V
incitore del Premio del Pubblico alla 57^ Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia del 2010, Beyond segna l'esordio alla regia della grande attrice svedese Pernilla August. Un'intensa interpretazione della pluripremiata Noomi Rapace, conosciuta al pubblico internazionale grazie alla trasposizione cinematografica della Trilogia Millennium di Stieg Larsson, aggiunge valore a questa drammatica riflessione sul passato e sulla difficoltà nel superare le ferite che esso infligge.
Vincitore del Premio del Pubblico alla 57^ Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia del 2010, Beyond segna l'esordio alla regia della grande attrice svedese Pernilla August. Un'intensa interpretazione della pluripremiata Noomi Rapace, conosciuta al pubblico internazionale grazie alla trasposizione cinematografica della Trilogia Millennium di Stieg Larsson, aggiunge valore a questa drammatica riflessione sul passato e sulla difficoltà nel superare le ferite che esso infligge.
Leena, interpretata da Noomi Rapace, ha una vita felice con un marito che la ama e due splendide bambine. Una mattina però, questo sereno quadro familiare viene scombussolato da una telefonata dall'ospedale: la madre di Leena, malata terminale, chiede di vederla per un'ultima volta. Questa chiamata inaspettata è come una coltellata al cuore della protagonista: per tutta la vita, infatti, Leena ha cercato di cancellare i ricordi della famiglia d'origine. La sua prima reazione è dunque il rifiuto. Leena riattacca il telefono. E' il marito Johan (Ola Rapace) a trascinarla contro voglia all'ospedale. Il lungo viaggio in macchina, di notte, sotto la pioggia battente, è vissuto da Lena come un incubo in cui riaffiorano i ricordi di un'infanzia travagliata, in una famiglia di finlandesi emigrati in Svezia in cerca di lavoro, con due genitori affettuosi, ma afflitti dal problema dell'alcool.
Quando arriva all'ospedale e vede la madre giacere in fin di vita, completamente sfatta dalla malattia e dagli abusi di fumo e alcool, Lena alza nuovamente le barricate contro il passato. Prima finge di non riconoscerla, poi parla a monosillabi, vuole scappare via. E' ancora una volta il marito a costringerla a restare, ad ascoltare la madre e a promettere di accogliere le sue richieste: buttare la spazzatura e recuperare le fedi nuziali sue e di suo padre.
Leena si vede allora costretta a tornare all'appartamento dove ha vissuto da piccola. Varcata la soglia della vecchia casa, vedendo tutti i mobili e gli oggetti dell'infanzia, le ferite che Leena ha cercato di rimarginare si riaprono dolorosamente. Emerge quindi il ricordo del trasloco, dei primi giorni felici della famiglia, della passione per il nuoto e delle parole dei genitori che la spingevano a fare del suo meglio, a lavorare sodo per primeggiare e rendere onore al suo sangue finlandese. Mentre mette ordine, lava i piatti e spolvera le mensole con precisione quasi compulsiva, Leena ricorda il mostro dell'alcool che pian piano si rimpossessava di entrambi i genitori, rivive le violenze domestiche, la sporcizia, il degrado, la responsabilità di curare il fratellino che per i traumi subiti non parlava più. Ormai avvinta dalla sofferenza del ricordo, Leena sente così l'esigenza di tornare all'ospedale per un ultimo, dolorosissimo incontro con la madre.
L'IMPOSSIBLITA' DI DIMENTICARE IL PASSATO- Tratto dal bestseller Svinalagorna della scrittrice svedese-finlandese Susanna Alakaski, Beyond è un film sull'impossibilità di cancellare il passato, anche quello più doloroso. Per quanto Leena abbia fatto di tutto per dimenticare la sofferenza e gli orrori dell'infanzia, il passato le si ripresenta davanti in tutta la sua sconvolgente realtà e la costringe ad affrontarlo nella madre morente. Una sapiente regia ha saputo rendere l'inevitabilità del confronto con il ricordo dell'infanzia attraverso alcuni tratti che caratterizzano la protagonista: se la Leena bambina (Tehilla Blad) era una campionessa di nuoto, ora l'adulta, sconvolta dalla telefonata dall'ospedale, si precipita in piscina per schiarirsi le idee; la precisione maniacale nel pulire e mettere ordine che la Leena adulta manifesta si ritrova anche nella bambina che aiutava la mamma a fare le pulizie o che riassettava la casa dopo le nottate di bagordi dei genitori. Segno, questo, che le ferite del passato non si possono dimenticare, ma fanno parte di noi e devono essere curate per potersi rimarginare una volta per tutte.
Nello scrivere Beyond l'intenzione di Pernilla August è stata quella di mostrare come si possa vivere nella menzogna. Leena ha infatti sepolto una parte di sé, la storia della sua infanzia, occultandola non solo a se stessa, ma anche alle persone che ama. Disorientato di fronte alla sofferenza della moglie che non riesce a capire perché non conosce, il marito di Leena a un certo punto arriva a dirle: “Non so più chi sei”.
IL DRAMMA DEI RICORDI- L'infanzia riemerge nella memoria di Leena attraverso una serie di immagini caratterizzate da un progressivo aumento della tensione emotiva, che raggiunge l'apice alla fine, nel corso dell'ultimo drammatico incontro con la madre. È qui che trova spiegazione la morte del fratellino di Leena, interrogativo che rimane dolorosamente in sospeso per tutta la durata del film, quasi che la protagonista non abbia il coraggio di ricordarlo. Questo silenzio, questa risposta conosciuta, ma non svelata, contribuisce a rendere ancora più cupe e torbide le immagini dell'infanzia.
E proprio in virtù della sua progressione drammatica, in Beyond la dimensione del passato assume le tinte della tragedia teatrale, tanto che la stessa regista ha accostato il proprio lavoro a un dramma di Ibsen. Tipica della tragedia è anche la sezione conclusiva del film, uno scioglimento che ha il sapore di un amara e dolorosa riconciliazione con il passato, una riconciliazione che non cancella la sofferenza, ma supera il dolore.
Regia: Pernilla August
Cast: Noomi Rapace, Ola Rapace, Outi Maenpaa, Ville Virtanen, Tehilla Blad
Nazione: Svezia
Anno: 2010
Durata: 95 minuti
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