Music Places - Ultima fermata a Rio

Martedì 03 Luglio 2012 09:28 Mario Pagano Performances - Musica
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Tenere balli e feste mascherate non era certo una tradizione brasiliana prima degli anni '30. Quello stile di vita apparteneva più a certi quartieri parigini che alle città del Sudamerica ma il popolo brasiliano decise di fare propria quella tradizione, rigenerandola e dandole nuovi significati. Oggi il Carnevale di Rio de Janeiro è uno degli eventi più importanti del mondo e i suoi costumi e la sua musica hanno innegabilmente condizionato l'immagine che ognugno di noi ha della nazione brasiliana, oggi in forte ascesa economica. Artisti come Sergio Mendes e João Gilberto si sono formati qui, così come alcuni particolari generi musicali come la Bossa nova, poetica, allegra e leggera allo stesso tempo. Music Places conclude nella metropoli brasiliana il proprio viaggio, offrendovi l'ultimo racconto di questo magico itinerario.

JOBIM - Antônio Carlos Jobim nacque nel 1927 nella casa dei suoi genitori in Rua Conde do Bonfim 634, nel quartiere di Tijuca, nella zona nord di Rio. Dopo poco tempo si trasferì con la famiglia, a Ipanema, sul litorale della città. Tom (così veniva chiamato) ebbe la fortuna di crescere in una famiglia dove la musica veniva inalata a pieni polmoni. I suoi due zii musicisti gli facevanoascoltare grandi compositori come Bach, Stravinskij, Schoenberg, Prokofiev, Debussy, Ravel e Bartòk e, ovviamente, la tipica musica brasiliana, come il choro e i chôrinhos. A 14 anni, Tom scoprì un pianoforte nel garage di casa ma non ne fu immediatamente attratto. Al contrario, inizialmente lo trattò con notevole distacco ma, incuriosito dallo strumento, decise comunque di iniziare a prendere lezioni di piano. Nonostante la sua svogliatezza, apprese velocemente le basi della teoria musicale e della tecnica strumentale e decise così di cimentarsi nell'apprendimento di strumenti diversi. Questo gli consentì di cominciare a comporre scale ed armonie, dato che, per Tom, suonare era un fatto tutto sommato secondario, egli in realtà ricercava soluzioni armoniche originali, era questo ciò che veramente gli interessava. Dopo aver completato i suoi studi musicali, si dedicò alla composizione e nel 1956 conobbe la persona che avrebbe cambiato per sempre il suo modo di concepire l'arte: Vinícius de Moraes.

VINICIUS – Poeta, compositore, drammaturgo, diplomatico, non sono mai state abbastanza le definizioni per Vinìcius de Moraes, illuminato intellettuale brasiliano. Da un suo dramma decise di trarre il film Orfeo negro e affidò la colonna sonora proprio a Tom Jobim, il quale compose la musica di Se Todos Fossem Iguais a Você, Um Nome de Mulher e molte altre canzoni che furono registrate, tra gli altri, da Luís Bonfá. L'Orfeo negro vinse l'Oscar per il miglior film straniero, la Palma d'Oro al Festival di Cannes e il premio dell'Accademia Britannica. Due anni dopo l'incontro tra de Moraes e Tobim, nel 1958 la cantante Elizeth Cardoso pubblicò l'album Canção do amor demais, una raccolta che includeva solamente canzoni del duo Jobim-de Moraes, o di uno solo dei due, come ad esempio Canção do amor demais e Luciana. La produzione venne arricchita dalla partecipazione di un altro grande della tradizione musicale brasiliana, ossia João Gilberto. Nasceva così un nuovo genere, la Bossa nova e grazie a quest'album, la notorietà di tutti questi artisti crebbe notevolmente, sino a renderli delle vere e proprie star in patria. Tobim ebbe una grande influenza sui musicisti dell'epoca, in particolare sulla musica di un giovane artista, che nel corso degli anni avrebbe segnato per sempre la musica latino-americana. Quell'artista si chiama Segio Mendes.

BOSSA NOVA – Celebre oggi più per la versione di Mas que nada con i Black Eyed Peas che per quanto composto nella prima parte della sua carriera, Mendes nel 1961 formò il Sexteto Bossa Rio ed incise l'album Dance Moderno, effettuando tournée in Europa e negli Stati Uniti. Dopo essersi trasferito a Los Angeles con il suo nuovo gruppo, i Brazil '65, Mendes firmò un contratto con laCapitol Records ed in seguito con la Atlantic Records. Fu però nel 1966 che la fama di Mendes ebbe finalmente giustizia, grazie alla casa discografica A&M, che credette profondamente in lui e con la quale registrò l'album Sergio Mendes and Brasil '66. Il disco infatti ebbe un successo strepitoso a livello planetario, trascinato soprattutto dal vivace brano Mas Que Nada (scritto in realtà da Jorge Ben). Il genere di Mendes era in assoluto la Bossa nova, una samba suonata in modo generalmente minimalista, spesso soffuso, senza particolare enfasi vocale e senza vibrato, su ritmo lento ma con un incedere incalzante dovuto, normalmente, al caratteristico stile chitarristico attribuito, principalmente, al citato musicista João Gilberto. La batida, così fu soprannominato lo stile tipico di Gilberto e dei suoi seguaci, è un modo particolare di usare la mano destra sulle corde della chitarra. La peculiarità del genere però risiede soprattutto nel ritmo, il quale sembra essere sempre “in recupero” sul tempo. La Bossa nova è quindi forse, quel tipo di musica giusto per dirsi un triste arrivederci, perchè Music Places termina qui, nella terra del calcio e del Cristo redentore, il proprio viaggio musicale. Tuttavia, auguriamo al lettore di non fermarsi a questo racconto e di continuare a viaggiare assieme a FusiOrari, magari anche solo con un paio di cuffie nelle orecchie, alla scoperta di generi musicali e di luoghi sempre nuovi, cercando di apprezzare ciò che di bello ed unico c'è in ogni musica e in ogni nota di ogni singola canzone. Perchè la musica è principalmente questo, non tanto ritmo e divertimento, quanto bellezza e passione.

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Ultimo aggiornamento Martedì 03 Luglio 2012 09:37

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