L’Auditorium San Fedele di Milano ha inaugurato lunedì 21 marzo, con la proiezione in anteprima italiana della commedia cinese diretta da Zhang Yimou A Woman, a gun and a noodle shop, la ventunesima edizione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, l’unico festival italiano dedicato all’esplorazione cinematografica delle realtà e delle culture dei tre continenti. Con un particolare tributo al Nord Africa e uno sguardo alla Cina, il Festival si apre quest’anno anche al genere comico.
Fino al prossimo 27 marzo, tre giurie di elevata qualità saranno impegnate nella valutazione dei circa settanta titoli cinematografici chiamati a contendersi i nove premi speciali, erogati in forma pecuniaria, del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina. Realtà di vita e di produzione artistica, quelle promosse e valorizzate dal Festival, di cui – come nelle parole espresse in Conferenza Stampa dal Responsabile Cinema Cesare Vergati – si conosce in Italia e in Europa «solo la superficie»: l’evento, che secondo Novo Umberto Maerna (Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Provincia di Milano) conferma «la vocazione internazionale e cosmopolita» del capoluogo lombardo, continua a perseguire il suo decennale intento strategico di confronto, dialogo e tessitura culturale tra l’Italia e il resto del mondo. Accanto all’abituale concorso di lungometraggi Finestre sul mondo, che accoglie alcuni tra i più recenti documentari e film di fiction di produzione africana, asiatica e latinoamericana, il Festival ospita due concorsi riservati esclusivamente al “made in Africa” e numerose sezioni tematiche e attività multidisciplinari volte ad approfondire le forme e i contenuti delle relazioni intercontinentali, con la consueta attenzione a strumenti didattici e pedagogici che permettano, in collaborazione con l’ambiente scolastico e con quello accademico, di perpetuare la proposta culturale del Festival oltre la sua netta delimitazione geografica e temporale.
MONDO ARABO E CINA - In corrispondenza dei moti rivoluzionari in corso in Nord Africa e Vicino Oriente, la Direzione Artistica del Festival ha annunciato la presentazione dell’Evento Speciale intitolato Mondo arabo, segnali di una rivoluzione contagiosa, in seno al quale verranno mostrati video di giovani studenti e documentari girati sull’onda della rivolta da registi locali, prima inibiti dalla censura. La sommossa popolare prosegue così nella creatività multisensoriale del cinema, risvegliando sensibilità e solidarietà spesso represse dai media e dalla velocità degli avvenimenti reali, fino a dar vita a una rivoluzione assoluta che «rinasce dalle ceneri di chi si è bruciato per dar vita a qualcosa di nuovo». Se ormai consueta è, comunque, l’attenzione rivolta ai popoli del Sud del mondo, una nuova protagonista scenografica porta quest’anno il Festival al passo con i tempi: si tratta della Cina, colosso economico in espansione e paese di ambientazione del sopracitato film di apertura del Festival. Il Celeste Impero di una volta, che nella realtà sta esercitando ingente influenza sui processi produttivi africani e mondiali, diviene immaginaria terra da conquistare nel progetto artistico Raiding Africa, realizzato in collaborazione con il Rotterdam International Film Festival. Il progetto, perfetta espressione dello scambio culturale all’interno di un cinema d’autore che è tra le proposte fondamentali del Festival, ha permesso lo sbarco a Pechino di sette registi provenienti da sette diversi paesi africani, affinché ciascuno realizzasse un film con la locale Li Xianting Film School.
E TUTTI RIDONO… - In considerazione del recente sviluppo, in Africa, di un cinema popolare e commerciale, prodotto e distribuito in digitale come ormai da tempo nei paesi occidentali, il Festival dei tre continenti ha quest’anno scelto di valorizzare una sezione tematica che, pur ospitando contributi cinematografici d’autore, valorizza e promuove il genere della commedia, prodotto di entertainment che raggiunge la massa del pubblico cinematografico riscuotendo oggi notevole successo, oltre che in Africa, anche in Asia e in America Latina. La sezione parallela E tutti ridono…, composta da graffianti commedie selezionate con la collaborazione di Gino e Michele – fondatori e comici di Zelig, intende mediare propositi di acuta analisi e catarsi sociale con il valore artistico del riso, dell’ironia, della distensione e dello humour; la commedia è stata però presentata anche come occasione per portare sui nostri schermi «un’immagine non stereotipata» dei paesi africani, asiatici e latinoamericani: un’immagine di popoli «che ridono e che si divertono». Ne sono esempi film campioni d’incasso come l’indiano Tere Bin Laden, il panamese Chance e, di nuovo, la proiezione di apertura A woman, a gun and a noodle shop, brillante e vivace commedia che intreccia il tema dell’emancipazione femminile dalla soggiogazione coniugale all’ingresso di una nuova, rivoluzionaria arma, la pistola, in un antico e tradizionale villaggio cinese.
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