"Flashdance": perchè sfidare un mito?

Lunedì 27 Dicembre 2010 18:03 Chiara Pedretti Performances - Teatro
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Ha debuttato a Milano la versione teatrale italiana di Flashdance, del celeberrimo film del 1983, icona del suo tempo. La storia di Alex, che di giorno lavora come saldatrice in una fabbrica e di sera come ballerina in un locale, che si innamora del suo ricco datore di lavoro, Nick, che sogna di studiare per diventare una danzatrice professionista, ha ispirato tutte le ballerine della sua generazione, e non solo

UN FILM MITO - Chi, soffrendo alla sbarra o china sui libri, aspettando la lezione di danza, non ha sognato di poter avere la stessa fortuna di Alex? Un film-mito, con una colonna sonora splendida firmata Giorgio Moroder, interpretato da Jennifer Beals nel ruolo di Alex, che, come spesso succede, dopo questa esperienza non ha più fatto nulla di così eclatante. Alex è lei, e cercare di emularla è praticamente impossibile, perché nell’immaginario collettivo ha il suo volto e la sua bellissima tecnica di danza. Non particolarmente bella, ma azzeccata nella parte della ragazza qualunque, autodidatta, che sogna un futuro diverso dalla fonderia. La produzione della Stage Entertainment, che ha portato in Italia La Bella E La Bestia l’anno scorso e in questa stagione Mamma Mia!, vede una versione del film (uno dei pochi a nascere come film e non come musical teatrale) abbastanza distorta. Tante cose sono state modificate. Per esempio, la migliore amica di Alex, Jeanie, che sogna di diventare una stella del pattinaggio sul ghiaccio, non c’è: al suo posto troviamo il personaggio di Gloria, una collega ballerina del locale. Il locale concorrente da Zanzibar è diventato Devil; l’ex moglie di Nick, Katie, non compare, così come Hanna, la sua insegnante di danza, sostituita in un certo senso qui dalla madre di Alex.

IL CAST - Sfidare un mito di queste dimensioni è un’impresa non da poco. Alex è Simona Samarelli, barese, già vista come Sandy nel Grease della Compagnia della Rancia (ereditò il ruolo da Lorella Cuccarini). Anche lei qui con i riccioloni neri, il body nero e gli scaldamuscoli, il maglione grigio tagliato su una spalla e le decolletés rosse: bella voce anche se un po’ nasale, buona tecnica di danza, insomma, niente da dire, ma è difficile non fare confronti con il mito. Nick è Filippo Strocchi, abbastanza insignificante: presenza scenica molto scarsa che fa rimpiangere, e parecchio, Michael Nouri. Gloria è una stupenda Giada d’Auria, bravissima, gran voce e ottima ballerina: perfettamente nel ruolo, è senza dubbio l’interprete migliore del cast. Oltre a lei, altre due interpreti al femminile colleghe di Alex al locale: Jazmin (Chiara Vecchi), femme fatale sud americana e Keisha (Daniela Pobega), entrambe brave e simpatiche. Jimmy, il cugino cuoco che sogna di fare il comico ma con davvero poca fortuna, è l’ex Peter Pan Massimiliano Pironti: un altro bel ruolo per il finalista di Amici edizione 2004. Il corpo di ballo è solido, pochi danzatori maschi e poco in evidenza, brave le ragazze.

LE CANZONI - Dal punto di vista musicale, lo spettacolo è abbastanza deludente. Le traduzioni in italiano sono davvero poco piacevoli: già tradurre qualcosa nato in un’altra lingua non darà mai lo stesso risultato, ma in questo caso si potevano davvero lasciare le canzoni in inglese: sono talmente note, che nessuno avrebbe avuto da dire. Maniac è del tutto inascoltabile, e in più la parte coreografica, entrata nel mito, è stata ridotta ed in buona parte modificata. What A Feeling! interpretata nel film dalla voce spaziale di Irene Cara, è massacrata da movimenti che non hanno nulla a che fare con l’originale. Manhunt, il celebre pezzo dove la grandissima Cynthia Rhodes danza con una maschera da football americano, è completamente stravolta, cantata dalle tre amiche vestite di paillettes. Ma perché? Era il caso di cambiare titolo, questo non è Flashdance, è un’altra cosa. Altri pezzi cult come He’s A Dream, Lady Lady, Lady, Romeo, Imagination, Seduce Me Tonight non sono proprio presentati; in compenso, una serie di altri brani che, indipendentemente dal valore artistico, nulla hanno a che fare con il titolo. Perché sfidare un mito? E perché poi per farlo così?

Teatro Della Luna - Assago
fino al 23 gennaio 2011
da martedì a sabato ore 21.00; domenica ore 15.30 e ore 21.00
www.flashdanceilmusical.i

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Gennaio 2011 12:16

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