Se il buon anno si vede dall’inizio… Sarà un anno di grande danza. Il Teatro Manzoni propone per la prima settimana di gennaio uno spettacolo di danza, inconsueto per la programmazione dello storico teatro milanese, di solito dedito alla prosa. Aggiungerei: e che danza!
Raffaele Paganini, uno dei pochi danzatori classici italiani ad essere noto al grande pubblico anche non di settore (forse per le sue apparizioni televisive?), è in tournée con un nuovo spettacolo ed un nuovo gruppo, tutti danzatori giovani e con molta voglia di fare, oltre che decisamente bravi. Un Americano A Parigi è il titolo di questo lavoro coreografato da Luigi Martelletta, da anni il coreografo si potrebbe dire quasi personale di Paganini, in quanto quest'ultimo danza ormai quasi esclusivamente su sue coreografie. Romani entrambi, fondono molto bene i loro stili. Paganini, nonostante venga dalla danza classica, ha più volte dimostrato di saperci fare (e bene) anche nel contemporaneo, oltre che nel musical; qui torna a fare il suo al 100%, a danzare. Martelletta, il cui stile denota una forte base classica, si evolve verso il contemporaneo in maniera molto interessate: molta fisicità, molta tecnica, molto tutto. Veline e affini, imparate… I due sembrano aver trovato un’ottima intesa; le coreografie non sono per niente facili, anzi, ma Paganini le affronta come se niente fosse. Classe 1958, il Raffaele nazionale stupisce per la perfetta forma: sembra che gli anni per lui non passino; ogni volta che lo vediamo, è sempre uguale, vola, salta, gira che è un vero spettacolo. C’è chi a trent’anni si ritira perché non ce la fa più: lui, a 52, non dimostra il benché minimo segno di cedimento. Questo è il vero talento, che non si affievolisce con il passare degli anni perché frutto di un colpo di fortuna di un momento o costruito.
IL CORPO DI BALLO Il corpo di ballo, quattro ragazze e tre ragazzi, si muove con una straordinaria sincronia di insieme da far invidia a molti (Scala in testa). La fatica fisica non è per niente evidente, nascosta dai sorrisi e dalla voglia innegabile che questi ragazzi hanno di danzare. Il Maestro Martelletta non risparmia: sono quasi due ore di danza molto impegnativa, che alterna momenti di insieme, assoli, passi a due o a tre, dove si da’ pari spazio a tutti i danzatori.
LO SPETTACOLO Il tutto è accomunato dalla splendida musica non solo del grande George Gershwin, come si potrebbe ipotizzare dal titolo, ma anche di altri autori di quel periodo come Glenn Miller e Leonard Bernstein. Brani indimenticabili, come Summertime, I Got Rhythm, Moonlight Serenade, The Man I Love fanno sognare. Tutti abbiamo in mente lo splendido film omonimo di Vincente Minnelli (1950) dove un fenomenale Gene Kelly è affiancato una Lesile Caron appena uscita dal mondo classico dell’Opéra di Parigi. Forse non tutti sanno che proprio lo stesso Gershwin, intorno ai trent’anni, lasciò i natii Stati Uniti per trasferirsi a Parigi, attratto dalla cultura europea ed in particolar modo dalla musica di Ravel, che adorava. Infatti lo spettacolo riprende la storia dello stesso Gershwin, qui impersonato da Paganini, che arriva da oltreoceano armato solo delle sue composizioni e di tanto entusiasmo. Costumi molto belli e tipicamente dell’epoca, opera di Giuseppina Maurizi, come pure le scene; libretto di Riccardo Reim. Chi è venuto per Paganini è rimasto piacevolmente sorpreso non solo dalla star, ma anche dal corpo di ballo. Un plauso a lui e a tutta la compagnia, che da’ a dei giovani molto meritevoli la possibilità di mettersi in luce e allo stesso tempo di imparare tanto, al fianco di un mostro sacro come lui.
Teatro Manzoni
Via Manzoni 42,
Milano
Fino al 9 gennaio 2011, ore 20.45
www.teatromanzoni.it
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |
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Commenti
grazie
http://www.scuolaraffaelepaganini.it/
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