Mario Pirovano porta in scena al Carcano di Milano un testo di Dario Fo dando vita ad uno spettacolo da non perdere. Una performance che lo vede da solo sul palco, senza altri attori o elementi di scena, uno spazio che anche così vuoto riesce a malapena a contenerne una prorompente energia
È il 1492, Cristoforo Colombo ha scoperto l’America e gli spagnoli si apprestano a conquistarla. Una vicenda con poche luci e molte ombre vista attraverso gli occhi di un particolare personaggio, Johan Padan, uomo delle valli del nord Italia, che si ritrova fuggiasco a cercare salvezza nel nuovo mondo. La sua diventa la storia inedita dei conquistatori che divengono conquistati, della trasformazione che si può subire quando si entra in contatto con un’altra cultura. Ed è un ritratto, fedele per quanto giullaresco, del peggio della società europea. Johan Padan e il suo viaggio incredibile e concitato offrono così, tra una risata e l’altra, numerosi spunti di riflessione, fino a diventare lo specchio fedele su cui si riflette la vera storia della conquista delle Americhe.
IL TESTO – Dario Fo lo ha scritto e portato in scena per la prima volta nel 1992, per i cinquecento anni della scoperta dell’America, dopo un attento e approfondito studio dei documenti dell’epoca. Testimonianze dimenticate più o meno volutamente dalla storia, che lui ha ricomposto e trasformato nelle avventure di Johan Padan: questo è quanto racconta Mario Pirovano, l’attore, che prima di interpretarlo racconta al pubblico la storia di questo testo e di come le vicende narrate siano, per quanto presentate in chiave farsesca, ispirate alla realtà di una delle pagine più nere della storia. La veridicità non si ferma alle vicende dello sterminio degli abitanti del nuovo mondo: lo stesso Johan Padan non è che l’archetipo dei molti che sono partiti per il nuovo mondo scappando dalla miseria e dalle persecuzioni della vecchia Europa.
L’ATTORE - Mario Pirovano si dimostra straordinario, catalizzando per circa due ore l'attenzione del pubblico. Questo autodidatta dimostra di aver appreso molto bene la lezione: il suo stile è debitore in maniera evidente di quello di Dario Fo, ma la rielaborazione che ne fa lo rende in qualche modo peculiare e, per quanto simile, non lo fa mai apparire una scimmiottatura dell'originale. A completare il quadro, una capacità affabulatoria e un carattere che emergono fin dal primo istante e si fanno indimenticabili già al termine del prologo, quando conclude ricordando che quello che sta per cominciare è uno spettacolo di satira. Serissima, come tutte le raccomandazioni di un vero giullare.
Teatro Carcano
Corso di Porta Romana, 65
Da giovedì 7 a domenica 10 ottobre
Feriali ore 20:30 – festivi ore 15:30
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