Ha debuttato al Teatro Smeraldo di Milano un balletto creato del 1995 da Luciano Cannito: Cassandra, rivisitazione in chiave moderna della vicenda della sfortunata figlia di Priamo, re di Troia, profetessa di sventure mai ascoltata né creduta.
CASSANDRA MODERNA - Un lavoro di straordinaria bellezza e pulizia, com’è nello stile del coreografo napoletano, classe 1962, con all’attivo moltissime creazioni e tutte di altissimo livello. Per danzare le sue idee, bisogna essere un mostro di tecnica, primo, e avere delle caratteristiche fisiche ben precise, perché richiede sempre molta potenza ed eleganza di linee. La storia della “portasfortuna” per eccellenza è trasposta nella Sicilia degli anni ’50: Cassandra è sempre figlia di Priamo, che anziché re di Troia è sindaco di un piccolo ed arretrato paesino dell’entroterra, e si innamora del disoccupato Enea. Il padre ovviamente disapprova, e la chiude in casa, com’era nella tradizione dell’epoca, per non fare incontrare i due. Cassandra sogna l’arrivo di una donna misteriosa, con il volto velato, vestita di arancione, che porterà alla rovina il paese. Torna dall’America suo fratello Paride, con una fidanzata a stelle e strisce, Hellen che… E’ vestita di arancione. Cassandra tenta di far capire che la donna in questione porterà seri problemi, ma nessuno le da’ retta, anzi, Paride la sposa. A matrimonio avvenuto, arriva in paese Ulysses, l’ex marito miliardario di Hellen, con tutte le intenzioni di riprendersi la sua donna: il paese fa quadrato intorno ai novelli sposi, ed anche Enea si espone in loro difesa. L’americano porta una novità in paese: un televisore, novello cavallo di Troia, aggeggio mai visto, che ipnotizza gli abitanti, accecati dalla novità. Ulysses ne approfitta per derubare tutto il paese e riprendersi l’ex moglie. A danno ormai fatto, Enea invita Cassandra a fuggire con lui, ma la profetessa inascoltata non riesce a staccarsi dalle sue radici: restituisce il cappotto all’amato, si porta davanti al televisore, causa di sventura, e lo spegne.
IL COREOGRAFO E GLI INTERPRETI - Un’idea geniale, che mantiene la vicenda tradizionale com’è narrata da Omero, rendendola però attuale. Un cast di tredici danzatori vola per le due ore circa di durata dello spettacolo: la coreografia di Cannito è molto tecnica, e molto fisica; come ci ha detto lui stesso a fine spettacolo “E’ un lavoro tosto”. Verrebbe da chiedergli se ce ne sia uno che non lo sia, ma… Questo è il bello di vedere della vera danza. Dispiace che il coreografo, da anni sulla scena, venga ora assalito dal pubblico come non mai solo perché ha preso parte al programma televisivo Amici; purtroppo in Italia solo se si appare in televisione si raggiunge una certa fama, a prescindere dal fatto di saper fare davvero qualcosa o no. Luciano Cannito non ne ha bisogno, come non ne ha bisogno Rossella Brescia, splendida Cassandra, tecnicamente favolosa, ed interpretativamente convincente. E’ in forma smagliante, sembra che il tempo per lei non passi: i suoi arti lunghissimi disegnano la coreografia senza la minima sbavatura. Accanto a lei, l’Enea di Stefano De Martino (Amici pure lui), bravo, ma poco comunicativo, apprezzato soprattutto dalle adolescenti in sala e non certo per le sue qualità di ballerino. Niente a che vedere con Antonio Águila, un fenomenale Ulysses che, aiutato anche da parti coreografiche molto vivaci, davvero impressiona per bravura e padronanza del ruolo. Già Escamillo in Carmen dello stesso Cannito, e già apprezzato, anche stavolta fa centro. Un corpo di ballo forte, compatto, preciso, completa un bellissimo cast: in particolare molto brava la danzatrice nel ruolo della madre di Cassandra. Scenografie inesistenti, costumi essenziali ma d’effetto, con ampie gonne tagliate in sbieco per le ragazze, e tipico abbigliamento “alla sicula” per i ragazzi. L’unica nota un po’ stonata, specialmente nel primo atto, è stata che, con i costumi per la maggioranza neri, il fondale nero e le luci soffuse, i danzatori si confondevano con lo sfondo. Ma forse, anche questa, una scelta registica.
CASSANDRA NEL MONDO - L’opera è già stata presentata all’Estonian National Opera, al Dalhalla Opera Festival, dal Ballet dell’Opéra de Nice e dall’israeliana Bat Dor Dance Company per l’estero; in Italia, Trieste (Teatro Verdi), Napoli (Teatro San Carlo), Palermo (Teatro Massimo). Assolutamente da vedere.
Teatro Smeraldo
Piazza XXV Aprile, 10 – Milano
Dal 30 marzo al 3 aprile 2011, ore 20.45 (domenica ore 18.00)
Biglietti da EUR 31,00 a EUR 13,00
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