
Dopo le vicende della banda della Magliana presentate in Romanzo criminale del 2005, Michele Placido si dedica nuovamente ad un film legato al mondo della malavita. Arriva nelle sale il 21 gennaio il nono lungometraggio del regista pugliese, incentrato sulla controversa figura di Renato Vallanzasca. La pellicola ha tuttavia suscitato molte polemiche in occasione della proiezione durante l’ultima Mostra del Cinema di Venezia, sollevate in particolare dalle associazioni dei familiari delle vittime, che temevano ne scaturisse un’apologia del “bel René”.
Partendo dall’adolescenza per arrivare fino alla sua ultima evasione, il film racconta la storia di Renato Vallanzasca, noto criminale degli anni ’70. La sua precoce propensione al crimine lo porta sin dall’infanzia ad una serie di furtarelli con i compagni di gioventù, che gli costano alcuni anni di carcere minorile. Appena uscito si ritrova con quel gruppo di amici con cui formerà poi la banda Vallanzasca. Con loro darà inizio una serie di crimini sempre più audaci che lo faranno diventare il “boss della Comasina”, fino alla cattura e ai successivi tentativi di evasione. Tentativi, perché come ricorda il film stesso, Vallanzasca è tuttora detenuto e sconta una pena definitiva di 260 anni di carcere (pur usufruendo, dal marzo del 2010, di un permesso per lavorare fuori dal carcere).
UNA LUNGA GESTAZIONE – Il celebre bandito aveva già attirato l’interesse del cinema. Nel 1977 usciva nelle sale La belva col mitra, il cui protagonista era largamente ispirato al fuorilegge milanese, interpretato per l’occasione da Helmut Berger. Il film fu particolarmente apprezzato da Quentin Tarantino, che gli dedicò persino una citazione nel suo Jackie Brown. Nel 1978 era il turno de La banda Vallanzasca, un poliziesco diretto da Mario Bianchi, che però ne sfrutta solo il nome, essendo trama e protagonista scollegati dal “bel René”. Verso la fine degli anni ‘70 è proprio Michele Placido ad “incrociare” il personaggio di Vallanzasca, ma dall’altro lato della cinepresa. Gli viene infatti offerto di interpretare il bandito, ma quel progetto poi non fu mai realizzato. Nel 1998 è il regista Claudio Bonivento ad avere l’idea di dedicare un film a Vallanzasca. Il progetto incontra diverse difficoltà nel suo sviluppo, ma intanto viene individuato in Riccardo Scamarcio il possibile interprete di Renato Vallanzasca. Nel 2007 la direzione passa da Bonivento a Marco Risi e viene stesa la sceneggiatura da Pasquini e Purgatori, ma, quando gli viene sottoposto, RaiCinema respinge il progetto. Il film rischia un nuovo stallo, ma Michele Placido inizia a interessarsi al lungometraggio e ne assume la direzione. Rimaneggia fortemente la precedente versione della sceneggiatura, recluta il nuovo cast e nel gennaio 2010 si possono finalmente iniziare le riprese di Vallanzasca – Gli angeli del male.
IL CAST – È Kim Rossi Stuart, che già aveva un ruolo di rilievo in Romanzo Criminale, ad interpretare il “bel René”. L’attore ha incontrato in più occasioni il criminale milanese per prenderne gestualità e accento e il risultato che restituisce durante la pellicola è davvero ottimo. Bisogna inoltre sottolineare che è affiancato da altri attori di rilievo, che pure offrono una buona prova. Tra questi è forse Filippo Timi il migliore, sebbene a tratti esasperi eccessivamente le nevrosi del proprio personaggio. Il cast conta anche delle presenze internazionali, ovvero Moritz Bleibtreu, visto di recente in Soul kitchen, e la spagnola Paz Vega. La buona colonna sonora merita una menzione particolare, includendo musiche originali del popolare gruppo dei Negramaro.
THRILLER, NON RICOSTRUZIONE - Michele Placido era intenzionato ad offrire uno sguardo asettico sulla vita di Renato Vallanzasca, ma quello che ne esce è un ritratto sommariamente positivo del boss della Comasina. Non sono presenti giudizi di merito nel film, ma la prospettiva con cui viene presentato il fuorilegge milanese lo circonda di un fascino a cui è difficile resistere. La bella presenza e la brillante interpretazione di Kim Rossi Stuart contribuiscono ulteriormente a caricare di carisma il personaggio. Tuttavia, se si accantona la “questione morale”, il film convince. Il ritmo imposto da regia e sceneggiatura (a cui ha collaborato attivamente anche Stuart) è incalzante e rimane sostenuto per quasi tutte le due ore della pellicola. Il risultato è un avvincente thriller drammatico, lontano dalle pretese di un documentario storico, che piacerà sicuramente a chi ha già apprezzato Romanzo criminale.
Regia: Michele Placido
Cast: Kim Rossi Stuart, Valeria Solarino, Filippo Timi,
Moritz Bleibtreu, Francesco Scianna, Paz Vega
Nazione: Italia
Anno: 2010
Durata: 125 minuti
Uscita nelle sale italiane: 21 gennaio
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