
Quando il corpo di Kurt Cobain venne ritrovato, il 9 Aprile del 1994, il mondo della musica di colpo si fermò. Una personalità strana quella di Kurt, capace di segnare in poco tempo una generazione di giovani, impressionati dalla sofferenza dei suoi testi e dalla potenza della sua voce. Teatro di tutto questo e non solo, è stata la città di Seattle, nello Stato di Washington, incubatrice di un nuovo genere musicale, il Grunge, capace di ridiscutere le regole e i tecnicismi del Rock. Stiamo parlando di Nirvana e di Pearl Jam, stiamo parlando di Eddie Vedder e di Dave Grohl, stiamo parlando di Seattle e di Music Places: il nostro viaggio attraverso le città della musica prosegue.
THE CROCODILE – Al civico 2200 di 2nd Ave, negli anni '90, il Crocodile ogni sera faceva suonare molte band emergenti, tutte accomunate da un nuovo particolare suono, sporco, aggressivo e sofferente: era il suono del Grunge, un genere che a Seattle in quegli anni stava trasportando migliaia di giovani. Due di questi gruppi erano i Nirvana di Kurt Cobain e i Pearl Jam di Jeff Ament ma assieme a loro, ad animare le serate nel locale, c'erano anche i Cheap Trick e i Mudhoney. I Nirvana, composti da Kurt Cobain, Krist Novoselic e Chad Channing, nel 1989 avevano pubblicato il loro primo album, Bleach, il quale aveva ottenuto un ottimo riscontro di pubblico che consentì alla band di essere apprezzata anche al di fuori della scena underground di Seattle. L'anno seguente però, Cobain e Novoselic iniziarono a lamentarsi dello stile di batteria di Channing e quest'ultimo, sentendosi frustrato in quanto poco coinvolto nella scrittura delle canzoni, decise di lasciare la band. Inizialmente Channing fu rimpiazzato per breve tempo prima da Dale Crover dei Melvins, una hardcore punk band molto apprezzata da Cobain, e poi da Dan Peters dei Mudhoney. Ma poche settimane dopo, Buzz Osborne, leader dei Melvins, presentò al gruppo un giovane batterista, Dave Grohl, in cerca di un nuovo complesso in seguito all'improvviso scioglimento degli Scream, la punk band in cui militava. Per entrare a far parte del gruppo, Grohl partecipò ad un provino. Queste sono le parole con cui Cobain commentò, anni dopo, quella performance: «In un paio di minuti capimmo che era il batterista giusto per noi».
DAVE GROHL – Quella di Dave Grohl è una figura unica nel panorama musicale moderno. Batterista di una delle più grandi rock band della storia della musica, dopo la morte di Cobain, suo amico fraterno, decide di rialzarsi, di riprendere a scrivere testi e musiche, decide di prendere in mano una chitarra e di mettersi a cantare con grinta e potenza. Ora Grohl si ritrova ad essere leader, chitarrista e cantante della rock band del momento, i Foo Fighters, con già 15 anni di storia alle spalle e successi da
paura da esporre in vetrina come Best of You, Times Like These e The Pretender. Le capacità creative e compositive di questo artista hanno permesso ai Foo di costruire le basi per una lunga carriera musicale ed hanno consentito a Dave Grohl di rinascere dopo la fine di Cobain e dei Nirvana. L'ultimo album dei Foo Fighters, Wasting Light, è stato prodotto da Butch Vig, lo stesso produttore del leggendario album Nevermind dei Nirvana. In fase di registrazione c'è stata anche un'inaspettata reunion tra Grohl e Novoselic, quest'ultimo al basso nel toccante brano I Should Have Known, che racconta proprio il rapporto tra Grohl e Kurt Cobain.
SUB POP – Torniamo però nella città dov'è nato Jimi Hendrix, torniamo nella Seattle di quegli anni. Mentre il mondo dei media era ossessionato dalla musica di New York e di Los Angeles, il panorama del rock indipendente di Seattle germogliava senza sosta e tra le etichette indipendenti cominciava a farsi largo la Sub Pop Records di Bruce Pavitt e Jonathan Poneman. Con numerose band della scena locale sotto contratto, Pavitt e Poneman si impegnarono a pubblicizzarne la musica e il Grunge pian piano iniziò ad essere sempre più ascoltato tra i giovani della città. Il primo passo verso il successo fu la creazione del Sub Pop Singles Club, un servizio a pagamento in base al quale i sottoscrittori ricevevano singoli delle band locali ogni mese, via posta. Il successo di quest'idea rese la Sub Pop un'etichetta di richiamo nella scena locale, rendendo il nome Sub Pop sinonimo della musica dell'area di Seattle. La prima release del servizio Singles Club fu Love Buzz/Big Cheese dei Nirvana, nel novembre del 1988. Al fine di aumentare ulteriormente la popolarità del genere Grunge, Pavitt e Poneman convinsero un giornalista della rivista inglese Melody Maker a venire a Seattle per scrivere un articolo sulla scena musicale locale. Tra i suoi frutti migliori, l'ambiente musicale di quel periodo tirò fuori band come i Soundgarden e i Pearl Jam.
TEN - L'ascesa del genere è molto probabilmente dovuta allo straordinario successo ottenuto dal brano Smells Like Teen Spirit dei Nirvana ma anche gli altri gruppi citati contribuirono profondamente alla fortuna di questo sound. Nel 1991 infatti, nei London Bridge Studios di Seattle, al 20021 di Ballinger Way, i Pearl Jam registrarono il loro album di debutto Ten. Il disco verrà poi
inserito dalla rivista Rolling Stone al 207º posto della sua lista dei 500 migliori album di sempre. I Pearl Jam con Ten divennero gli esponenti di un differente modo di intendere la musica Grunge, con riferimenti espliciti al rock tradizionale, meno nichilista dell'ottica dei Nirvana e a tratti più intimista, non disdegnando però puntate stilisticamente rabbiose e decise. Il frontman della band, Eddie Vedder, è poi diventato molto famoso anche fra i non intenditori del genere Grunge grazie alla dolce colonna sonora del film di Sean Penn, Into The Wild (2007, ndr), da lui composta e che vede nel brano Guaranteed l'apice di una carriera che speriamo essere ancora molto lunga.
SOLO UN RICORDO? - Il Grunge ha segnato una rottura con il rock del passato, una rinuncia a sintetizzatori e tastiere, così come a qualunque tipo di effettistica alla moda" sulle chitarre. Ha segnato il ritorno a strumentazioni semplici e d'impatto (basso, chitarra e batteria) e la riscoperta delle sonorità degli anni '60 e '70, con un completo rifiuto del suono rock da stadio degli anni '80 e una sorta di predilezione per il sound distorto e rumoroso. I brani sono spesso inizialmente oscuri, fatti di strofe cantate da una voce sofferta che poi sfocia in rabbiosi ritornelli urlati. La tradizionale forma-canzone rumore-ritornello-rumore è assunta a schema privilegiato di un genere che punta direttamente al sodo, eliminando i tecnicismi. Il Grunge oggi è forse solo un bel ricordo e per molti fan la sua fine coincide con determinati eventi cardine: il suicidio di Cobain nel 1994, lo scioglimento dei pionieri Soundgarden nel 1997, riunitisi poi nel 2010 (e che saranno in concerto in Italia a Milano il prossimo 4 giugno, ndr) in primis. Da cronisti, non sappiamo se il futuro ci riserverà sorprese ma per ora non possiamo far altro che raccontare e ricordare questa musica.

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