
Dopo una campagna pubblicitaria mastodontica, in cui Milano è stata (ed è) sommersa da cartelloni, volantini ed affini, ha finalmente debuttato al Teatro Nazionale la versione italiana di “Mamma Mia!”, il musical che raccoglie le canzoni più belle degli ABBA, già sulle scene estere da anni (come al solito): la prima ebbe luogo nel 1999 a Londra, poi nel 2000 a Toronto e San Francisco, nel 2001 a Melbourne e New York. Resterà a Milano per tutta la stagione, come è stato l’anno scorso per “La Bella E La Bestia”.
Reso famoso al grande pubblico solo nel 2008 con la versione cinematografica che vantava un cast stellare (Meryl Streep, Pierce Brosnan, Colin Firth, solo per citare alcuni nomi), la trama di "Mamma Mia!" è alquanto singolare: racconta di Donna Sheridan, ragazza madre che cresce su un’isola greca la figlia Sophie, ignorando chi sia il padre, dato che nello stesso periodo ha avuto tre uomini. Sophie ormai ha vent’anni ed è prossima al matrimonio con Sky: scopre il diario che la madre aveva tenuto l’estate in cui rimase incinta di lei e decide di invitare alle sue nozze tutti e tre i possibili padri (I Have A Dream). Invita anche le sue più care amiche a cui svela il segreto della madre (Honey, Honey) I tre uomini accettano e tornano sull’isola dopo tutti questi anni; sono completamente diversi fra loro: Sam, architetto americano di poco spessore e succube dell’ex moglie; Bill, avventuriero svedese e autore di libri di viaggi al limite della sopravvivenza; Harry, bancario inglese che alla fine si scopre gay. Rivedere i tre è un colpo per Donna (Mamma Mia!), ma è supportata non solo dalla figlia, ma dalle sue migliori amiche, giunte anch’esse sull’isola per il matrimonio: la mascolina zitella Rosie e la rifatta pluridivorziata Tanya (Chiquitita, Dancing Queen), con cui in gioventù aveva formato un trio musicale, le Dinamo (Super Trouper). Lieto fine immancabile: Donna ritrova Sam, che era stato il primo dei tre ma non l’aveva mai dimenticata, e si sposano al posto di Sophie e Sky, che preferiscono rimandare le nozze e girare il mondo; Rosie ci prova con scarso successo con Bill (Take A Chance On Me) e Tanya è tampinata dal giovanissimo Pepper, una ragazzo dell’isola (Does Your Mother Know?).
LA VERSIONE ITALIANA - La versione italiana, tenendo conto che il musical non è decisamente cosa nostra, è tutto sommato piacevole. Le traduzioni, solitamente orripilanti, sono gradevoli: Stefano D’Orazio ed Alice Mistioni hanno fatto un buon lavoro. Si poteva invece evitare di tradurre i nomi dei padri: Sam è diventato Samuele, e passi, ma Bill è Giovanni e Harry Marco: perché? Invece tutti gli altri personaggi conservano il loro nome anglosassone: inspiegabile. L’allestimento è in tutto e per tutto identico a quello estero (già visto al Teatro degli Arcimboldi con una compagnia inglese qualche anno fa): regia di Phyllida Lloyd, scenografie e costumi di Mark Thompson, luci di Howard Harrison, arrangiamenti di Martin Koch, coreografie di Anthony Van Laast. E veniamo al cast. Superba, incredibilmente fantastica Chiara Noschese nel ruolo di Donna: avevamo già avuto il piacere di ammirarla in numerosi lavori, da “Aggiungi Un Posto A Tavola” a “Cantando Sotto La Pioggia”, da “Dance!” a “Il Giorno Della Tartaruga”, solo per citarne alcuni. Chiara canta, recita comico, la sua specialità, ma si commuove fino a delle vere lacrime durante Mi Sta Sfuggendo Dalle Dita (Slipping Through My Fingers), tiene testa ai tre uomini, insomma, davvero un personaggio perfetto per lei; una volta tanto una figlia d’arte (il padre era il grande Alighiero Noschese) che brilla di luce propria. Non sono da meno le due amiche: Lisa Angelillo è Tanya e Giada Lorusso è Rosie, entrambe molto nel ruolo, belle voci e buon movimento scenico. Tutte e tre, giustamente, sommerse di applausi alla fine. La Sophie di Elisa Lombardi è abbastanza deludente: recita parlando molto veloce, non sempre intonata, pochissimo presente come personaggio; meglio di lei fa Giuseppe Verzicco, un buon Sky, con ottime doti di danzatore e bella voce, e le sue amiche Lucia Blanco (Ali) e Sara Marinaccio (Lisa); molto convincente Giac
omo Angelini, un Pepper travolgente. I tre possibili padri, invece, poco incisivi: le tre donne decisamente li surclassano e li azzerano in scena. Luca Arcangeli è un Sam dalla voce discreta ma dice poco; ancora meno Roberto Andrioli (Marco, o Harry che dir si voglia); l’unico che un minimo si salva è Gipeto (Giò o Bill). Il corpo di ballo è in gamba, a parte qualche sbavatura, ma all’altezza dello show. Tantissimi applausi alla fine, per uno spettacolo già di per sé rodato, ma la versione italiana, tutto sommato merita. Da non perdere.
Teatro Nazionale
Piazza Piemonte, Milano
Dal 24 Settembre 2010, ore 20.30
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |
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