
Se nell’estate del 2009 vi siete risvegliati la mattina dopo l’addio al celibato di Doug in una suite sfasciata di Las Vegas insieme a Phil, Alan, Stu e una tigre siberiana, senza la minima idea di quello che era accaduto la notte precedente, probabilmente la notizia di un sequel vi lascerà scettici. Ebbene, Una notte da leoni 2 ripete fedelmente la ricetta della prima fortunatissima avventura dello sgangherato trio di amici. Ed è una ricetta maledettamente vincente.
Se nell’estate del 2009 vi siete risvegliati la mattina dopo l’addio al celibato di Doug in una suite sfasciata di Las Vegas insieme a Phil, Alan, Stu e una tigre siberiana, senza la minima idea di quello che era accaduto la notte precedente, probabilmente la notizia di un sequel vi lascerà scettici. Ebbene, Una notte da leoni 2 ripete fedelmente la ricetta della prima fortunatissima avventura dello sgangherato trio di amici. Ed è una ricetta maledettamente vincente.
Due anni dopo l’incredibile avventura di Las Vegas Doug (Justin Bartha), Alan (Zach Galifianakis), Stu (Ed Helms) e Phil (Bradley Cooper) sono ancora amici per la pelle. Doug e la moglie Tracy (Sasha Barrese)sono in attesa di un bambino, Phil è felicemente sposato ed è diventato padre per la seconda volta, il complessato e dolcissimo Alan vive ancora a casa dei genitori, mentre Stu è in procinto di sposarsi con la bella Lauren (Jamie Chung) in Thailandia, Paese originario della famiglia di lei. Il quartetto di amici raggiunge allora il resort esclusivo scelto per la cerimonia, dove Stu, ancora scottato dall’esperienza di Las Vegas, ha programmato un tranquillissimo, e soprattutto analcolico, addio al celibato insieme agli amici e alla famiglia di Lauren. Al termine della serata Phil, che non vuole proprio arrendersi all’idea che l’amico saluti la vita da single senza festeggiare degnamente, propone un innocuo falò sulla spiaggia con birre rigorosamente sigillate e marshmallow da arrostire. Si unisce al gruppo anche Teddy (Mason Lee), fratello sedicenne di Lauren, ragazzo modello iscritto alla facoltà di medicina di Stanford e orgoglio dell’arcigno padre. Incredibile a dirsi, ma ancora una volta la mattina dopo Phil si risveglia in una lurida stanza di Bankok in compagnia di Alan rasato, Stu con un vistoso tatuaggio alla Mike Tyson sul viso, una scimmietta travestita da gangster, un dito mozzato in un bicchiere e una vecchia conoscenza, Mr. Chow, un bizzarro, lussurioso cocainomane trafficante, interpretato da Ken Jeong. Il tutto naturalmente senza uno straccio di ricordo della notte prima e, orrore, con Teddy disperso nella giungla metropolitana della capitale thailandese. Per giunta il giorno delle nozze. Per trovare il ragazzo e salvare il matrimonio di Stu, i tre si tuffano allora tra le strade di Bankok in una nuova mirabolante corsa contro il tempo, e contemporaneamente a ritroso nel tempo, che li conduce attraverso night club,monasteri buddisti, inseguimenti, sparatorie, trattative con criminali e tete-à-tete con ambigue cortigiane.
UN TRIO CONSOLIDATO IN UN CONTESTO INEDITO- È sempre difficile costruire il sequel di un film di grande successo come lo è stato Una notte da leoni. Eppure si può dire che il regista Todd Philips e il suo team siano perfettamente riusciti nell’impresa. Una notte da leoni 2 ripropone molto fedelmente il plot del primo film, mantenendo inalterate anche le dinamiche tra i protagonisti, ma non risulta mai scontato, né ripetitivo. “Avevamo il sentore che il pubblico desiderasse trascorrere altro tempo insieme a questi personaggi”, ha raccontato Philips e in effetti la ragione del successo della formula Phil-Stu-Alan, è che sono talmente particolari come singoli e complici come trio da poter funzionare in ogni contesto in cui vengano inseriti. E questa volta a fare da sfondo e quasi da co-protagonista alle rocambolesche (dis)avventure dei tre amici è l’affascinante Bankok con il suo mondo sommerso fatto di perdizione e perversioni , un mondo selvaggio che permette di esaltare la comicità del trio, catapultato in un contesto che, ancora più surreale di Las Vegas, priva i protagonisti di qualunque punto di riferimento. In parte l’inferno urbano è stato ricreato con grande maestria dallo scenografo Bill Brzeski negli studi della Warner Bros a Burbank, dove per esempio è stata girata l’epica scena del risveglio a Bankok in una stanza torrida, lurida, fatiscente e avvolta nella penombra. Sapiente ed efficace anche la location esterna, questa volta la vera Bankok, che ritrae perfettamente il caos nel quale i ragazzi si devono muovere, in contrapposizione al resort di Krabi, dove si terrà il matrimonio, incarnazione del lusso. E si ride, ci si sbellica dall’inizio alla fine, con un ritmo forsennato e dialoghi rapidi che fanno scorrere con fluidità e leggerezza le scene. Consci che per poter ridere, al cinema come nella realtà, di fronte a situazioni simili è necessario un solo, indispensabile ingrediente: dei buoni amici.
Regia: Todd Philips
Cast: Bradley Cooper, Ed Helms, Zach Galifianakis, Justin Bartha, Ken Jeong, Mike Tyson, Jamie Chung, Sasha Barrese, Paul Giamatti
Nazione: Usa
Anno: 2011
Durata: 1h 42 min
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