Lanterna Verde

Lunedì 29 Agosto 2011 00:00 Annalisa Perteghella Performances - Cinema
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Ad alimentare il già cospicuo filone di film sui supereroi del mondo dei fumetti, arriva nelle sale Lanterna Verde, la trasposizione cinematografica dell'omonimo fumetto degli anni '40 targato DC Comics. Valeva la pena andare a pescare così lontano nel passato? La risposta potrebbe essere stata si, se si fosse tentato di dare un'attualizzazione credibile alla di per sé brillante storia del verde supereroe; così purtroppo però non è stato, e il risultato di questa migrazione sul grande schermo firmata dalla regia di Martin Campbell è purtroppo una semplice rivisitazione della storia originale, svilita da uno svolgimento frettoloso e allo stesso tempo incredibilmente lento: malgrado la buona volontà del pilota Hal Jordan, il film si dipana attraverso scene tanto spettacolari quanto improbabili, senza mai riuscire a decollare.

 

 

Hal Jordan (Ryan Reynolds) è un giovane pilota collaudatore della Ferris Aircraft, addestrato fin da piccolo a non avere paura, e forse proprio per questo incline ad atteggiamenti da superuomo “che non deve chiedere mai”. Mentre Hal lotta con i fantasmi del proprio passato, che lo tormentano ogni qualvolta prende il volo facendogli rivivere il momento della morte del padre, anch'egli pilota, su un altro pianeta vi è chi è alle prese con una minaccia ben più gravosa: il potente Parallax, signore della paura, è riuscito ad evadere dalla prigione nella quale era stato confinato da Abin Sur, membro di quel Corpo delle Lanterne Verdi incaricate di sorvegliare e proteggere l'universo tramite la sola, potente, forza della volontà. Paura contro volontà, dunque, in uno scontro che diventa presto battaglia per la sopravvivenza. Parallax vuole infatti distruggere il pianeta Terra, lo stesso pianeta sul quale la lanterna Abin Sur si è rifugiato e ha poi trovato la morte, non prima però di aver incaricato il proprio potente anello di trovare un degno successore tra gli appartenenti alla razza umana. È qui che il destino di Hal, prima Lanterna Verde tra gli umani, si incontra e si scontra con il progetto di Parallax, che nel frattempo ha trovato il modo di fare proseliti attraverso il contatto con la viscida sostanza gialla, emblema della paura, della quale è composto. Entrano in gioco a questo punto il reietto Hector Hammond (Peter Sarsgaard), scienziato fallito il cui padre, il senatore Robert Hammond (Tim Robbins), in un ultimo impeto di pietà paterna ha procurato l'autopsia aliena che avrebbe potuto riscattarne la carriera ma che ha finito per rappresentarne la fine definitiva, e la bella, e non molto di più, Carol Ferris (Blake Lively), collega e compagna di letto di Hal, colei che vorrebbe recitare il ruolo alternativamente dell'emancipata donna in carriera e della sedotta e abbandonata, ma che alla lunga non risulta credibile né nell'una né nell'altra veste. Da questo momento in poi, inizierà la battaglia della lanterna Hal per salvare nientepopodimeno che il pianeta Terra dalle mire distruttive di Parallax; la battaglia più importante sarà però quella che Hal dovrà ingaggiare contro se stesso e il sentimento di angoscia che da sempre lo accompagna: ci vuole coraggio, infatti, ad ammettere di avere paura.

WARNER VS DISNEY - Lanterna Verde rappresenta l'ultimo franchise, in ordine di tempo, al quale la DC Comics, di proprietà di Warner Bros, si è affidata per il proprio rilancio sul mercato dei supereroi a fumetti. Un mercato che presenta un elevato rischio di saturazione, data l'impressionante quantità di film a tema supereroistico che le due maggiori case che detengono i diritti delle vecchie serie a fumetti – Warner per DC Comics e Disney per Marvel – stanno lanciando sul grande schermo. Proprio la sfida con Marvel, e indirettamente dunque con Disney, sta mettendo a dura prova la reputazione e la tenuta del marchio DC Comics, perlomeno quando si parla di trasposizione del fumetto nelle sale cinematografiche; da quando infatti, nel settembre 2009, Disney ha dato l'annuncio dell'acquisizione di Marvel, cui ha fatto seguito l'annuncio, da parte di Warner Bros, dell'acquisizione di DC Comics, tra le due è iniziata una lotta all'ultimo supereroe per assicurarsi la fedeltà del pubblico e, ovviamente, il massimo incasso al box office. Per ora la sfida sembra vinta da Disney, che con il ricorso ai supereroi dell'universo Marvel sembra inanellare un successo dietro l'altro; l'ultimo, in ordine di tempo, è Capitan America, del quale si attende il seguito, I vendicatori, già in programma per il 2012. Sul versante DC Comics le cose sembrano andare peggio; se si esclude infatti lo strabiliante successo de Il cavaliere oscuro, che ha letteralmente sbancato il botteghino, gli altri film incentrati sulle figure di Batman e Superman hanno fatto registrare solo un discreto successo. Probabilmente da qui ha avuto origine l'idea di ripescare uno degli eroi della golden age fumettistica, il periodo compreso tra gli anni '30 e gli anni '50 del '900, e cercare di attualizzarne la storia tramite l'ampio utilizzo di effetti speciali reso possibile dall'attuale tecnologia. Anche Lanterna Verde però, stando ai primi risultati ottenuti al box office americano, non sembra essere stato in grado di riscattare l'universo DC Comics-Warner Bros; nonostante ciò, la Warner sembra essere fermamente intenzionata a produrre un seguito e a dare così origine a un nuovo franchise che vedrà la realizzazione, tra l'altro, di videogiochi e attrazioni all'interno dei maggiori parchi di divertimento.

UNA PELLICOLA PRESSAPOCHISTA E SCONTATA - Assistendo alla trasposizione cinematografica di Lanterna Verde appare chiaro, come un'improvvisa epifania, il motivo per cui il mondo Warner non decolla: il film in sé, escludendo poche scene e salvando comunque la maestria del bravo Martin Campbell, non ha semplicemente ragione di esistere. Le falle maggiori stanno probabilmente nel soggetto, che ricalca la storia originale di Lanterna Verde contenuta nei vecchi fumetti DC Comics. Hal Jordan è un eroe invincibile ancora prima di diventare Lanterna Verde, nonostante voglia farci credere di essere perseguitato da tormenti interiori dovuti alla morte del padre; il comportamento irresponsabile e l'atteggiamento da sbruffone non tradiscono però una fragilità interiore, come sarebbe auspicabile per qualsiasi supereroe che si rispetti, bensì riflettono semplicemente l'indole di un superuomo condannato a non avere paura. Risulta ben poco credibile anche il cattivo della situazione: non il malvagio Paraflax, che rimane sullo sfondo per buona parte del film, ma il perfido scienziato Hector Hammond, dal cui risentimento avrà origine una trasformazione interiore – ma anche esteriore – che lo porterà ad indossare i panni del mostro psicopatico. Perchè? A parte per la frustrazione data dal non godere di un posto al sole alla corte del potente padre, la spiegazione di cotanta malvagità ci sfugge. Altrettanto incomprensibile appare la presenza femminile della bella Carol Ferris, il cui contributo non è quello che si richiede alla perfetta compagna di un supereroe, ovvero farne trasparire l'innata umanità, ma piuttosto quello che troppo spesso i copioni richiedono: farsi trasportare tra le braccia sicure del proprio eroe, tra sguardi languidi e finti rimproveri. Una storia insomma che fa acqua da tutte le parti e che dimostra, una volta di più, che nell'era del 3D e degli effetti speciali ciò che continua ad attrarre il pubblico non è la spettacolarità di alcune scene ma bensì la bellezza e il significato della storia, le interazioni tra i personaggi e la crescita interiore degli stessi; tutti elementi che in Lanterna Verde, ahinoi, scarseggiano. Ciò di cui si sente più la mancanza, però, è una declinazione in senso umano della storia; la Lanterna Verde Hal Jordan rimane infatti l'emblema dell'eroe giovane e bello, senza macchia e senza paura, in cui non è facile identificarsi. Più onesto sarebbe stato ammettere che, in un momento in cui ci crolla addosso – insieme alle Borse - la ricchezza costruita sulle sabbie mobili del nulla, avere paura è una condizione più che normale, e che pertanto ai supereroi non si richiede di mostrarsi come modello perfetto ma irraggiungibile, ma piuttosto di far intravedere una scintilla di umanità laddove se ne sperimenta, da troppo, la mancanza.

Regia: Martin Campbell

Cast: Ryan Reynolds, Blake Lively, Mark Strong, Peter Sarsgaard, Tim Robbins

Nazione: Usa

Anno: 2011

Durata: 114 minuti

Uscita nelle sale italiane: 31 agosto

Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Agosto 2011 10:45

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