
“Non si salta la coda, non si spaccia droga, non si molestano i bambini, non si rigano le macchine, non si rubano le mogli altrui”. È questa la legge morale che governa Saetta Purpurea, supereroe alquanto sui generis nato dalla penna dello sceneggiatore-regista James Gunn. Ma se i fini sono tutto sommato condivisibili, a lasciare perplessi sono i mezzi...
SAETTA PURPUREA - Esiste un momento nel quale anche il più fervido sognatore smette di vivere nel mondo dell'immaginazione e inizia a darsi da fare per dare attuazione concreta alle proprie fantasie; il problema sorge quando queste fantasie siano vissute in maniera talmente assoluta da annullare completamente ogni barlume di razionalità, o meglio di ragionevolezza, nella persona dalla quale esse hanno origine. È quanto accade a Frank (Rainn Wilson), abbandonato dalla moglie Sarah (Liv Tyler) per un potente trafficante di stupefacenti a capo di una pericolosa banda criminale. “Me l'hanno rapita” è quanto afferma Frank in lacrime davanti a un annoiato agente di polizia. “Se n'è andata, ti ha lasciato” è quanto si sente impietosamente rispondere dall'agente in questione. Rimasto solo con le proprie frustrazioni, Frank trova conforto in un (inquietante) cartone animato che vede protagonista il Santo Vendicatore – una sorta di angelo della morte sui generis – impegnato a riconquistare alla propria causa le pecorelle smarrite sulla via della perdizione. Convinto di aver ricevuto la rivelazione divina, Frank veste i panni di Saetta Purpurea – un supereroe esistente solo nella sua immaginazione – e si lancia in missione per conto di Dio. Il percorso per riportare a casa Sarah è però lungo e irto di ostacoli, e il nostro è così costretto a fare ricorso a un'aiutante, la giovane Libby (Ellen Page), annoiata commessa di un negozio di fumetti, desiderosa di vedere concretizzate nella realtà le coraggiose gesta delle quali è abituata a leggere solo su carta. Nell'affresco mistico-religioso dipinto da James Gunn, il male si annida ovunque, e soprattutto genera una pericolosa spirale capace di risucchiare chi prova a combattere contro di esso. È così che dalla chiave inglese Frank e Libby passano alle bombe a mano e ai fucili; mentre l'oggetto della missione dei due vendicatori non saranno più solo i “rapitori” di Sarah, ma chiunque si renda responsabile di un'ingiustizia.
GRANDI RESPONSABILITÀ - Il film parte bene: facciamo la conoscenza di Frank, sventurato commesso di fast food con un'infanzia da dimenticare e un presente reso vivibile solamente dalla presenza della moglie Sarah. Una buona fotografia e un uso tattico del flashback lasciano presagire che si tratti di una pellicola originale e tutto sommato godibile; tutte le aspettative si esauriscono però in quei primi, promettenti, dieci minuti. Da lì in avanti si assisterà a uno spettacolo grottesco, farcito da violenza gratuita con punte splatter e scene non proprio funzionali allo sviluppo della storia. Il personaggio di Frank subisce una tremenda - e insensata - evoluzione: da sfortunato e incapace di agire, ma tutto sommato degno di compassione nel senso più alto del termine, a pazzo psicopatico pronto a infierire a colpi di chiave inglese persino su chi non rispetta il proprio turno in coda per il cinema. “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”, ci insegnava un altro paladino della giustizia tempo fa, e del resto non dev'essere facile la vita del supereroe; ma chi decide dove tracciare la linea al di là della quale le azioni di un uomo vengono ritenute malvagie e dunque degne di punizione? E soprattutto quale deve essere l'entità di questa punizione? È giusto che un uomo paghi con la vita per aver rigato l'automobile di un altro, o per aver tentato di rapinare una vecchietta, o finanche per aver ucciso un altro uomo? È l'entità dei reati, la discriminante, quello che ci disturba, o l'assolutezza della pena? E soprattutto, “chi controlla i controllori”? Se l'intento di James Gunn era innescare queste riflessioni nella mente dello spettatore, il bersaglio è stato centrato in pieno. Peccato che per raggiungere tale obiettivo si sia sacrificato il più elementare buon senso sul piano dell'intreccio. I dialoghi a tratti brillanti e le risate tutto sommato copiose non bastano a sopperire questa mancanza; le scene di violenza gratuita ed efferata fanno il resto. Tranquillamente evitabile.
Regia: James Gunn
Cast: Rainn Wilson, Ellen Page, Liv Tyler, Kevin Bacon
Nazione: Usa
Anno: 2010
Durata: 96 minuti
Uscita nelle sale italiane: 14 ottobre 2011
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