Con Rabbit Hole, Nicole Kidman, la bionda attrice hawaiana (ma australiana di origine) candidata all'Oscar, torna nelle vesti di interprete e per la prima volta di produttrice in una pellicola low budget. Per raccontare la storia di Becca e Howie Corbett, benestante coppia del Queens che affronta la dolorosa perdita dell'unico, piccolo figlio, coinvolto in un fatale incidente. Dopo il quale tutto appare surreale e Becca, come Alice caduta nella tana del Bianconiglio, si sente catapultata in un mondo popolato di bizzarri personaggi. Adattamento per il grande schermo dell'omonima pièce teatrale di David Lindsay-Abbey (che gli è valso il Premio Pulitzer), il film ha visto alla regia John Cameron Mitchell, versatile cineasta autore di commedie trasgressive come Hedwig – La diva con qualcosa in più e Shortbus.
Il tranquilllo e sicuro universo della famiglia Corbett è sconvolto dalla perdita del figlioletto, investito incidentalmente, mentre rincorreva il cane in giardino, da Jason (Miles Teller) un timido adolescente. Nella nuova realtà niente è più come prima ma rimangono alcuni legami che tengono ancora insieme i fili dell'esistenza e che fungono da ancora di salvezza. Legami che appaiono bizzarri e assurdi ma che permettono di rimanere attaccati alla vita. Becca e Howie (Aaron Eckhart, qui in una commovente interpretazione) mostrano i due opposti emotivi polari: la prima si ripiega su se stessa e il secondo, più estroverso, si aggrappa alle amicizie, cercando da un lato di rivitalizzare il suo matrimonio e dall'altro consolazione in possibili flirt. Ma anche l'esistenza di Jason è sconvolta dal senso di colpa che lo paralizza. Timido ma determinato il ragazzino cerca disperatamente il perdono dei Corbett e riesce a stabilire un contatto con Becca, che spera di trovare in questo legame, esattamente come lui, un modo per continuare a vivere. Appassionato disegnatore di fumetti, riversa in una graphic novel sugli universi paralleli la disperata ricerca di senso e tra i due si sprigiona un'inaspettata affinità.
BIZZARRI MA PROVVIDENZIALI - Centrali appaiono anche i ruoli di altri personaggi che fanno da sfondo alla vicenda, come la stravagante Izzy (Tammy Blanchard) alle prese con un'inaspetata gravidanza e Nat (Dianne Wiest), rispettivamente sorella e madre di Becca. La quale, pur nella disperazione, deve affrontare i conflitti con l'irrequieta sorella e la nevrotica madre che vorrebbe aiutarla. Tutto quello che esce dalla sua bocca suona sbagliato, ciò nonostante riesce in qualche modo a dare a Becca la forza per andare avanti. Ha affermato Tammy Blanchard che Becca "è un personaggio estremamente reale, è un'Alice nel Paese delle Meraviglie in carne ed ossa che finisce in un luogo oscuro e incontra personaggi che credeva di conoscere, ma che ora hanno un aspetto completamente diverso, eppure in qualche modo riescono a riportarla a casa" e che la forza della storia "è racchiusa nella comprensione senza veli di come le famiglie possano contribuire alla propria dissoluzione, ma anche aiutarsi reciprocamente."
"SCRIVI QUEL CHE TI FA PAURA" - L'omonima pièce teatrale di Lindsay–Abaire è andata in scena per la prima volta nel 2006 a New York riscuotendo, oltre che un gran successo di pubblico, ottime critiche e vincendo il Premio Pulitzer. David Lindsay–Abaire è un giovane drammaturgo la cui notorietà è legata a commedie demenziali come Fuddy Meers e Kimberley Akimbo. I critici sono rimasti colpiti dall'approccio scarno e venato di humor a temi delicati come l'amore, il lutto, il matrimonio, i rapporti familiari, spesso affrontati con sentimentalismo. La Kidman ha espresso il desiderio di portare sullo schermo storie difficili da rappresentare e ha raccontato di essere rimasta catturata dalla vicenda di una coppia che, di fronte alla tragedia, reagisce in modo diverso. L'ispirazione per Rabbit Hole nacque per Lindsay-Abaire da un suggerimento di una sua insegnante della Julliard School, Marsha Norman, che invitava i suoi allievi a scrivere ciò che li spaventava di più. Un suggerimento che l'autore comprese profondamente solo dopo la nascita del figlio e che divenne il seme di Rabbit Hole. Di fronte alla nuova prospettiva di esplorare i suoi personaggi da un punto di vista cinematografico, lo scrittore si è trovato davanti a una nuova sfida, cercando di mantenere i dialoghi e di trasferire il senso umoristico e dell'assurdo che caratterizzava la pièce teatrale. Per tradurre la storia in linguaggio cinematografico, sviluppandone tutto il potenziale, la regia è stata affidata a John Cameron Mitchell, autore di precedenti lavori dal tono trasgressivo, come Hedwig – La diva con qualcosa in più e Shortbus. Rabbit Hole ha rappresentato per Mitchell una svolta radicale pur conservando molto in comune con i suoi due film precedenti, caratterizzati da una comicità più esplicita. "Sono sempre stato attratto da personaggi che cercano dei legami, che non vogliono restare soli e dai personaggi che vogliono scalfire i propri muri interiori. Tutti i miei film narrano di gente che ceerca quel bagliore di luce in fondo al tunnel. Ciascuno lo fa in modo estremamente diverso, ma è come se avessero la stessa anima", ha dichiarato Mitchell. Costruito in modo da sembrare un thriller che depista lo spettatore, il film svela lentamente tutti gli aspetti della vicenda. Significativa la scenografia perché l'interno della casa dei Corbett, che rispecchia il loro mondo interiore, è sempre più freddo è tagliente in contrasto con l'esterno (la vita che continua) che appare invece sempre con toni caldi. Interessante per la fotografia, le scelte stilistiche e scenografiche, il film tuttavia lascia qualche dubbio per l'interpretazione della Kidman che appare caratterizzata dalla gelida punta di follia di altri suoi personaggi (vedi Fur – Un ritratto immaginario di Dianne Arbus, di Steven Shainberg, 2006). Convince molto di più l'interpretazione misurata di Aaron Eckhart, ricca di sfumature e di espressività, e dell'esordiente Miles Teller, un volto curioso che facilmente rivedremo sul grande schermo.
Rabbit Hole
Regia: John Cameron Mitchell
Cast: Nicole Kidman, Aaron Eckhart, Dianne Wiest, Tammy Blanchard, Miles Teller
Nazione: USA
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 90 min.
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