
Vincitore dell'Orso d'oro per il miglior film, dell'Orso d'argento per la migliore interpretazione femminile e dell'Orso d'argento per la migliore interpretazione maschile, arriva nelle sale italiane Una separazione, scritto e diretto dal regista iraniano Asghar Farhadi. Il film, incentrato su un dramma famigliare che vede protagoniste due famiglie iraniane di diversa estrazione sociale, si candida a diventare una nuova pietra miliare del cinema iraniano; Teheran ha infatti candidato la pellicola come Miglior film straniero alla prossima edizione dei premi Oscar. Onore che dal 1979 - anno della rivoluzione islamica - è spettato solamente ad altri due grandi del cinema iraniano: Abbas Kiarostami con Sotto gli ulivi (1994) e Majid Majidi con Children of heaven (1998).
UNA SEPARAZIONE - Nader e Simin sono una coppia della classe media iraniana. Dopo un anno e mezzo di attesa, Simin ottiene il visto che permetterà a lei a alla sua famiglia di lasciare l'Iran. L'intenzione della donna è quella di partire con il marito e la figlia per dare a quest'ultima la possibilità di un futuro migliore. Nader però non ha nessuna intenzione di lasciare il suo Paese e soprattutto di abbandonare l'anziano padre, affetto da Alzheimer. I due avviano così le pratiche per la separazione, necessaria al fine di permettere alla donna di lasciare il Paese con la figlia. Quest'ultima però sceglie di continuare a vivere con il padre, convinta che in questo modo riuscirà a tenere unita la coppia e, soprattutto, a impedire alla madre di partire. Nader si trova a dover assumere una giovane donna, Razieh, che si prenda cura del padre mentre lui lavora; la donna, incinta e molto religiosa, tiene fede, seppur con fatica, all'impegno assunto, finchè un giorno si consumerà il dramma che trascinerà i protagonisti in una spirale giudiziaria ed emotiva fatta di bugie, manipolazioni e confronti. Nel frattempo, la pratica per la separazione va avanti, e Termeh è chiamata a decidere definitivamente da che parte stare.
UN DRAMMA UMANO INTENSO E APPASSIONANTE - Un film intenso, toccante, a tratti straziante, che coinvolge e attrae lo spettatore senza il bisogno di grandi effetti, ma semplicemente per mezzo di elementari inquadrature: lo sguardo di Somayeh, figlia di Razieh, davanti all'umiliazione subita dalla madre, vale da solo tutto il film. Un dramma umano, quello vissuto dai protagonisti, che corre parallelo a un'odissea giudiziaria dai risvolti angoscianti. Un'interpretazione profonda e intensa, che è valsa l'Orso d'argento per la migliore interpretazione all'intero cast, maschile e femminile. Infine, un fedele ritratto della società iraniana contemporanea, che si sofferma in particolar modo sulla dialettica tradizione/modernità rappresentata nella pellicola dalla contrapposizione tra le due famiglie, l'una appartenente alla classe media, nella quale l'elemento religioso appare solamente sullo sfondo, e l'altra appartenente alla classe povera, nella quale l'appartenenza religiosa è elevata a principio regolatore dell'intera esistenza.
TRA CENSURA E NUOVA DISTRIBUZIONE - Vi è stato chi ha criticato il ritratto troppo morbido delle autorità e soprattutto del sistema giudiziario iraniano che emerge dal film; bisogna tuttavia ricordare che si tratta di un Paese i cui migliori registi sono regolarmente bloccati dalla censura da parte del Ministero della Cultura e dell'Orientamento Islamico, che oltre a respingere i contenuti ritenuti non conformi agli insegnamenti religiosi si premura di rigettare le pellicole che affrontano i temi caldi della politica e della società iraniana. La stessa lavorazione di Una separazione è stata bloccata per qualche mese, nel 2010, dopo che il regista Farhadi aveva espresso il proprio supporto per il collega Jafar Panahi – esponente di spicco del cinema iraniano – che attualmente si trova in carcere con la non meglio precisata accusa di “minaccia alla sicurezza nazionale”. Un difficile equilibrio, quello che i registi iraniani si trovano a dover inseguire, tra contenuti e possibilità di diffusione: una situazione che limita di fatto l'apertura di questi registi al grande pubblico. Proprio allo scopo di facilitare la diffusione del film a livello capillare sul territorio italiano, è stata utilizzata un'inedita modalità di distribuzione: da un accordo tra la casa di distribuzione cinematograficha Sacher e la piattaforma digitale Cineama è nato un innovativo meccanismo di “proiezione su richiesta”, grazie al quale gli utenti potranno richiedere la proiezione del film nella propria città. Un'iniziativa volta a contrastare il potere delle major cinematografiche e a prolungare la presenza della pellicola nei cinema, con l'auspicio, dunque, che il grande cinema iraniano incontri finalmente il grande pubblico italiano.
Regia: Asghar Farhadi
Cast: Leila Hatami, Peyman Moaadi, Shahab Hosseini, Sareh Bayat,
Sarina Farhadi,Babak Karimi, Kimia Hosseini,Ali-Asghar Shahbazi,
Shirin Yazdanbakhsh, Merila Zarei
Nazione: Iran
Anno: 2011
Durata: 123 minuti
Uscita nelle sale italiane: 21 ottobre
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