Una delle pagine più delicate della storia recente, inglese ma non solo, raccontata attraverso le vicende di quello che sarebbe diventato Re Giorgio VI di Inghilterra. Un ottimo Colin Firth, candidato all'oscar come migliore attore protagonista, fornisce corpo e voce a un personaggio complesso, in un film che mescola abilmente la grande storia e le piccole debolezze degli uomini
Bertie è un uomo di mezza età con una moglie devota e due bellissime figlie. Una vita familiare felice che lo distrae da quello che da sempre è il suo più grande problema: la balbuzie. Fatale per chi, come lui, deve comparire in pubblico e parlare. Perché Bertie non è un uomo qualsiasi: è il duca di York, secondogenito di Giorgio V d’Inghilterra, destinato a diventare a sua volta re. Una posizione che esalta le sue difficoltà verbali, rese ancora più evidenti dall’invenzione che in quegli stessi anni stava cambiando le modalità di comunicazione: la radio. Uno strumento potente, con il quale il Re per la prima volta poteva rivolgersi direttamente al suo popolo. Una vera e propria rivoluzione, un problema di non poco conto per chi non riesce a parlare liberamente. La balbuzie e tutti gli sforzi per vincerla sono il filo conduttore scelto per raccontare questa storia, che ripercorre gli eventi che portano all’ascesa al trono di Bertie, che diventerà Re Giorgio VI dopo l'imprevedibile abdicazione di suo fratello maggiore Edward, che rinuncia alla corona per amore di una donna che non poteva sposare mantenendo il suo rango: la due volte divorziata miliardaria americana Wallis Simpson. È in un contesto difficile che Bertie si trova a reggere i destini della più antica monarchia del mondo, con circa il 25% della popolazione mondiale sotto il suo scettro: in Europa si palesa la minaccia nazista e l’Inghilterra deve di nuovo prepararsi alla guerra. Quello di cui gli inglesi hanno bisogno è una guida, un Re a cui guardare con fiducia. Una figura che trovano, inaspettatamente, nell’ex duca di York.
LA TRAMA – Il discorso cui si riferisce il titolo è quello che Giorgio VI rivolge ai suoi sudditi per annunciare l’entrata in guerra dell’Inghilterra contro la Germania. Nove minuti di trasmissione radiofonica che segnano il culmine di questa vicenda di grande umanità. Prima di questo appuntamento con la storia, infatti, a dipanarsi sullo schermo è innanzitutto la vita di un uomo che affronta il ruolo che il destino gli ha riservato e cerca il suo posto nel mondo, una ricerca che passa anche attraverso il rapporto con suo padre e con suo fratello, di cui di cui subisce il carisma fino al ribaltamento dei ruoli, quando il brillante ma fragile Edoardo lascia il trono e il fardello della corona al suo fratello minore. Ma il vero fulcro della pellicola è il rapporto che il futuro re instaura con Lionel Logue, lo specialista in Logopedia che lo aiuterà a risolvere i suoi problemi. Il continuo scambio tra i due mostra il progressivo cambiamento del personaggio e assicura ritmo ad un film che sa mescolare ispirazione alla grandezza con momenti di autentica e salace ironia in grado di intrattenere lo spettatore. Di impatto la scelta di chiudere il film come lo si apre: con un discorso alla radio. Il passaggio dal primo, disastroso, tentativo dell’ancora duca di York alla grande dichiarazione di re Giorgio VI è forse il miglior metro per giudicare la maturazione di Bertie. La radio, vera attrice co-protagonista del film, diventa così il metro su cui valutare la crescita dell’uomo.
IL FILM – Per la regia di Tom Hooper (“Il Maledetto United”; “John Adams”) il film si presenta nelle sale dopo aver già ricevuto importanti riscontri: vincitore del Premio del pubblico al Toronto International Film Festival, di 5 British Independent film Awards 2010, ha ottenuto 7 candidature ai Golden Globe (e una statuetta a Colin Firth come miglior attore drammatico), oltre a 12 candidature ai premi oscar 2011. Basato sulla vera storia di Re Giorgio VI, il discorso del re mette un cast di assoluto livello al servizio di una storia ben scritta, tracciando un ritratto non banale di una importante pagina di storia.
Il Discorso del re, dal 28 gennaio prossimo, nei cinema.
Regia: Tom Hooper
Cast: Colin Firth Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter, Guy Pearce, Jennifer Ehle,
Derek Jacobi, Michael Gambon, Timothy Spall, Anthony Andrews
Nazione: Regno Unito, Australia
Anno: 2010
Genere: Storico, drammatico,
Durata: 118 minuti
Uscita: 28 gennaio 2011
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |