Swan Lake, il classico diventa attuale

Mercoledì 01 Dicembre 2010 22:31 Chiara Pedretti Performances - Danza
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Milano invasa dai cigni: è così che si presenta la Capitale lombarda in questo mese di novembre, che vede per la prima volta in città, al Teatro degli Arcimboldi, un fenomeno mondiale: “Swan Lake” di Matthew Bourne, ossia una versione tutta al maschile del classico dei classici, “Il Lago dei Cigni”.

 

Una rivisitazione geniale, per nulla offensiva, della storia d’amore tra la principessa Odette, trasformata in cigno da un incantesimo del malvagio mago Rothbart che torna umana solo di notte, e il principe Siegfried: creato nel 1995, il lavoro dell’oggi 50enne coreografo inglese vede un corpo di ballo completamente maschile e completamente contemporaneo: niente punte o tutù, ma piedi nudi ed un semplice, ma molto particolare, paio di pantaloni piumati al ginocchio. Un trucco semplice ma d’effetto, occhi cerchiati di nero e una striscia nera romboidale che parte da metà testa per arrivare sul naso a ricordare il muso del cigno, completa la visione di questo animale di Matthew Bourne, direttore della compagnia di danza contemporanea “New Adventures In Motion Pictures”. Questo lavoro ha vinto tre Tony Awards: regia, costumi e scenografie. Molti lo conoscono perché una piccolissima parte conclude il film Billy Elliott, quando il protagonista si vede ormai cresciuto e diventato danzatore di successo.

TRADIZIONE E NOVITA' -
La musica è tale e quale quella della versione classica, ossia di Ciaikovskij; la storia, un po’ modificata. Il principe c’è (un ottimo Dominic North, parente forse del coreografo Robert?), oppresso da una madre onnipresente (Nina Goldman, bravissima) e da un esercito di cameriere e maggiordomi che non gli lasciano la minima libertà nonchè inseguito da una presunta fidanzata che non lo molla un secondo (una simpaticissima Maddy Brennan). Odette è interpretata da un danzatore, e non ha nome: semplicemente identificato come “Cigno Protagonista”. Bourne ha dichiarato che, secondo lui, la struttura fisica del cigno, forte, muscoloso, con un’ampiezza di ali notevole, è più maschile che femminile: a pensarci bene, non ha tutti i torti. Non c’è la storia d’amore, dunque, ma l’attrazione del principe verso questo cigno misterioso che incontra una sera in cui riesce a fuggire da palazzo per poche ore di libertà: cosa significhi, è soggettivo. Non per forza una storia gay, come ha scritto qualche critico, ma l’attrazione di ognuno di noi per qualcosa o qualcuno: una persona, un sogno nel cassetto, un obiettivo. Il Cigno Protagonista è ciò che ognuno di noi insegue, quindi è qualcosa di diverso a seconda di chi lo guarda. Nel primo atto, come nell’originale, sono inquadrati i personaggi principali; nel secondo, quello del cigno nero, siamo ad una festa a palazzo dove irrompe questo sconosciuto vestito in pelle nera alla Marlon Brando de Il Selvaggio che porta un po’ di scompiglio e corteggia insistentemente la regina madre. Il terzo atto vede la conclusione della storia, con una trovata registica eccezionale: il principe è nel suo letto, tormentato da incubi, ed ecco che nello stesso momento escono i cigni da sotto il letto ed addirittura da dentro! Il corpo di ballo, quindici splendidi danzatori, pur essendo ben fisicati, è di un’eleganza e di una bellezza davvero incredibili: volano davvero, in una coreografia molto fisica fatta praticamente solo di salti. Forza ed eleganza insieme: un cocktail esplosivo, se a questo, poi, uniamo precisione e tecnica, non c’è altro da fare se non restare ammirati. E’ proprio il Cigno Protagonista, Jonathan Ollivier a deluderci un po’: tra tutti, sinceramente non ci è sembrato granché, ed abbiamo riscontrato anche qualche errore tecnico abbastanza evidente. Sarà stata l’emozione della prima assoluta a Milano? O forse il ricordo di Adam Cooper, il danzatore per cui il ruolo fu creato, è ancora troppo vivo. Tutto sommato, concordiamo con The London Independent: “See it or live to regret it”.

 

Teatro Degli Arcimboldi
Viale dell’Innovazione 20, Milano
fino al 28 novembre 2010
da martedì a sabato ore 21.00; domenica ore 16.00
www.teatroarcimboldi.it

Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Aprile 2011 19:31

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