
Tratto dal bestseller di Lisa See, Fiore di Neve e il ventaglio segreto (Longanesi, 2006), arriva nelle sale Il ventaglio segreto, firmato dal regista Wayne Wang (Il circolo della fortuna e della felicità, Smoke, Chinese Box). Un film intenso e delicato che vuole raccontare la profondità del legame che, in epoche e circostanze differenti, può unire due donne che attraversano insieme le gioie e i dolori della vita. Sullo sfondo, il fascino di una civiltà, quella cinese, che, sebbene in crisi nel periodo in cui è ambientato il film, continua a proiettare la propria aura di seduzione nonostante i meccanismi talvolta controversi che la regolano. Un film al quale è necessario accostarsi senza pretese di superiorità o di giudizio, ma semplicemente con la curiosità e la voglia di conoscere storia, riti e costumi di un Paese tanto sconfinato quanto affascinante.
GIGLIO BIANCO E FIORE DI NEVE - Cina, XIX secolo. Sullo sfondo di un impero decadente e martoriato da guerre e rivolte interne, si snoda la storia di Giglio Bianco (Li Bing Bing) e Fiore di Neve (Gianna Jun). Le due bambine sono laotong, letteralmente “vecchie se stesse”, sorelle giurate unite dal destino e nonostante il destino. Nate nello stesso giorno ma provenienti da ambienti sociali diversi, le due bambine si incontrano in occasione del rito della fasciatura dei piedi, pratica in uso nella società cinese fino alla caduta della dinastia Qing, indispensabile per qualunque donna che aspirasse a fare “un buon matrimonio”. Unite dal destino ma separate dalla vita, le due bambine, divenute ormai donne, comunicano attraverso un linguaggio segreto, il nu shu, “linguaggio delle donne”, scritto sulle pieghe di un vecchio ventaglio che passa di mano in mano acquistando un valore quasi magico.
NINA E SOPHIA - Shanghai, XX secolo. Nina e Sophia (ancora una volta Li Bing Bing e Gianna Jun), discendenti di Giglio Bianco e Fiore di Neve, vivono lo stesso rapporto di laotong in una Cina in forte evoluzione, il cui emblema è non a caso Shanghai con i suoi grattacieli e i suoi colori freddi e spenti. Conosciutesi da piccole ma separatesi in età adulta, le due “sorelle giurate” si ricongiungono in un anonimo ospedale, dove Sophia è ricoverata in coma dopo aver avuto un tragico incidente. Al posto dei piedi fasciati troviamo i tacchi vertiginosi delle giovani donne cinesi che guardano sempre più a occidente; a fare paura non sono più i Taiping in rivolta bensì il crollo della borsa di Shanghai che nei primi anni 2000 si porta via i risparmi di molte famiglie e il padre di Sophia. Nina, giunta al capezzale di Sophia, cerca di ricostruire gli ultimi movimenti dell'amica; nel farlo, entra in possesso del manoscritto nel quale Sophia stava raccontando la storia di Giglio Bianco e Fiore di Neve. Inizia allora tutta una serie di flashback che trasportano lo spettatore dalla Shanghai di oggi alla Cina del XIX secolo, per poi tornare avanti, negli anni dell'adolescenza di Nina e Sophia, e ancora indietro, a seguire le vicende di Giglio Bianco e Fiore di Neve. Un continuo alternarsi spazio-temporale che, se da un lato rischia di confondere lo spettatore distratto, dall'altro lato ha il pregio di sottolineare la ciclicità della vita e il continuo ritorno di certi sentimenti e certe situazioni.
UN RACCONTO DELICATO E APPASSIONANTE - Definire Il ventaglio segreto un film sulla questione femminile nella Cina del XIX secolo sarebbe riduttivo; sebbene infatti emerga un quadro ben chiaro di quella che era la posizione della donna nell'antica società patriarcale cinese, soffermarsi su tale questione, oltre a prestare il fianco ad atteggiamenti etnocentrici di presunta superiorità, non renderebbe giustizia a quello che è l'intento del film, ovvero semplicemente raccontare una storia. Un film nel quale il messaggio viene a coincidere con il mezzo: lo scopo del racconto è il racconto stesso, di fronte al quale non è importante tanto concentrarsi per trovare presunti messaggi di denuncia o di protesta sociale, quanto mettersi comodi e lasciarsi meravigliare dall'incanto della storia narrata e dalla profondità introspettiva dei dialoghi tra le protagoniste. Un film delicato e commovente, a tratti angosciante e capace di trasmettere l'inquietudine che pervade l'animo di Fiore di Neve e Sophia, le due eroine con le quali il destino è stato meno generoso. Un film che probabilmente potrà essere apprezzato pienamente solamente da chi è dotato di una sensibilità particolare e di una conoscenza anche elementare delle vicende storiche che hanno riguardato la Cina del XIX e del XX secolo. Viceversa, per chi cerca l'azione e il romanticismo, il film apparirà forse un po' lento e a tratti incomprensibile, con il rischio di perdersi tra i tanti flashback che fanno avanti e indietro nelle vite delle protagoniste. Un insegnamento è però alla portata di tutti: la storia passa, le città si trasformano, le persone cambiano, ma i sentimenti, se autentici, permangono immutati nell'animo degli uomini. È questo, in fondo, che rende la vita degna di essere vissuta, anche nel mezzo di guerre e rivolte o nel letto di un ospedale.
Regia: Wayne Wang
Cast: Li Bing Bing, Gianna Jun, Archie Kao, Hugh Jackman, Vivian Wu
Nazione: Cina, Stati Uniti
Anno: 2011
Durata: 105 minuti
Uscita nelle sale italiane: 8 luglio 2011
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