Student Services - Un viaggio nel mondo della prostituzione studentesca

Venerdì 22 Luglio 2011 14:43 Annalisa Perteghella Performances - Cinema
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Tratto dall'autobiografia di Laura D. “Mes chères études” - pubblicata in Italia da Sonzogno con il titolo “Pagami. Studentessa, 19 anni, prostituta part-time” - arriva nelle sale italiane Student Services, film scritto e diretto dalla regista francese Emmanuelle Bercot. Il film, pensato in Francia per il piccolo schermo e distribuito in Italia da Bolero Film, ha destato scalpore nei salotti d'oltralpe per la delicatezza delle tematiche trattate e per l'asprezza di alcune scene. Il tema trattato è infatti quello spinoso della prostituzione studentesca, fenomeno in crescita in Francia così come in Italia.

 

 

SESSO, STUDIO E DENARO “FACILE” - Laura è una giovane studentessa universitaria. Diciannove anni, un fidanzato, un lavoro part-time in un call center e tutta la vita davanti. A turbare questo quadro di precaria felicità, intervengono le spese che la ragazza deve sostenere per mantenersi agli studi lontano da casa. Il magro stipendio da operatrice di call center non basta più per pagare affitto, bollette e alimenti. Come fare allora per riuscire ad arrivare alla fine del mese, senza dover sacrificare ulteriore tempo allo studio? Navigando su internet alla ricerca di un lavoro, Laura si spinge una sera nella sezione vietata ai minori di diciotto anni, ritrovandosi catapultata in un mondo fatto di prestazioni sessuali in cambio di denaro cosiddetto “facile”. Non è affatto facile però per Laura adattarsi a quel mondo di violenza ovattata che per molte sue coetanee pare essere un modo come un altro per arrotondare. Concedere l'intimità del proprio corpo ad uomini subdoli e ripugnanti è ogni volta un'esperienza svilente e brutale, alla quale Laura si sottopone inerme e con cupa rassegnazione, consapevole del fatto che si tratta di un tassello momentaneo e inevitabile per la costruzione del suo futuro. Ma quante volte si deve toccare il fondo per accorgersi che tutto ha un limite?

CANDORE E DISILLUSIONE - Un tema scottante, quello della prostituzione studentesca, raccontato attraverso lo sguardo candido ma allo stesso tempo disilluso di una giovane donna. Un film che non risparmia i dettagli e che in alcune scene è capace di far male, e di trasmettere allo spettatore tutta l'angoscia e il disgusto che la protagonista, nel film come nel libro e nella vita, deve aver provato. Un film che ha il grande merito di accendere i riflettori sulla questione, darle visibilità, portarla agli onori della cronaca affinchè se ne parli e se ne prenda coscienza, senza tuttavia ergersi a giudici o moralizzatori. L'intento della regia è infatti quello di trasmettere un'immagine fedele di quella che è la nuda realtà; il percorso interiore di Laura ci viene mostrato forte e chiaro, così come realistica e commovente appare l'esperienza fisica ed emozionale vissuta dalla protagonista. Una protagonista nei panni della quale troviamo un'azzeccatissima Déborah François, la cui semplicità e la cui bellezza discreta sembrano stonare con il ruolo della escort-studentessa, per poi rivelarsi funzionali nel far trasparire il contrasto tra ciò che la giovane è costretta a fare e ciò che è realmente. In una stagione della vita in cui il corpo dovrebbe essere strumento di scoperta ed espressione dell'amore, esso viene invece venduto in cambio di denaro. Siamo ben lontani dall'immagine della Lolita maliziosa e spregiudicata che gioca con i sentimenti di uomini maturi. Non c'è intento provocatorio nei comportamenti di Laura, ma solo una disperata richiesta di aiuto.

UN FENOMENO IN CRESCITA – In Francia le chiamano “prostitudenti”, in Polonia “universitute”, in Italia per ora non è ancora stato coniato un termine in grado di identificare un fenomeno che rivela un'impressionante tendenza ascendente. Il libro-testimonianza di Laura D. ha aperto in Francia un'inquietante vaso di Pandora: secondo un'indagine del Sindacato Sud, su due milioni di studenti universitari, maschi e femmine, sarebbero 40.000 quelli che ricorrono alla prostituzione part-time. L'offerta rappresentata dai giovani studenti si incontra con la domanda, perlopiù da parte di uomini maturi, in quel grande mercato virtuale rappresentato da internet. Il mondo del sesso 2.0 offre nuove e rassicuranti garanzie: anonimo, discreto, sicuro, con una preselezione e con banner pubblicitari di grandi società di credito. Il prezzo attuale di mercato si colloca attorno ai duecento euro all'ora, ma c'è anche chi offre i propri servizi per molto meno: una borsa, un paio di scarpe, una ricarica telefonica. Il cliente-tipo è un uomo di mezza età, sposato, isolato dagli impegni lavorativi, alla ricerca di rapporti un po' più consistenti rispetto a una semplice prestazione sessuale. È così che la cyber-Lolita diventa per il cliente oggetto di appagamento sessuale ma anche confidente, nel tentativo di tornare con lo spirito a quella primavera della vita che la società dell'eterna giovinezza esalta e celebra come l'unica desiderabile. In Italia, la questione è stata indagata a fondo dal giornalista Alessandro Calderoni, che nel libro Il mestiere più @ntico del mondo (Rizzoli, 2008) ha raccolto un'impressionante serie di testimonianze su un fenomeno che esiste da sempre, ma che nell'era digitale ha trovato modo di prosperare e raggiungere segmenti della società, quali gli studenti, resi più deboli dal bisogno così come dall'avidità.

Regia: Emmanuelle Bercot

Cast: Déborah François, Alain Cauchi, Mathieu Demy, Benjamin Siksou

Nazione: Francia

Anno: 2011

Durata: 103 minuti

Uscita nelle sale italiane: 10 agosto 2011

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