
Dallo scorso dicembre il movimento mediatico, nato per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha raccolto consensi in tutta Italia, diffondendosi ben presto anche in Europa. Di recente, anche alla luce dei crescenti consensi catturati, la mobilitazione ha conquistato anche Facebook: sono migliaia i naviganti attivi che postano messaggi, suggerimenti, opinioni...
IL FIOCCO VIOLA – Il 5 dicembre del 2009 la rete ha partorito un nuovo movimento: è nato il Popolo Viola. Quel giorno, a Roma, in piazza San Giovanni, si è svolto il “No B Day”, il cui intento era esprimere il proprio dissenso rispetto alla linea politica perseguita dal premier Silvio Berlusconi. L’idea della giornata contro il presidente del Consiglio è nata dalla mente del blogger San Precario in seguito all’apertura di una pagina di discussione per commentare l’attualità politica del tempo. L’argomento “caldo” era rappresentato dalla dichiarazione di incostituzionalità del Lodo Alfano che, in caso d’approvazione, avrebbe permesso a Silvio Berlusconi di non essere processato finché fosse stato a capo del Consiglio dei Ministri. Attraverso la raccolta di adesioni, effettuata su Facebook, i contestatori, che hanno adottato il colore “viola” perché non è mai stato scelto da nessuna formazione politica, hanno chiesto il sollevamento dall’incarico del capo del Popolo della Libertà. Il proclama pubblicato dai blogger e sottoscritto da molti degli utenti recitava, nei suoi tratti più salienti: “A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto "Fair Play" di alcuni settori dell'opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera che definisce la nostra "una dittatura"- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell'ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento”. E ancora: “Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell'Utri”. In calce poi la richiesta del Popolo Viola: “Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte”.
LE BATTAGLIE DEMOCRATICHE - L’evento pacifico, autopromosso dagli utenti del social network, ha avuto un grande successo e ha registrato un’altissima affluenza di pubblico, benché ancora oggi i dati forniti da autorità e organizzatori differiscano significativamente. Il risultato positivo ha dato vita ad oltre centocinquanta gruppi che hanno portato avanti le istanze del movimento in Italia ed all’Estero. I Viola, oltre a manifestare contro il Governo, hanno permesso al popolo della sinistra di riunirsi sotto un ideale comune che ha ben presto dato vita a nuovi momenti d’incontro. E’ importante però sottolineare che l’intento del Popolo Viola non è quello di fondare un nuovo partito, bensì la volontà di strutturare un progetto che consenta il rinnovamento del Paese attraverso la partecipazione democratica. Nonostante il sostegno più o meno esplicito di alcuni esponenti politici come L’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro (a favore del movimento) o il Partito Democratico di Pierluigi Bersani (contro, in quanto ritiene che “le manifestazioni comuni si decidono insieme. Faremo presto iniziative comuni. Ma intanto c'è un sacco di lavoro da smaltire in parlamento. Faremo lì la nostra battaglia, e non è detto che sia una sconfitta. Faccio appello ai parlamentari del centrodestra, e non dispero che qualcuno non cominci a cambiare idea”), il Popolo Viola è sceso in piazza in molte altre occasioni, a sostegno di cause cruciali come quella sulla libertà di stampa.
NO AL BAVAGLIO – L’ultima battaglia intrapresa da quella che è stata a più voci definita “l’onda viola” è quella contro il disegno di legge sulle intercettazioni, la cosiddetta “legge bavaglio”. A fianco dei Viola sono scesi in campo in numerose città come Roma, Milano, Torino, Bari, Palermo, Londra e Parigi, la Federazione Nazionale della Stampa (FNSI), Cgil, Articolo 21 e molti partiti appartenenti all’opposizione, oltre a numerosi sindacati di polizia che ritengono che il ddl possa bloccare un gran numero di indagini attualmente in corso. Anche in questo caso l’Idv era presente in piazza al fianco dei Viola, rafforzando i sospetti di coloro che vedono dietro alla nascita del movimento i finanziamenti del partito, che l’8 luglio del 2008 aveva promosso un “No Cav day”, volto sempre alla pubblica contestazione di Silvio Berlusconi. L’enorme partecipazione delle piazze, dei blogger, dei media e di molti personaggi considerati “di rottura” come Beppe Grillo, Marco Travaglio o Roberto Saviano contro la “legge bavaglio”, ha fatto slittare eventuali decisioni sul ddl a settembre. Tutto rinviato per ora, dopo che lo stesso premier ha commentato con asprezza: “Quella legge è stata massacrata e sono addirittura tentato di ritirarla". Primo sospiro di sollievo per i manifestanti del Popolo Viola e di Valigia Blu che, contro il comma 29 del decreto di legge ha indetto una raccolta firme (www.valigiablu.it ) che continuerà tutta l’estate, fino alla ripresa dei lavori parlamentari.
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |