Natura e tecnologia tornano a scontrarsi sul grande schermo.
Questa volta, però - pur sotto l'egida del regista di Terminator, Titanic e Avatar - il risultato è un kolossal che non riesce a lasciare il segno, perdendosi in un piacevole quanto superfluo sfoggio di immagini in 3D.
Nelle viscere della Terra, in una delle zone più isolate della Nuova Guinea, un pugno di uomini lotta per sopravvivere alla natura. Sono cinque speleologi subacquei sopravvissuti alla tempesta che ha allagato le grotte in cui conducevano la loro esplorazione e, ora che la via d’ingresso al sottosuolo è sbarrata, dovranno trovare un altro passaggio. Nella loro ricerca faranno i conti con i pericoli di un ambiente ostile ma anche con quelli insiti nella natura umana.
OMAGGI - Raccontato così, potrebbe sembrare un omaggio. Proprio nel weekend successivo al 183esimo “compleanno” di Jules Verne esce nelle sale italiane Sanctum 3D, film che avrebbe fatto la gioia dello scrittore di Nantes. Grotte inesplorate che si inabissano nel sottosuolo; immense masse d’acqua che nascondono pericoli e meraviglie; esploratori spinti dalla passione, dalla curiosità, dal fuoco della scoperta che affrontano mille insidie e, con esse, i conflitti generazionali che li separano. Sconfiggendo le prime, sopravvivranno; superando i secondi, diventeranno definitivamente uomini. Del resto, il lancio della pellicola puntava molto - se non tutto - sul nome di un produttore esecutivo d'eccezione: quello di James Cameron, uno che di avventura se ne intende. E a ben vedere, nel racconto trovano spazio quasi tutte le sue ambientazioni e i suoi temi-feticcio: le profondità assassine, lo scontro per la sopravvivenza anche a scapito dei propri compagni, lo sfoggio di tecnologie avveneristiche dentro e attorno al film (le telecamere utilizzate sono le stesse di Avatar). Peccato che il risultato non sia all'altezza delle aspettative.
I PUNTI DEBOLI - La pecca maggiore del film risiede nella piattezza della trama, almeno da un certo punto in poi. Una volta che i cinque hanno compreso come l'unica speranza di sopravvivere passi per la scoperta di una via di fuga tanto sconosciuta quanto ipotetica (e questo accade all'incirca a un terzo del film, quando comunque la tensione è ancora accettabile), la sceneggiatura di colpo rinuncia a ogni variazione, si trasforma in un compitino e tale rimane fino alla conclusione, per giunta piuttosto affrettata. Nè del resto contribuiscono allo sviluppo dei personaggi le prove di recitazione offerte dal cast, in cui i nomi più noti sono probabilmente quelli di Richard Roxburgh (Van Helsing, Mission Impossible II, Moulin Rouge) e di Ioan Gruffudd (già mediocre Reed Richards nei due film dedicati ai Fantastici Quattro). Mentre la bellona di turno, Alice Parkinson, si è fatta notare per il valido Nel Paese delle creature selvagge - in cui però era irriconoscibile per via del bellissimo quanto ingombrante look del personaggio - gli altri interpreti non sono più celebri del regista, il quasi esordiente australiano Alister Grierson. E' probabilmente l'inesperienza di quest'ultimo - che non gli causa comunque una bocciatura completa - a trasformare definitivamente Sanctum in un'occasione perduta. O in un semplice riempitivo cinematografico, buono per una serata priva di vere alternative.
Sanctum 3D
Regia: Alister Grierson
Cast:Richard Roxburgh, Rhys Wakefield,
Ioan Gruffudd, Alice Parkinson
Nazione: USA, Australia
Anno: 2010
Genere: Azione
Durata: 109'
Uscita: 11/02/2011
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |