Lo scorso 14 febbraio, l’Associazione Amici di Vittorio De Sica ha proiettato all’Apollospazio Cinema del capoluogo lombardo la pellicola restaurata in digitale di Miracolo a Milano, film realizzato da De Sica nel 1951 e male accolto, in Italia, al vaglio critico del tempo. Sessant’anni dopo la prima milanese del gioiello del regista nostrano, la tecnologia digitale presta il proprio contributo a un ammirevole progetto culturale volto a preservare e tramandare la memoria e l’opera di uno dei più illustri cineasti di sempre, ma anche a promuovere e valorizzare l’identità e il patrimonio artistico della città meneghina.
Il proposito di restauro digitale della pellicola originale di Miracolo a Milano nasce in seno a un progetto sostenuto dall’Associazione Amici di Vittorio De Sica sin dal 1995, a un anno dalla nascita dell’Associazione stessa, che in quella prima occasione si occupò del restauro di Umberto D., seguito, due anni dopo, da Ladri di biciclette – successivamente restaurato in digitale nel 2008. Tra il 1999 e il 2005 fu la volta de Il tetto, di Lohengrin di Nunzio Malasomma con Vittorio De Sica interprete, de L’oro di Napoli e dell’ultimo capolavoro desichiano Il Giardino dei Finzi Contini. Dopo un primo restauro del 1997, Miracolo a Milano è stato oggi definitivamente restaurato – dopo due mesi di lavoro tecnico e grazie al finanziamento di SEA Aeroporti di Milano, la società di gestione aeroportuale degli scali di Linate e Malpensa – tramite il trasferimento dei singoli fotogrammi del negativo, sottoposto a previe operazioni di pulizia, su un supporto digitale che ha permesso di eliminare dalla pellicola graffi e righe, secondo un procedimento che, come nelle dichiarazioni di Manuel De Sica, Presidente dell’Associazione Amici di Vittorio De Sica, non intende “cancellare tracce del processo di produzione” e dei difetti tecnici annessi, ma “riportare il film alla qualità e al tono originali”. Anche le musiche di Alessandro Cicognini, collaboratore di Vittorio De Sica fino al prematuro ritiro, sono state sottoposte a un’operazione di pulizia digitale.
L’INCONTRO STAMPA - Dopo la proiezione del film, la Terrazza Martini di piazza Diaz, nel cuore di Milano, ha aperto il proprio spazio panoramico all’incontro stampa tra i fratelli Emi e Manuel De Sica e Giuseppe Bonomi, Presidente di SEA Aeroporti di Milano. L’incontro, mediato da Maurizio Porro, ha unito rivelazioni, nostalgiche testimonianze e compiaciuti commenti intorno alla storia di un film definito da Manuel “di cruciale importanza nella filmografia italiana e mondiale di sempre”. Miracolo a Milano, che avrebbe dovuto intitolarsi I poveri disturbano, è stato ricordato come magistrale omaggio di Vittorio De Sica all’immaginario letterario di Cesare Zavattini, autore del romanzo Totò il buono da cui il film è tratto: una feroce satira sociale, quella di De Sica, che racconta il dramma della povertà all’interno di una magica cornice fiabesca. Eppure, nella sua straordinaria miscela di bontà e ironia, Miracolo a Milano non venne accolto con entusiasmo dal pubblico e dalla critica italiana degli anni Cinquanta, che non seppe coglierne l’intensità drammatica delle pietre miliari del neorealismo italiano e considerò il film una sorta di “resa incondizionata” del regista rispetto alla lotta politica precedentemente avviata. A infastidire, forse, o comunque a stupire progressisti e conservatori, fu certamente la scelta di un casting composto dalle più umili frange della società milanese: barboni provenienti da una casa di riposo furono gli interpreti non professionisti, come nella migliore tradizione neorealista, dell’opera corale di Vittorio De Sica. Nel mostrarsi soddisfatti del restauro, Emi e Manuel hanno infine espresso un fiducioso auspicio sullo studio e sulla tutela del cinema, prima che nelle università, già nelle scuole superiori, che dovrebbero educarsi – oltre che educare – alla ricezione delle creazioni cinematografiche nel momento in cui queste entrano a occupare posti d’onore nella Storia culturale del Paese che le ha generate.
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