Oscar 2012, sale la febbre

Domenica 05 Febbraio 2012 15:11 Mario Pagano Performances - Cinema
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E’ quasi tutto pronto. Il prossimo 26 febbraio il Kodak Theatre ospiterà l’evento cinematografico più atteso dell’anno: l’84esima notte degli Oscar. Billy Crystal, protagonista insieme a Meg Ryan della celebre commedia americana Harry ti presento Sally del 1989, si appresta a condurre l’evento per la nona volta. Tra le mancate nomination ha fatto molto discutere l’esclusione eccellente di Leonardo Di Caprio per J. Edgar nella categoria Miglior attore protagonista e quella di Clint Eastwood per la miglior regia. Tra le novità invece c’è sicuramente l’attore francese Jean Dujardin, fino a poco tempo fa sconosciuto oltralpe ed ora in lizza per l’Oscar con The Artist.

LE NOMINATION – Tra le nomination non tutto era così imprevedibile. Ci sono state anche piacevoli ed attese conferme, come The Tree Of Life di Terrence Malick, un’opera pluripremiata, da Cannes (Palma d’Oro 2011) al Critics' Choice Awards 2012, con un ottimo Brad Pitt, in corsa come Miglior attore protagonista con un altro film dal titolo Moneyball – L’arte di vincere, 6 nomination. Poi c’è Midnight In Paris di Woody Allen, nominato come miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura originale e migliore scenografia, il quale ha riscontrato un ottimo successo di pubblico e porta con sé il nome di un grande come Allen. Le maggiori attese sono chiaramente riposte nei supernominati Hugo Cabret di Martin Scorsese (11 nomination) e The Artist di Michel Hazanavicius, 10 nomination, dato dai bookmakers come favorito per il titolo di miglior film. Un film dal sapore retrò quest’ultimo, ambientato a metà tra gli anni ‘20 e ‘30 del XX secolo, in bianco e nero e completamente muto. Comunque vada questo lungometraggio ha già vinto: chi avrebbe mai puntato 1€ nell’era del "3D-no limits" su un film muto e in bianco e nero? E invece porta a casa ben 10 nomination, tra le quali quelle che contano di più. Complimenti per il coraggio!
Le quotazioni sono però molto alte anche per The Descendants di Alexander Payne, 5 candidature, tra cui Miglior film, Migliore regia e Miglior attore protagonista con George Clooney, dato dai bookmakers come vincitore finale della statuetta. Quest’ultimo presente anche con il suo Le Idi di Marzo, di cui è regista e produttore, ma soltanto nella categoria Miglior sceneggiatura non originale. Forse è un peccato che questo film sulle primarie democratiche abbia ricevuto una così scarsa attenzione visto che presenta nel suo curriculum ben quattro nomination ai Golden Globe, con un Ryan Gosling in stato di grazia, ignorato anche per la sua interpretazione in Drive, lungometraggio considerato solo nella categoria tecnica Miglior montaggio del suono. Tra gli altri best da non perdere, oltre ai citati ci sono anche The Help, film molto interessante che affronta il tema del razzismo, War Horse, il nuovo lavoro di Steven Spielberg (un nome, una garanzia) e Molto forte, incredibilmente vicino di Stephen Daldry, con il piccolo Thomas Horn, Tom Hanks e Sandra Bullock.

GLI ATTORI – Nelle categorie riguardanti le interpretazioni, come non citare la straordinaria (ancora una volta) Meryl Streep nei panni della leader britannica degli anni ‘80 Margaret Thatcher in The Iron Lady. E’ la 17esima nomination all’Oscar per la Streep, la quale se dovesse vincere la sua terza statuetta personale, diverrebbe, insieme ad Ingrid Bergman e Jack Nicholson, la seconda attrice ad aver vinto più Oscar nella storia del cinema, seconda solo a Katharine Hepburn (4). In lizza nella categoria femminile ci sono anche Glenn Close, per la sua trasformazione nell’uomo maggiordomo Albert Nobbs, Rooney Mara in Uomini che odiano le donne (tratto dal grande successo editoriale di Stieg Larsson) e Michelle Williams, protagonista in My Week With Marilyn. Tra le non protagoniste segnaliamo invece Bérénice Bejo, compagna del suo regista Hazanavicius nel già citato The Artist. Passiamo ai maschietti, che tra le novità presentano, in lizza per la statuetta come miglior attore protagonista, il Sirius Black di Harry Potter Gary Oldman per La Talpa e Demián Bichir, interprete in The Tree of Life. Tra i candidati per la statuetta di miglior attore non protagonista invece troviamo Kenneth Branagh (My Week With Marilyn), Nick Nolte (Warrior),Jonah Hill (Moneyball), Max von Sydow (Molto forte, incredibilmente vicino) e Christopher Plummer (Beginners).

E L’ITALIA? - La cosa che fa più male è non vedere, ormai da qualche anno a questa parte, neanche un film italiano tra le candidature. Tra i candidati stranieri ci sono lungometraggi polacchi, canadesi e iraniani ma nessuno proveniente dal Bel Paese. Il cinema italiano è in crisi? E’ una domanda che ci si pone ormai da troppo tempo, senza riuscire mai a dare risposte sul campo. Sono ormai lontane anni luce le immagini di Roberto Benigni che salta sulle teste della platea del Kodak Theatre al grido "Roberto!" di Sophia Loren per il suo capolavoro La vita è bella e lontanissimi appaiono anche i successi di metà ‘900, quando il cinema italiano dominava incontrastato e insegnava al resto del mondo a far girare la celluloide. Guardiamo con tristezza i Fellini, i De Sica, i Mastroianni e i Monicelli, i grandi maestri che tutto il mondo ci invidiava. Guardando il cinema italiano di oggi, ci accorgiamo che i talenti certamente non mancano: Giuseppe Tornatore (premio Oscar con Nuovo Cinema Paradiso), Gabriele Salvatores (Oscar con Mediterraneo nel 1992), ma ottimi film come La bestia nel cuoreI cento passiBaarìaLa prima cosa bella non hanno trovato il successo sperato oltreoceano. Le ragioni sono davvero difficili da comprendere, tenuto conto del fatto che anche il cinema americano è andato scemando negli ultimi 10 anni dal punto di vista della qualità. Basti pensare che negli ultimi tre anni la statuetta per il miglior film è andata a The Millionaire, The Hurt Locker e Il discorso del re, e solo uno su tre di questi è statunitense, tra l’altro anche il meno conosciuto. Sono bei film ma non capolavori ai livelli di Schindler's List, Forrest Gump, o Braveheart, premiati appena dieci anni prima. Tra i riconoscimenti internazionali più recenti ad italiani ricordiamo il Premio ad Elio Germano al Festival di Cannes per la sua interpretazione ne La nostra vita. Gli unici italiani che saranno presenti nella magica notte del prossimo 26 febbraio sono Dante Ferretti e sua moglie, Francesca Lo Schiavo, scenografi di Hugo Cabret di Martin Scorsese (alla decima nomination nella stessa categoria e già vincitori del premio per ben due volte) ed Enrico Casarosa per il cortometraggio La Luna. Siamo molto contenti per loro, un po’ meno per l’Italia.

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Aprile 2012 18:33

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