Millesoli è uno spettacolo di affabulazione, calato nella magica atmosfera del mondo indiano. Qua, sulla riva di un fiume dipinta come sui teli degli antichi cantastorie, c'è un pescatore che ricorda le sue tante vite: di quando era albero, tigre o farfalla. E il suo racconto si dipana sotto forma di favole, prendendo a prestito storie da una tradizione millenaria che riesce ancora a stupirci. Forse perché sono storie depositate nel nostro immaginario e risvegliano emozioni legate agli anni dell'infanzia.
ANTEPRIMA - Ma chi l'ha detto che le favole non possono aiutarci a leggere il presente? Forse, al contrario, attraverso il racconto mitizzato è più facile toccare temi come l'altruismo e la solidarietà, il rispetto per gli altri e per il mondo in cui viviamo. Di questi temi si alimenta
Millesoli, che mira a lasciare nello spettatore la sensazione di un viaggio tutto all'interno di sé, con lo stupore e la meraviglia di chi affronta questo viaggio per la prima volta. Nel linguaggio e nella forma, è un teatro che tende a riscoprire la semplicità e, lontano da artifici tecnici, punta sul potere evocativo della parola, sulla fantasia dei pupazzi animati, sul gioco delle ombre cinesi. Tra le favole raccontate (tratte liberamente dalla tradizione indiana o ad essa ispirate) quella del pettirosso senza nido, che con l'aiuto degli altri uccelli riuscì a costruirne uno tutto suo; o quella dello sciacallo che allevò un anatroccolo per poterlo mangiare, ma che al momento buono lo lasciò libero di andare per la sua strada. O ancora quella del corvo che dovette scomodare il re per restituire alla scimmia un chicco di grano che le aveva rubato. A intervallare le favole c'è la musica e le canzoni interpretate dal vivo. C'è anche l'interazione col pubblico, chiamato a parteggiare per il pavone o la volpe (che dopo aver mangiato rispettivamente prugne e capretto, ne sotterrano gli ossi scommettendo su quali germoglieranno prima).
CHI E' PIETRO PIGNATELLI - In oltre quindici anni di carriera, Pietro Pignatelli (Napoli, 1971) si è espresso in qualsiasi forma teatrale. E’ conosciuto soprattutto per le partecipazioni, da protagonista e co-protagonista, a grandi musical tra cui “Grease” (1998/2000 con Lorella Cuccarini, regia di Saverio Marconi), “Scugnizzi” (2002 e 2006/7 di Claudio Mattone), “Pinocchio” (2005/6 scritto dai Pooh, regia di Saverio Marconi), “Il Pianeta Proibito” (2010 con Lorella Cuccarini, Regia di Luca Tommassini) e “Bharati” (musical indiano andato in scena a Milano ad ottobre 2010). L’esperienza e l’attività di Pietro però è costellata dalle più svariate esperienze attoriali: inizia partecipando a diversi laboratori teatrali, frequentando l’Accademia di arte drammatica al Teatro Bellini di Napoli, studiando canto con il soprano Elisa Turlà. Dal 1996 si pone davanti all’occhio alla macchina da presa come protagonista di cortometraggi e spot pubblicitari (1999 spot Monte dei Paschi di Siena con Luciano Pavarotti), ma anche a quello delle telecamere in programmi televisivi quali “La canzone del secolo” (Canale 5 – con Pippo Baudo, regia di Pierfrancesco Pingitore), “La squadra” (Rai 3 – 2000). La più significativa e duratura esperienza televisiva è come conduttore del noto programma per i giovanissimi “L’Albero Azzurro” (Rai 1 dal 1998 al 2003). Il cinema lo vede presente al momento solo in poche ma significative occasioni: come doppiatore nel film musical “Il fantasma dell’opera” (2004 – Regia di J. Schumacher, in cui dà la voce e il canto al protagonista Raoul); sceneggiatore per il corto “Oggi sposi” (2005) con cui ha vinto il concorso di sceneggiatura “I corti Pluriel” nell’ambito della 62esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia; protagonista del film “Il sogno nel casello” (2009, regia di Bruno de Paola). Per questo film riceve, dalle mani di Francis Ford Coppola, il premio come miglior attore protagonista made in Italy al BAF Festival. Pietro, semplicemente Piè per gli amici, frequenta molto di più il palcoscenico dedicando tempo ed energia a spettacoli di teatro civile con temi attualissimi. E’ autore e regista dello spettacolo “Giustizia e verità, il caso De Pretore”, utilizzato dalla Carovana antimafia guidata da Luigi Ciotti nell’ambito della campagna nazionale di sensibilizzazione sul problema della delinquenza minorile; autore e regista di happening teatrali quali “Lunga è la notte” (sulla legalità) e di “Mi rifiuto!” (sull’ambiente). E’ regista e protagonista di “Ca eni” (passione di Cristo). Con l’amico e autore Angelo Ruta dà volto e voce a tre figure distinte, ma forti, conosciute e non, del nostro tempo: in “Vladi è vivo” è il detenuto che cerca il proprio posto nella vita dopo una lunga detenzione; in “Vincent” veste i panni di Van Gogh nei mesi trascorsi nell’ospedale di igiene mentale di Saint Remy de Provence; nell’appassionato monologo “Il Poeta Volante” ripercorre la curiosa storia di un eroe italiano poco conosciuto, il poeta Lauro de Bosis, con cui sarà in scena nella primavera del 2011.
L'IMPEGNO SOCIALE - L’impegno sociale lo vede anche testimone della Fondazione Millesoli che promuove i diritti dell’infanzia in India. Per la Fondazione, Pietro realizzerà uno spettacolo itinerante di fiabe per bambini (e per adulti). Di prossima pubblicazione il doppio cd “Quante Storie”, 28 brevi fiabe su temi di attualità, da lui recitate e cantate.
Scritto e diretto da Angelo Ruta, con Pietro Pignatelli
musiche originali: Angelo Giovagnoli
canzoni originali: Gabriella Barbagallo
scene: Angelo Ruta – Silvana Ninivaggi
costumi: Donatella Cianchetti
light designer - Raffaele Perin
I biglietti si acquistano direttamente al botteghino del teatro, il giorno dello spettacolo, martedi 18 gennaio: posto unico Euro 10.00 (senza prevendita)