
Vincitore della decima edizione del Montecarlo Film Festival de la Comèdie, arriva nelle sale italiane Per sfortuna che ci sei, da un'idea di Luc Bossi e Laurent Turner, per la regia di Nicolas Cuche. Cuche, conosciuto in patria per aver diretto la mini-serie investigativa Flics, si cimenta per la prima volta con il genere della commedia sentimentale, ottenendo peraltro un discreto successo. Una regia semplice e un cast privo di grandi nomi per una commedia che dimostra di volersi togliere di dosso molte delle etichettature del genere.
LA TRAMA - Julien è un brillante consulente coniugale, molto abile a risolvere i problemi di coppia e a rendere felici le donne, soprattutto quelle degli altri. La propria storia personale è infatti segnata da una serie di sfortunati eventi che hanno prodotto in Julien la convinzione di rappresentare per le donne una sorta di amuleto al contrario. Fin dai tempi delle elementari, infatti, le malaugurate che hanno provato a oltrepassare la distanza di sicurezza si sono ritrovate nel migliore dei casi in un letto di ospedale. Julien conduce la propria vita rassegnato all'idea di dover rimanere single a vita, consolato e in parte nauseato dalla visione quotidiana dei problemi a cui va incontro una coppia. In seguito all'incontro fortuito con Joanna, Julien proverà ad uscire dall'anestesia sentimentale che si è autoimposto, salvo però vedere confermata la propria ipotesi: alla brillante Joanna capiterà una serie di sventure dietro l'altra, tanto da convincere la giovane a porre fine, seppur a malincuore, a quella storia che sta distruggendo tutto quello che lei aveva in precedenza, da sola, conquistato. Ma è davvero finita? O forse non tutto il male viene per nuocere?
UNA VASTA GALLERIA DI PERSONAGGI - Nicolas Cuche dirige una commedia romantica che, pur rimanendo nei canoni classici del genere, aggiunge elementi di novità che danno alla storia un nuovo livello di freschezza e originalità. L'utilizzo del cartoon in alcune scene contribuisce a dare un tono giocoso all'insieme, segnando un distacco dai metodi classici della commedia francese tradizionale, più incentrata sui problemi della società. Il film offre una vasta galleria di personaggi, tutti molto convincenti, a partire dalla coppia Julien (Francois-Xavier Demaison) e Joanna (Virginie Efira). A colpire è soprattutto la grande umanità dei due: sensibile e ben lontano dal modello del play-boy disinvolto il primo, brillante e istintiva, ma così umana nelle sue paure e nelle sue esitazioni, la seconda. A riportare il film nei canoni della commedia non possono mancare il designer alternativo, la collega arrivista e il rampollo dongiovanni. Una galleria di personaggi passando attraverso la quale Julien e Joanna costruiranno scena dopo scena la propria vita, fino al nuovo intervento del caso che decreterà il finale, lieto come il genere richiede, della loro storia.
PURTROPPO O PER FORTUNA? - Il tema di fondo del film, ovvero l'incidenza della fortuna o della sfortuna nella storia personale di ognuno di noi, è di notevole interesse sociologico. A chi non è mai capitato di sentirsi perseguitato dalla sfortuna più nera, o al contrario baciato dalla fortuna più generosa in taluni momenti della propria vita? E soprattutto a chi non è mai capitato di avere idee preconcette – come tutti i personaggi del film – e di sentirsi momentaneamente smarriti quando le cose non vanno come si vorrebbe? Il film vuole essere una risposta giocosa a questo smarrimento, dimostrando che a volte il fatto di trovarsi di fronte a una porta chiusa può obbligare a percorrere nuove vie che portano a destinazioni persino migliori. Con una morale che ricorda quella più antica del Candido di Voltaire, questa commedia brillante vuole suggerirci che gli ostacoli che incrociamo lungo il nostro percorso possono essere a volte delle vere e proprie benedizioni, e che non esistono influssi positivi o negativi, ma solamente energie che in alcune persone si sommano a formare alchimie magiche come quella dell'amore, mentre in altre si neutralizzano facendo finire relazioni che sulla carta funzionano benissimo, ma che nella realtà hanno ben poco di magico. Una commedia sentimentale ma non sdolcinata, divertente ma non banale, che offre la possibilità di divertirsi e allo stesso tempo identificarsi con almeno uno dei numerosi e ben diversi personaggi che agiscono sulla scena. Unica nota negativa: la traduzione del titolo, che nel passaggio dal francese all'italiano (titolo originale: La chance de ma vie) perde quella doppia connotazione del francese chance come fortuna e come opportunità.
Regia: Nicolas Cuche
Cast: Virginie Efira, Francois-Xavier Demaison, Armelle Deutsch, Raphael Personnaz, Thomas N'Gijol, Brigitte Rouan
Nazione: Francia/Belgio
Anno:2010
Durata: 87 minuti
Uscita nelle sale italiane: 13 luglio 2011
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