargianti “armature” realizzate con pentole, scolapasta, scopette come pennacchi, canestri e posate per decorazione. “Parte – nopei” e parte romani, gli eroi ariosteschi ripropongono l'eterna storia d'armi e d'amori, in un idioma fatto di regionalismi del centro – sud Italia. Ispirato al bellissimo cortometraggio di Pasolini “Cosa sono le nuvole?”, “Paladini di Francia” della compagnia Koreja Teatro Stabile d'Innovazione è in scena al Teatro Verdi di Milano fino al 23 gennaio.
L'arrivo di Angelica alla corte di Carlo, la pazzia di Orlando, il viaggio di Astolfo sulla Luna per recuperare la ragione perduta diOrlando, fino alla battaglia di Roncisvalle, sono rappresentate dagli attori in un'originalissima commistione di teatro nel teatro. In cui gli attori, che stazionano ai lati del palco e col volto coperto di biacca, entrano ed escono dalle colorite e colorate “armature” (realizzate con materiale di recupero su idea di Iole Cilento) appese alle rastrelliere: i loro movimenti, perfetti e leggeri, riproducono fedelmente la rigidità del legno delle marionette al punto da sembrar mossi da fili. E, come accade ai bambini che giocano alla guerra con un scolapasta in testa a mo' di elmo, anche la sagoma di un cavallo diventa un Ippogrifo alato. I dialoghi sono in rima e ogni personaggio è caratterizzato anche linguisticamente, attraverso una diversa parlata regionale. Angelica ha l'aspetto di una geisha e Carlo Magno è il (grande) regista – burattinaio, ma anche la voce fuori campo. Partendo da un omaggio ai pupi siciliani e al corto di Pasolini “Che cosa sono le nuvole?” (con Totò, Ninetto Davoli, Franco e Ciccio: quarto episodio di “Capriccio all'italiana”, del 1968, di autori quali Monicelli, Bolognini e Steno). Bravi gli interpreti Silvia Ricciarelli, Angela de Gaetano, Carlo Durante, Fabio Tinella “che moltiplicano i ruoli senza distinzione tra maschi e femmine”. La caratterizzazione dei personaggi è stata costruita su un'iniziale improvvisazione degli attori che si sono concentrati prima sul testo e poi sul movimento, fasciandosi il corpo per imparare a muoversi con rigidità.
FRA TECNICA E POESIA - Lo spettacolo, al confine tra teatro di prosa e d'immagine, è strutturato su diversi livelli di significato: al pubblico il compito di trovarli. Di questi, oltre all'importanza dell'amore, uno è sicuramente il dramma dei burattini costretti a recitare in eterno la propria parte senza poterla modificare, pur desiderandolo, mentre si battono alla ricerca quotidiana delle luci della ribalta e della dignità. Sperando di poter tornare a vedere la bellezza del cielo e delle nuvole. Vecchi giocattoli in attesa di riprendere vita. Un lavoro molto ricco, racchiuso in 50, densi minuti. Incantevoli alcune scene in particolare, come quelle del paesaggio lunare (in cui uno strano personaggio incappucciato, con due teste una sull'altra, racchiude sotto il mantello delle ampolle fluorescenti che custodiscono il senno che gli uomini hanno smarrito) e della cupa battaglia finale. Delicato e poetico in molti momenti, “Paladini di Francia”, nato come spettacolo per ragazzi, ha ricevuto due importanti riconoscimenti: Premio della Critica 2009 dall'Associazione Nazionale Critici Teatrali Italiani e l'Eolo Awards per il miglior spettacolo di Teatro Ragazzi.
KOREJA E L'IMMAGINARIO DEL BAROCCO BIANCO - Ma anche la vicenda di Koreja, la compagnia che ha realizzato lo spettacolo, è suggestiva: una storia di persone che hanno scommesso sul Sud e sulle sue potenzialità. Dove l'immaginario, seppur presente, non trovava uno spazio di rappresentazione e di riflessione. Una storia iniziata 25 anni fa in un'antica masseria disabitata nella campagna di Aradeo, un paese di qualche migliaia di anime della provincia di Lecce, la terra della pietra bianca dal sontuoso stile barocco. Un luogo che nel corso degli anni inizia a richiamare artisti nazionali e internazionali che ruotano intorno al sogno del teatro e alla cultura in generale. Ma è in seguito all'incontro con il gruppo “Farfa” diretto da Cesar Brie e Iben Nagel Rasmussen, attrice all'”Odin Teatret” (Danimarca), che Koreja si trasforma in un vero e proprio punto di riferimento per le giovani generazioni, ma anche per un pubblico popolare. E sceglie di lavorare sulla contemporaneità e sull'innovazione del linguaggio teatrale. Nel 1999 la Compagnia sposta la propria sede a Lecce, acquistando e ristrutturando un'antica fabbrica di mattoni e diviene “Cantieri Teatrali Koreja”, spazio polifunzionale aperto anche a danza, musica, cinema, video, arti figurative, nuove tecnologie di comunicazione. Una storia che la Koreja ha raccontato in uno dei suoi spettacoli, dal titolo “Graffiare i muri”. Nel Salento vive anche Edoardo Winspeare (“Sangue vivo”, 2000; “Noi credevamo”, 2010 in cui è attore) regista, sceneggiatore e attore cinematografico, che condivide con Koreja intenti e luoghi. Dal 2003 Koreja ottiene il riconoscimento dal Ministero per i beni e le attività culturali come teatro Stabile d'innovazione del Salento. Lo spettacolo sarà in scena a Milano fino al 23 Febbraio al Teatro Verdi nell'ambito del Festival IF, proseguirà poi la sua tourneé attraverso la penisola fino alla fine di Febbraio.
Consigliato.
Koreja-Teatro Stabile d’Innovazione (Lecce)
PALADINI DI FRANCIA
Spada avete voi, spada avete io!
dedicato a Che cosa sono le nuvole? di Pier Paolo Pasolini
dal 18/01/2011 al 23/01/2011
di: Francesco Niccolini
regia: Enzo Toma
con: Silvia Ricciardelli/Maria Rosaria Ponzetta, Fabrizio Pugliese/Antonella Iallorenzi, Carlo Durante, Fabio Tinella
assistente alla regia: Valentina Impiglia
ideazione scene: Iole Cilento
realizzazione scene: Porziana Catalano, Iole Cilento
voce di Carlo Magno: Fabrizio Saccomanno
TEATRO VERDI
Via Pastrengo 16, Milano
Tel. 02 6880038
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: 02 27002476
www.teatrodelburatto.it
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