Mi chiamo Roberta, ho quarant’anni, guadagno duecentocinquanta euro al mese...

Sabato 04 Dicembre 2010 20:37 Angela Azzarone Performances - Teatro
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L'attrice Federica Frasassi col libro di Aldo NoveSono passati oltre 15 anni da quando Aldo Nove, pseudonimo di Antonello Satta Centanin, poeta e scrittore, ha raccolto le testimonianze dei lavoratori precari di diverse zone geografiche italiane nel libro–inchiesta Mi chiamo Roberta, ho quarant’anni, guadagno duecentocinquanta euro al mese. Federica Frasassi con la Compagnia Teatro i riporta il focus sul problema delle generazioni senza futuro (o quanto meno con un futuro molto preoccupante) per chiedersi se qualcosa è cambiato. A giudicare dai precari presenti tra il pubblico pare proprio di no...

 

Le storie dell'avvocato che fa il cameriere per mantenersi, dell'insegnante senza posto fisso che corre da una scuola all'altra per sostituire chi si ammala, del lavoratore “flessibile”intrappolato nel circuito delle agenzie interinali, del pastore sardo che non guadagna una lira, dello stagista a vita, dipingono il volto di un'Italia disgregata e disorientata, che ormai non ha più né tempo né voglia di chiedersi dove sta andando. In cui tutto appare un po' raffazzonato e si ha l'impressione netta di giocare un gioco fine a se stesso. “Dove ti collochi, nel tempo e nello spazio?” è la domanda pressante a cui oggi più di ieri si fatica a rispondere. In un tempo in cui “non esiste più la classe operaia con le sue storie tutte uguali, ma ognuno è solo coi suoi problemi”. E, mentre la vita si diluisce e si frammenta nelle urgenze del quotidiano, l'orizzonte appare sempre più piatto.

PRECARIATO A MACCHIA D'OLIO -
Il testo di Aldo Nove alterna testimonianze, introduzioni saggistiche e commenti “sommessi e radicali” dell'autore sul sogno perduto di una generazione di adulti costretti a rimanere bambini. La regia sceglie di parlare del precariato come un fenomeno strutturale alle nostre esistenze che invade a macchia d'olio anche territori considerati fino a poco fa zone franche, ponendo al centro dell'indagine l'universalità delle storie. Federica Fracassi (premiata come miglior attrice all’edizione 2007 del Mittelfest, col Premio ETI “Gli Olimpici del Teatro” 2007 come attrice emergente e che ha recitato un piccolo ruolo in “Happy Family” di Gabriele Salvatores) guida gli spettatori come osservatrice, giornalista, investigatrice attraverso le tante storie tragiche e a volte paradossalmente comiche raccolte in giro per l’Italia da Aldo Nove. Le nostre. “Dal 2008 lo spettacolo è stato allestito in diverse versioni: in una di queste lo stesso Aldo Nove recitava alcuni brani del libro e in un'altra una banda musicale faceva da sfondo alle storie. La musica ha avuto sempre un ruolo importante”, ci ha raccontato Federica. In questa nuova versione, in scena fino a domenica 5 Dicembre, il commento musicale è affidato alla fisarmonica di Guido Baldoni (nei panni anche di surreale presentatore). In alcuni momenti le sue note sembrano evocare la colonna sonora del film “La Strada” di Federico Fellini, composta da Nino Rota.

LA SERA SI ACCENDE NELLA PERIFERIA MILANESE -
Nel quartiere Niguarda, alla “periferia di una Milano mai tenera con chi abita lontano dal centro”, in cui “non si dice andiamo in centro ma andem a Milan”, dove le vecchie case si alternano ai grandi ed anonimi edifici in cemento, il Teatro della Cooperativa (fondato e diretto da Renato Sarti, artista triestino, anni al Piccolo con Giorgio Strehler e all'Elfo) è riuscito a diventare in poco tempo uno spazio di aggregazione, in cui si genera cultura, pensiero ed emozioni, un luogo di sperimentazione e ricerca. Ma anche uno spazio in cui si fa politica con coraggio e originalità, dove la passione civile non è disgiunta da una vena comica e drammatica. Una scelta che appare chiara già dall'inizio: “La bicicletta di Lia”, una delle prime rappresentazioni, è ispirata all'episodio più importante della Resistenza a Niguarda. Quello di Gina Bianchi (Lia), una partigiana uccisa dai nazisti mentre portava gli ordini per l'insurrezione del 25 aprile 1945. E che prosegue con lavori come “Mai morti”, “I me ciamava per nome: 44.787” (spettacolo sulla Risiera di San Sabba), “La nave fantasma”, “Chicago Boys” (sul tema della privatizzazione dell'acqua). Insomma, il palcoscenico giusto per raccontare l'Italia in cui i diritti diventano miraggi.
L'attrice Federica Frasassi col libro di Aldo Nove
IRONIA ED ESSENZIALITA' PER PUNGERE - Le parole chiare ed essenziali di Federica Fracassi svegliano come uno squillo di tromba dal torpore e invitano a non smettere di pensare. Attraverso i diversi personaggi l'attrice denuncia inadeguatezze sociali e legislative, compromessi e indifferenza. In scena i loro sogni perduti e la consapevolezza di essere stati presi in giro da un mercato di belle speranze e “progetti prestigiosi”, che nascondono il vuoto. Novelli Pinocchi quotidianamente beffati dal Gatto e dalla Volpe. Con Carlo, Roberta, Alessandra sfilano la solitudine, la difficoltà di avere figli, la paura che impedisce di proiettarsi in avanti. La scarna scenografia rimanda a un guardaroba, evocando - attraverso una fila di soprabiti appesi - le diverse identità che l'attrice "indossa", ciascuna esempio di un differente modo di essere precari. Storie tanto semplici quanto vere. Una coinvolgente interpretazione, quella di Federica Fracassi, che, con la voce e una rossa e vivace presenza scenica, interpreta con ironia e comicità venate di lieve amarezza il testo di Aldo Nove. E si mette in gioco in prima persona quando porta la propria testimonianza e racconta di sé e della propria vita, di quando ha iniziato a rappresentare questo spettacolo nel 2008, senza però vedere mai le cose cambiare. Si rivolge al pubblico per chiedere quanti sono i precari in sala, quasi per fare insieme un bilancio, il punto sulla propria vita. Ma Federica ci saluta con un invito a darci da fare, a ricominciare a credere di poter cambiare le cose, pur rimanendo lucidi. E con una riflessione sull'importanza dell'arte e della cultura, ultimi baluardi contro l'impoverimento civile e voci strategiche dell'economia italiana chiedendo alla platea il sostegno al presidio dei lavoratori dello spettacolo che si terrà in Piazza della Scala il 7 Dicembre alle 15 contro i tagli al settore.

 

 

Da martedì 30 novembre a domenica 5 dicembre 201
produzione
Teatro i
progetto e regia
Renzo Martinelli, Aldo Nove
con Federica Fracassi e Guido Baldoni
musiche Guido Baldoni
spettacolo inserito in Invito a Teatro

Teatro della Cooperativa
Via Hermada 8, Milano
Orari: Feriali h 20.45 – Domenica h 16.00
Biglietti: Intero 16 € - Ridotto 13/10 €
info e prenotazioni:
tel. 02.64749997
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.teatrodellacooperativa.it

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Sabato 04 Dicembre 2010 20:57

Commenti  

 
0 # riccardo 2010-12-04 22:25
purtroppo è un tema che conosco bene, consiglio anche io lo spettacolo, che ho visto un anno fa. bella recensione.
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