
Un'esperienza teatrale indiana dal sapore spirituale e mistico. Un viaggio attraverso i colori, i profumi e gli aromi dell'India con 60 attori, 900 costumi, megaschermi, elementi di scena originali indiani, danza, musica dal vivo, arti marziali, acrobazie, commozione e risate. Narratore per l’Italia l’attore Pietro Pignatelli.
Milano è l’unica tappa italiana del tour di “Bharati”, uno spettacolo indiano fatto da indiani, un festival dell’India moderna e antica che davvero ha stupito. Si temeva di assistere ad un lavoro un po’ noioso e monotematico, com’è spesso l’arte etnica, e invece siamo stati parte di un’esplosione di colore, energia, voglia di stare sul palco, come capita di vedere non troppo spesso. Quasi cento interpreti tra danzatori, musicisti dal vivo (10), cantanti (5), acrobati. Non solo musica e danza, quindi, ma di tutto un po’, con una bella storia che fa da filo conduttore alle coreografie ed ai brani. La storia di Siddharda, un ragazzo indiano cresciuto negli Stati Uniti, che si trova a tornare per lavoro nel Paese d’origine di cui non sa e non ne vuole sapere nulla, considerandosi ormai del tutto occidentale. Conosce però la Bharati del titolo, una ragazza del posto, e se ne innamora perdutamente. Lei, inizialmente poco convinta, soprattutto per la diversità di cultura, alla fine si innamora a sua volta. Prima del classico lieto fine “E vissero felici e contenti”, la storia è pretesto per illustrare diversi aspetti della cultura indiana: il valore della religione; le caste (bellissima la coreografia dei Sikh!); la poca importanza della donna nella famiglia e la sudditanza verso il padre che, nel caso di Bharati, le ha già scelto uno sposo e non vede per nulla bene l’unione della figlia con Siddharta; la valenza di Bollywood, la capitale del cinema indiano, visto come icona nazionale e dove tutti vorrebbero finire; i valori spirituali.

IL NARRATORE - Tra un brano e una coreografia, un narratore fa capolinea dalle quinte… E parla italiano: è Pietro Pignatelli, attore di prosa e musical, ottimo cantante con un curriculum davvero importante ma non ancora nell’Olimpo dei più noti: perché? Forse perché non è andato ad Amici… Già apprezzato primo Geppetto in Pinocchio della Compagnia della Rancia e Prospero ne Il Pianeta Proibito con Lorella Cuccarini, solo per citare un paio di lavori, Pietro stavolta diventa indù a tutti gli effetti. La compagnia, infatti, per ogni paese in cui si esibisce, scrittura un attore del luogo per ovvie motivazioni linguistiche; per l’Italia la scelta è caduta sul 39enne napoletano, che si trova perfettamente a suo agio e integrato nel cast: si distingue solo per la carnagione chiara e i capelli biondi! Pignatelli racconta la storia di Bharati e Siddharta con un’ottima prosa, una dizione da doppiatore e un bel contatto comunicativo col pubblico.

PREPARAZIONE E IMPROVVISAZIONE - La sua semplicità e dolcezza come uomo e come artista è molto apprezzata: a fine show, si improvvisa ballerino e insegna qualche passo coreografico al pubblico, che tranquillamente si alza dalle poltrone e danza con il cast. La compagnia è affiatata e tecnicamente molto preparata: la prima ballerina, Bhavna Pani, è di una bravura e bellezza incredibile, ma non è da meno il resto del numeroso corpo di ballo, che si muove all’unisono con una preparazione tecnica raffinata. Insolito, le danzatrici sono tutt’altro che magre scheletriche, anzi, e non per questo meno accattivanti. Altra peculiarità di questo grosso lavoro, la quantità indicibile di costumi: i cambi sono ferratissimi e molto frequenti, e la bellezza degli indumenti fa venire davvero voglia di andare in India per vestirci così!
Lunghi applausi e buon successo per uno spettacolo diverso, per niente noioso o ripetitivo, che ci dà un ottimo scorcio di quella cultura millenaria e antichissima che caratterizza il paese del Gange; la prossima stagione dovrebbe tornare toccando più città italiane; per quest’anno, invece, da Milano la compagnia si sposterà verso Nord, in Svizzera e Germania.
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