Estate 1983, in una deprimente cittadina della costa britannica. Gli anni della cultura skinhead, dell'aerobica, di Margaret Thatcher, dell'odio razziale e della crisi delle Falklands. Per il dodicenne Shaun è l'ultimo giorno di scuola. Schernito dai compagni trova solidarietà in un gruppo di skinhead: ragazzi pacifici, nonostante le apparenze e qualche bravata. Con loro trascorre le giornate tra birra, musica reggae e ska, finché Combo, ex galeotto mosso da una rabbia profonda, esce di prigione e rompe gli equilibri del gruppo. Chiede ai suoi membri di definirsi politicamente e schierarsi. Il gruppo si spezza. Shaun, spinto da un bisogno di rivalsa per la morte del padre alle Falklands, segue Combo, ritrovandosi in una spirale di violenza e razzismo. Un razzismo che è espressione di una protesta sociale più che un'ideologia vera e propria.
In This is England si intrecciano le storie del regista, Shane Meadows e di Thomase Turgoose, il protagonista: entrambi ex adolescenti sbandati. Sotto la lente uno spaccato della società britannica degli anni '80, caratterizzata da scelte politiche come la guerra nelle Falklands, da disoccupazione e malcontento sociale. E dalla cultura skinehead che, strumentalizzata dal National Front, produceva violenza e odio razziale. Reclutando consensi anche tra i figli del conflitto per le Falklands, tanto trionfalistico quanto inutile. Un film prodotto in Inghilterra nel 2006, ma che, nonostante i numerosi riconoscimenti internazionali, arriva solo ora nelle sale italiane.
FALKLANDS, SKIN E RAZZISMO – This is England riflette sulla natura della violenza. Ma anche sul conflitto recente ma dimenticato, delle Falklands – Malvinas. I cui caduti non sono commemorati da grandi celebrazioni. "Volevo osservare", ha dichiarato Meadows, "l'effetto a catena che si produce attraverso gli occhi di un bambino". Alle vicende quotidiane di un gruppo di skin in una cittadina di provincia, si alternano le immagini dal fronte, conservate negli archivi della ITN (Independent Television Network). Un contrasto forte, che cattura immmediatamente. Sono gli anni della seconda generazione della cultura skinhead, nata alla fine dei '60. Adolescenti dalle teste rasate in stile militare, proveninti da zone con alti tassi di disoccupazione, alla ricerca di un'alternativa all'individualismo tatcheriano, erano facili prede del National Front. Meadows, cresciuto nell'ambiente skin, lo ha fotografato sottolineandone gli aspetti negativi (razzismo, neonazismo, criminalità e comportamenti antisociali), in origine estranei al movimento. E ne ha mostrato le contraddizioni dando vita a personaggi verosimili, minacciosi e farseschi al contempo, presentati come perdenti, pur con le loro ragioni. Ma il film non è soltanto una critica alla società britannica e al suo individualismo: parla di solitudine adolescenziale, di amicizia, del passaggio all'età aduta, dell'assenza del padre e della ricerca di un'identità maschile e sociale.
TRA CINEMA E REALTÀ – Nel cast, composto da attori non professionisti e da un gruppo artistico di amici e familiari, già collaboratori di Meadows, spicca Stephen Graham nei panni di Combo (The Snatch di Guy Ritchie, Gangs of New York di Martin Scorsese, Beyond the Sea di Kevin Spacey e Nemico pubblico di Michael Mann). A Thomas Turgoose, detto 'Tommo', un misto di innocenza e durezza, è andato il ruolo di Sahun. 13 anni, cresciuto tra enormi difficoltà; minuto e dall'apparenza infantile, ma con l'arguzia e la malizia di chi per strada ci vive. Meadows lo ha reclutato allo Space Project, struttura che si occupa di ragazzi svantaggiati nella cittadina di Grimbsy. Scartato alla recita scolastica, con una diagnosi di deficit di attenzione e iperattività, frequentava la scuola per un'ora a settimana. Già alla fine della prima settimana voleva interrompere le riprese, visto l'impegno richiesto (il suo personaggio compare in quasi tutte le scene). In lui il regista avrebbe rivisto se stesso, quando, giovane teppistello, si sentiva ripetere dagli insegnanti che sarebbe stato un fallito. Lo avrebbe preferito a due attori con l'esperienza giusta per la parte per una questione di verità artistica e per offrirgli una chance, come qualcuno fece a suo tempo con lui. Una chance che Medows offrì anni fa anche a Martin Shim (Milky), altro ex ragazzo di strada, che ebbe un ruolo in Dead Man's Shoes – Cinque giorni di vendetta.
FUORI DAL CORO – Adolescente irrequieto, Meadows abbandona presto la scuola. Fa svariati mestieri, dall'aiuto clown al montatore di tralicci in acciaio. Volontario in un centro di cinematografia di Notthingham, con la videocamera presa in prestito durante i weekend, gira i primi cortometraggi. Arriva la proposta di girare Ventiquattrosette (Premio Fipresci,1998). In bianco e nero, racconta i tentativi di Bob Hoskins di aiutare la gioventù allo insoddisfatta di una cittadina con l'apertura di una palestra di box. Tutti i suoi lavori ruoteranno intorno al tema della ricerca di un'identità maschile. Rifiutando offerte da Hollywod, Meadows mette a segno un altro successo con A Room for Romeo Brass (1999), cult del cinema britannico, in cui parla del passaggio all'età adulta. Nel 2004, il pluripremiato Dead Man's Shoes – Cinque giorni di vendetta, lo conferma tra le voci più originali e significative dell'odierna cinematografia inglese.
COME LOACH – Molte scene sono girate nel quartiere di St. Ann a Notthingham, dove strade ed edifici hanno mantenuto le caratteristiche degli anni '70. Per dare maggiore verosimiglianza alle immmagini e ricreare l'atmosfera dei film di quegli anni (come Made in Britain di Clarke e alcuni di Mike Leigh e di Ken Loach, che richiama anche per l'attenzione alle fasce marginali della società) le riprese sono state effettuate in 16 millimetri. Ne è risultato un film insolito e originale, non solo per lo stile ma anche il periodo storico e il tema scelto. Ai paesaggi malinconici e alle vicende fanno da contrasto il ritmo comico e l'ironia con cui sono stati costruiti i personaggi. Bizzarri come quello di Smell (Rosamund Hanson), una punk dall'aspetto divertente o di Woody (Joe Gilgun), un leader tutt'altro che rude e aggressivo, seguito dai suoi più per l'ilarità che suscita che per timore. Oltre al volto del giovane protagonista, rimane impressa la scena finale, quando Shaun lancia la bandiera nelle acque grigie e immense dell'Oceano. Da non perdere.
This Is England
Regia: Shane Meadows
Con: Thomas Turgoose, Stephen Graham, Jo Hartley, Andrew Shim, Vicky McClure, Rosamund Hanson, Joe Gilgun
Genere: Drammatico
Durata: 101 min.
Paese: Gran Bretagna
Anno: 2006
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