
Il 30 settembre arriva nelle sale italiane Drive, pellicola che all’ultimo Festival di Cannes è valsa il premio per la miglior regia al danese Nicolas Winding Refn. Dopo la trilogia di Pusher, Bronson e Valhalla Rising – Regno di Sangue, Refn è stato riconosciuto per uno stile registico del tutto personale, guadagnandosi una crescente stima nel mondo del cinema. Si conferma ora con Drive, tratto da un libro di James Sallis. Un film decisamente curato e che non manca di sorprendere lo spettatore, concedendosi anche scelte poco popolari.
Ryan Gosling interpreta un protagonista senza nome, ma con un grande talento: la guida. Una capacità che sfrutta in qualità di stuntman per le produzioni cinematografiche. Ma non solo. Di notte si presta come autista per i malviventi, a cui assicura una via di fuga impeccabile. Una singolare routine, che si inceppa nel momento in cui si invaghisce di Irene, affascinante vicina di casa e madre del piccolo Benicio. Tra i due l’intesa cresce, ma l’idillio è bruscamente interrotto dal rientro del marito della donna nel nucleo familiare, dopo un lungo periodo in carcere. Standard, lasciata finalmente la prigione, vuole mettere ordine nella propria vita e recuperare il tempo perso con i propri affetti. Non può tuttavia liberarsi delle ombre del passato e, in breve tempo, si ripresentano le vecchie amicizie mafiose a minacciare la famiglia. È il talentuoso pilota interpretato da Gosling che si offre, per affetto verso Irene e Benicio, di aiutare Standard in un’ultima rapina. Il piano incontrerà notevoli ostacoli e Gosling si ritroverà invischiato in una situazione problematica.
CAST SOLIDO - Convincente la prova di Ryan Gosling, alle prese con un personaggio non facile da interpretare. Laconico e controverso, il suo pilota senza nome può funzionare solo attraverso una grande capacità espressiva, che l’attore britannico non fa mancare. All’altezza Carey Mulligan nei panni di Irene, donna semplice ma affascinante, e Bryan Cranston, meccanico e socio del misterioso protagonista. Nota di plauso anche per la fotografia, che riesce a rendere le tonalità funzionali alla narrazione. Altrettanto adeguata la colonna sonora, composta da brani techno e musiche anni ’80, che, pur senza essere memorabili, supportano perfettamente al film.
SPLENDIDO SPETTACOLO – Titolo e trailer non devono trarre in inganno: questo Drive non ha assolutamente nulla a che fare con i vari Fast&Furious. È anzi persino difficile ascriverlo al genere azione o thriller, in quanto tende a mischiarne di diversi con cura. Drive è innanzitutto un film di genere, dalle forti tinte noir, e che proprio per questa ragione potrebbe scontentare molti e ammaliarne altrettanti. Si tratta di un aspetto che si intuisce sin dalla prima, impeccabile, scena, in cui il misterioso autista aiuta la fuga di due malviventi. Una sequenza ricca di suspance, che per coinvolgere lo spettatore non ricorre a rapide scorciatoie come corse a 300 km/h o incidenti spettacolari, ma la ottiene tramite una regia attenta e ponderata. L’attenzione con cui viene girato il film - tra lunghi silenzi, scene di inattesa violenza “tarantiniana” e ralenty usati con equilibrio – porta a soprassedere su una trama che non offre in realtà elementi di particolare originalità o profondità. Così quello che rimane dopo i titoli di coda è la sensazione di aver assistito ad uno spettacolo così oculato nella performance da aver perso un po’ di vista i contenuti.
Regia: Nicolas Winding Refn
Cast: Ryan Gosling, Carey Mulligan, Albert Brooks. Bryan Cranston,
Ron Perlman, Christina Hendricks, James Biberi
Nazione: USA
Anno: 2011
Durata: 95 minuti
Uscita nelle sale: 30 settembre
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