Dal regista della Trilogia dei Pirati dei Caraibi, l'esordio nell'animazione tout court della Industrial Light and Magic di George Lucas. Il risultato? Un film d’azione e “di pensiero” che fa centro al primo colpo.
Per la Pixar potrebbe essere una cattiva notizia: dopo quattro anni di assoluto dominio, e un bilancio che parla di sei premi Oscar vinti nelle dieci edizioni del premio, nel 2012 la casa di produzione di Toy Story, Nemo e Cars dovrà guardarsi da un nemico in più, Rango di Gore Verbinsky, che promette di dare battaglia per la statuetta di miglior film di animazione. E, per farlo, punta su uno stile e su un tono piuttosto inusuali per le grandi produzioni che hanno scelto la via del cartone animato in questo scorcio di terzo millennio. Per una volta, infatti, non è il cinismo a farla da padrone (come spesso nella saga di Shrek, già premiata nel 2002 e giunta “in finale” nel 2005), nè l’umorismo un po’ demenziale di Madagascar o de L’Era Glaciale. Perché Rango è, al tempo stesso, un piccolo gioiellino di cinema d’azione e una robusta quanto lieve riflessione sull’arte, sul significato dell’eroismo e sul rapporto tra finzione e realtà.
L’EROE CAMALEONTICO - Rango, camaleonte dalle velleità artistiche (ama mettere in scena piece autoprodotte sul palcoscenico della propria vaschetta, circondandosi di un cast composto da una palma finta, un insetto morto e una bambola senza testa, senza un braccio e senza gambe) si ritrova di colpo sbalzato fuori dall’auto su cui stava viaggiando insieme ai suoi padroni. Il problema principale è che ciò avviene nel pieno deserto del Mojave, al confine tra USA e Messico. Lungi dal perdersi d’animo, dopo un’iniziale comprensibile smarrimento, il nostro (non ancora) eroe si mette in viaggio alla ricerca dell’acqua. Quando arriva nella cittadina di Dust, popolata da animali antropomorfi che sembrano vivere ancora nell’epoca del vecchio west, capisce di essere finito nel bel mezzo di una Storia con la S maiuscola (sebbene meno aulica di quelle che lui amava mettere in scena nella sua vita precedente). E di colpo si trasforma in una versione rettile del Clint Eastwood di Sergio Leone, incaricandosi - più o meno a cuor leggero - di fare piazza pulita dei cattivi che spadroneggiano in città e di chiarire il mistero dell’acqua scomparsa.
PER GRANDI E PICCINI? - Rango, ma lo stesso vale per molti dei cartoni animati passati al cinema in questi anni, non è un film (solo) per bambini. Un po’ perché anche le scene più comiche hanno un quel tocco di surreale che spiazza facilmente gli spettatori più piccoli, un po’ perché affronta tematiche adulte imbastendo una meta-storia fatta della rielaborazione dei miti della Frontiera e delle opere cinematografiche che l’hanno raccontata. I riferimenti cinefili ai film di Sergio Leone, ma anche al Chinatown di Polanski e a quel western (almeno, nel senso geografico del termine) moderno che è Paura e Delirio a Las Vegas - il Rango cui, nella versione originale, presta la voce Johnny Depp viene dritto dritto da lì - lo dimostrano.
SCONTRO AL VERTICE - Una parola - anzi qualcosa in più - va spesa per il lavoro dei creativi della Industrial Light and Magic, la società di effetti speciali voluta da George Lucas nel ’77 per lavorare a Star Wars. Il risultato ottenuto con i personaggi, le ambientazioni e in generale l’animazione del film ha qualcosa di prodigioso. I particolari sono definiti nei minimi dettagli, e la profondità delle immagini non ha nulla da invidiare alle più recenti produzioni in 3D (cosa che Rango, peraltro, non è). Non c’è da stupirsi che proprio da una cellula della Industrial Light and Magic sia nata, tanti anni fa, la Pixar. Ora, proprio come un competitivo quanto benevolo Darth Vader, la casa madre sembra tornata in scena per dire alla factory di John Lasseter e Steve Jobs: “Io sono tuo padre. E sono qui per darti filo da torcere”. Gli spettatori, sentitamente, ringraziano.
Regia: Gore Verbinsky
Cast: Johnny Depp, Isla Fisher, Abigail Breslin, Ned Beatty, Alfred Molina
Nazione: USA
Anno: 2011
Genere: Azione
Durata: 107 min.
Uscita: 11/03/2011
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