La kryptonite nella borsa

Giovedì 10 Novembre 2011 00:00 Annalisa Perteghella Performances - Cinema
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Presentato nei giorni scorsi al Festival del Film di Roma, arriva nelle sale La kryptonite nella borsa, visionaria opera prima del neo-regista Ivan Cotroneo, già autore dell'omonimo romanzo. Un ritratto fedele di un'epoca, gli anni '70, incentrato sulle dinamiche di quella che oggi verrebbe definita una “famiglia disfunzionale”, e insieme una storia di formazione e di crescita personale. Un inno all'originalità, alla diversità e alla fantasia, che diverte, emoziona e commuove offrendo allo stesso tempo una bussola per trovare, finalmente, il proprio posto nel mondo.

 

 

Napoli, 1973. Peppino ha 9 anni, un casco di capelli ricci che ricadono sulle sue spalle larghe di bambino che si ritrova a dover crescere in fretta, un paio di grossi occhiali e due grandi occhi azzurri attraverso i quali vede il mondo. Lo sguardo limpido di Peppino si allarga sulle vicissitudini della sua famiglia e sugli strani personaggi che la compongono: il padre Antonio (Luca Zingaretti), rivenditore autorizzato delle mitiche macchine da cucire Singer, che tradisce la moglie in pausa pranzo, la madre Rosaria (Valeria Golino), dattilografa in crisi, gli zii Salvatore (Libero De Rienzo) e Titina (Cristiana Capotondi), figli dei fiori che sognano Londra, ma soprattutto il cugino Gennaro (Vincenzo Nemolato), che, convinto di essere Superman, gira per Napoli con una mantella rossa e una calzamaglia blu, intimando ai passanti di rimuovere la kryptonite dalle loro borse. L'improvvisa e prematura scomparsa di Gennaro, rimasto vittima di un incidente, segna profondamente il piccolo Peppino, che ingaggerà una relazione di amicizia immaginaria con il fantasma dello strambo cugino. Sarà proprio Gennaro a dare a Peppino la forza di affrontare l'improvvisa malattia della madre, caduta in depressione dopo aver scoperto il tradimento del marito. In un'epoca nella quale l'istituto del divorzio era ancora troppo giovane e le crisi coniugali si risolvevano “facendosela passare”, Rosaria sceglie di soffrire in silenzio, stando sdraiata tutto il giorno in quello stesso letto che non vuole più condividere con Antonio. L'indisposizione di Rosaria rende dunque necessario trovare qualcuno che badi al piccolo Peppino. Il compito ricade sugli zii Salvatore e Titina e su Assunta (Monica Nappo), zitella collega di Rosaria con la passione per la maionese, che costringerà Peppino a lunghi pomeriggi sulla spiaggia in attesa di un uomo che la sollevi dalla zitellaggine. È in questo nuovo mondo, fatto di riunioni dei collettivi femministi, danze collettive nella piazze e feste negli scantinati a base di droghe e amore libero, che Peppino vivrà esperienze che si configurano come veri e propri riti di passaggio: vedere per la prima volta una donna senza veli, reggere il moccolo alla zia che si apparta con “amici” e finanche ingerire la prima pasticca di Lsd. Quello che affascina e commuove è il persistere dello sguardo puro sul mondo che contraddistingue Peppino, che riuscirà a donare ai grandi un po' della magia e dell'incanto che gli sono propri.

UNA FAVOLA ANNI '70 COLORATA E INTENSA - Ivan Cotroneo, già apprezzato scrittore e sceneggiatore – è sua, fra le altre, la sceneggiatura del bellissimo Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek – debutta dietro la macchina da presa dando prova di grande estro e capacità, aiutato da un cast ricco e convincente, su cui spicca tra le altre l'interpretazone del piccolo Luigi Catani nei panni di Peppino. L'umorismo dosato ed efficace, l'utilizzo dell'ironia e del surreale mai però portati agli estremi, e infine la delicata caratterizzazione dei personaggi, non semplici comparse attorno a Peppino, ma ognuno con i propri sogni e le proprie paure, fanno di questo film una boccata di aria fresca nell'affannato panorama attuale. Una favola anni '70, colorata e psichedelica nell'accuratezza degli abiti e delle ambientazioni, ma allo stesso tempo intimista e capace di scrutare i sogni di una generazione e di indagare, senza esasperarlo, il tema della diversità intesa come la percezione, propria soprattutto delle anime più sensibili, della propria dissonanza dal resto del mondo. Sarà proprio Gennaro, Superman mancato, ad aprire gli occhi a Peppino in questo senso, e a fargli capire che la diversità è sintomo di unicità e che il viaggiare ad un ritmo diverso dal mondo non è per forza di cose sintomo di alienazione. Al contrario, sono proprio la fantasia, la purezza dello sguardo, e l'intatta capacità di sognare, a fare di un uomo un supereroe, così come dietro l'imbranataggine e la timidezza di Clark Kent si cela un Superman in grado di volare alto sulle miserie del mondo. Ciliegine su una torta già di per sé buonissima, l'ammaliante fotografia dai toni vintage di Luca Bigazzi e la colonna sonora, che spazia dalla Mina di Quand'ero piccola al David Bowie di Life on Mars, passando per una rivisitazione di These boots are made for walkin', che chiude il film aprendo allo stesso tempo il cammino di Peppino nel mondo dei grandi.

Regia: Ivan Cotroneo

Cast: Valeria Golino, Luca Zingaretti, Luigi Catani, Libero De Rienzo, Cristiana Capotondi, Monica Nappi, Vincenzo Nemolato

Nazione: Italia

Anno: 2011

Durata: 98 minuti

Uscita nelle sale: 4 novembre

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Novembre 2011 21:29

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