Moneyball - L'arte di vincere

Giovedì 26 Gennaio 2012 21:03 Annalisa Perteghella Performances - Cinema
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Scelto come opera di apertura del Torino Film Festival 2011 e candidato all'Oscar come miglior film, arriva nelle sale italiane Moneyball - L'arte di vincere. La vera storia degli Oakland Athletics e del loro general manager Billy Beane, già raccontata nel libro di Michael Lewis, Moneyball: the art of winning an unfair game. Un film sul baseball o forse no, sicuramente un film sull'importanza di scendere in campo nel gioco come nella vita.

 

 

“Come si fa a non essere romantici col baseball?” Se lo chiede diverse volte Billy Beane (Brad Pitt), general manager degli Oakland Athletics. Ma quando c'è da far quadrare i conti il romanticismo conta assai poco, o meglio questo è quello che i grandi capi della squadra continuano a pensare mentre i giocatori migliori migrano altrove attratti da una paga sicura che la dirigenza degli Oakland non può più garantire loro. Con il campionato alle porte, la politica della dirigenza sembra essere quella di cercare di rimettere insieme la squadra con lo scarso budget a disposizione e provare a limitare i danni: giocare non per vincere ma per non perdere. Ma Billy Beane, ex promessa del baseball ancora in debito con il proprio sogno, non ce la fa a fare le cose ovvie e sensate, quelle che il senso comune suggerisce di fare a chi si trova nelle condizioni degli Oakland Athletics. Billy è un maverick, un “cane sciolto” diremmo noi: corre libero sulla sua strada e quando gioca lo fa per vincere. Supportato dal collaboratore Peter Brand (Jonah Hill), laureato di Yale con il pallino per l'analisi statistica e il baseball, rivoluziona le strategie di composizione della squadra adottando l'approccio del Moneyball: sostanzialmente, vendere i giocatori sopravvalutati e acquistare quelli sottovalutati. Alla larga dunque dai grandi nomi, dalle sicurezze, Billy mette insieme una squadra di outsider, di perdenti come li definisce “il sistema”, sicuro del fatto che la vittoria, prima o poi, arriverà. Ma arriverà davvero, questa vittoria? E se anche non dovesse arrivare, la follia rivoluzionaria di Billy avrebbe forse meno valore? In fondo è stato proprio lui a dirlo: “Come si fa a non essere romantici col baseball?”

L'ARTE DI VINCERE O, ALMENO, DI PROVARCI - Bennett Miller (già candidato all'Oscar nel 2006 come miglior regista per il suo film d'esordio, Truman Capote – A sangue freddo) mette in scena la vita. Non la solita impresa sportiva condita di buoni sentimenti, dove sai che se patisci un po' alla fine verrai premiato, vincerai il premio in palio e l'amore della cheerleader di turno, “e vissero per sempre felici e contenti”. La squadra di Billy Beane è una squadra di sfigati, sui quali nessuno sarebbe pronto a scommettere e meno che meno a investire tempo e energie. Un po' come quel Nino “con le scarpette di gomma dura, dodici anni e il cuore pieno di paura” cantato da Francesco De Gregori qualche anno fa. Quel Nino che però, in fondo a quel cuore pieno di paura, sa bene che non importa se anche sbagli un calcio di rigore, perchè “non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore: un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia”. Ecco che allora si rimane alla larga da ogni sensazionalismo e si preferiscono pause lunghe e piani larghissimi cullati da una musica sommessa e malinconica. Ad imprimere ritmo alla narrazione intervengono i brillanti duetti verbali tra i protagonisti, impregnati tuttavia dello stesso amaro umorismo che fa da sfondo all'intera pellicola. Negli Stati Uniti, dove ha ricevuto la nomination come miglior film ai prossimi Academy Awards, il film è stato accolto come la rappresentazione su pellicola dell'American dream: il campo da gioco come metafora di una società spietata e agguerrita, capace però di inchinarsi davanti al genio visionario che esce dagli schemi. In realtà, il Billy Beane di Bennett Miller è un personaggio più modesto, anche se non meno complesso; folle, sì, ma anche estremamente debole e spaventato, arrabbiato con la vita e con se stesso. Una nota di umanità che contribuisce ad arricchire una pellicola già di per sé ammaliante.

Regia: Bennett Miller

Cast: Brad Pitt, Jonah Hill, Philip Seymour Hoffman, Robin Wright Penn, Chris Pratt

Nazione: Stati Uniti

Anno: 2011

Durata: 133 minuti

Uscita nelle sale: 27 gennaio 2012

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Gennaio 2012 11:46

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