The Karate Kid - la leggenda continua

Lunedì 09 Agosto 2010 10:37 Roberto Arosio Performances - Cinema
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the karate kid

A quasi trent’anni di distanza esce nelle sale italiane il remake di “The Karate Kid”, primo episodio della famosa saga dedicata alle arti marziali. A Jackie Chan e Jaden Smith tocca il compito, sicuramente non semplice, di sostituire personaggi culto entrati nel cuore di un’intera generazione: ci riusciranno?

 

Tra gli anni ’80 e ’90 sono stati quattro i capitoli di questa serie cinematografica di successo. I primi tre hanno visto protagonista assoluta una delle coppie più divertenti ed emozionanti: Ralph Macchio, alias Daniel San, e Mr. Noriyuki “Pat” Morita, ovvero il leggendario Maestro Myiagi; mentre l’ultimo episodio, datato 1994, ha visto la sostituzione di Macchio con Hilary Swank. L’intera epopea del “Karate Kid”, compreso l’ultimo rifacimento, si inserisce in un percorso narrativo nato negli anni ’70 con i film Cult di Bruce Lee, per poi venir rielaborato, in un’ottica più commerciale e sentimentale, dalla saga di Rocky, fratello gemello della serie “Karate Kid” con il quale condivide tra l’altro lo stesso regista: John G. Avildsen. Sempre a fine anni ’80 anche il cinema italiano ha cercato di sfruttare il trend positivo producendo “Il ragazzo dal kimono d’oro”, con Kim Rossi Stuart nei panni del protagonista. L’ultimo lungometraggio di grande successo, figlio di questa stessa corrente testuale, è stato “The Million Dollar Baby”, dove ritroviamo ancora la Swank. Se i film di Bruce Lee erano maggiormente incentrati sul tema del combattimento e del puro spettacolo scenico della lotta, partendo da Rocky, fino ad arrivare al film sulla boxe femminile di Clint Eastwood, il motore del racconto si alimenta attraverso storie di affetti, sentimenti, vite in cerca di riscatto. È la storia del maestro che abbraccia finalmente il figlio perduto, e dell’allievo che trova un padre mai avuto: entrambi soli, rancorosi, isolati ed esclusi dal tessuto sociale, trovano l’un l’altro la forza di andare avanti, di combattere, di ritrovare una felicità perduta. Jerry Weintraumb, produttore della prima e dell’ultima versione di “Karate Kid”, svela il segreto del successo della saga: “Alla fine è il racconto di un padre e di un figlio. Non è sul karate. Quello che attrae i ragazzi è la ricerca da parte del protagonista di un padre e di un mentore.”

 

LA STORIA - Dre Parker è il tipico ragazzino afroamericano sorridente, sfrontato, “molleggiato”; spavaldo con le sue treccine, come chi crede già di avere il mondo tra le mani. Ma un improvviso trasferimento lavorativo della madre lo travolge come un uragano. Abituato all’american way of life, il piccolo protagonista deve fronteggiare una lingua incomprensibile, una cultura diversa e una giungla “infestata” da più di un miliardo di persone. Le cose sembrano migliorare quando Dre incontra una dolce ragazzina cinese ma improvvisamente viene aggredito, per gelosia, da un ragazzino cinese dal volto paffuto e maligno allo stesso tempo; una sorta di reincarnazione della “Bambola Assassina” che, a colpi di Kung Fu, lo disintegra in un istante. Nel momento di maggiore pericolo viene salvato dall’umile “tuttofare” Mr. Han, interpretato dal grandissimo Jackie Chan. Mr.Han accetta di allenare Dre, in vista del torneo di Kung Fu, per affrontare le sue paure in un incontro regolare. Fatica, voglia di farcela, passione, ripetizione ossessiva degli esercizi più bizzarri in memoria del “metti la cera, togli la cera” del primo Karate Kid; questi diventano gli ingredienti del menù quotidiano. Anche se la scena iniziale dei combattimenti è molto coinvolgente ed eccitante, grazie alla strepitosa “Higher Ground” dei Red Hot Chili Peppers, il torneo a questo punto non ha più molta importanza perché ancor prima di cominciare Dre è già vincitore. Ottenere o meno un trofeo e consumare la vendetta sui suoi “aguzzini” sono poco più che dettagli. Ciò che maggiormente conta è che ora Karate Kid non è più solo, spaurito e confuso; perché grazie a questo viaggio interiore, ha finalmente trovato una famiglia, degli amici, e soprattutto la sua vera identità.

 

AND THE WINNER IS… - I grandi vincitori di questa pellicola sono sicuramente il co-protagonista Jackie Chan, l’ambientazione del film in Cina e il maligno bambino cinese. Il primo è riuscito splendidamente ha dare valore aggiunto ad una storia già vista e stravista, un po’ usurata nel tempo. Il confronto a distanza con il leggendario Maestro Myiagi, poteva essere difficile da sostenere, ma non per un attore di grande esperienza che, con la sua capacità di unire comicità e combattimenti spettacolari, è veramente una colonna portante di questo film. Come detto, altro fattore decisivo per rinfrescare il make-up di questa saga ultraventennale è stata l’idea di ambientarlo in Cina. Molto suggestivi e d’impatto gli attimi in cui il film sembrava rallentare per lasciare la scena a squarci fotografici della Città Proibita, della Grande Muraglia, dei dintorni di Pechino e del monte Wudang. Menzione speciale merita anche l’alter ego di Dre che, a parte le notevoli capacità in combattimento, riesce a ritagliarsi un posto importante nella memoria dello spettatore attraverso i tratti caratteristici del viso. È un cattivo sui generis, molto diverso dagli altri: violento come solo un adulto può essere eppure ancora seduto tra i banchi delle elementari, sguardo impietoso ma occhi grandi e rotondi, taglio della bocca sprezzante ma guance “pienotte” da pizzicare come fosse il “Ciccio Bello”. Per concludere, unico dubbio sul cast riguarda la scelta di Jaden Smith, figlio di Will Smith, ex principe di Bel Air nonché produttore di questo film insieme alla moglie. La sua interpretazione non molto “naturale” e divertente deve anche fare i conti con una caratterizzazione del personaggio, il tipico “ragazzino afroamericano”, forse troppo stereotipata; poco originale e molto ordinaria. Difficile in questo modo far dimenticare agli spettatori più grandi un idolo assoluto come Daniel San; capace sì di rappresentare il tipico adolescente perduto e confuso, ironico e sprezzante, ma in grado di differenziarsi, grazie anche all’interpretazione di Macchio, proprio come fosse una persona reale.

 

Regia: Harald Zwart

Cast: Jaden Smith, Jackie Chan, Taraji P. Henson

Nazione: Usa, Cina

Anno: 2010

Genere: azione

Durata: 140 minuti

Uscita: 3 settembre 2010

Commenti  

 
+1 # tamara 2010-09-11 15:07
:D secondo me questo film .prima di tutto e bellissimo e poi mi ha insegnato molte cose x esempio una :di farmi molto coraggio e di non arrendermi mai!! =) ciao jaden 6 fantastico....
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