
«Con Pisapia, Milano zingaropoli islamica». Ed ancora: «Pisapia prende il caffè coi centri sociali», «Arriveranno due milioni di rom», «con Pisapia Milano diventa cellula di Al Qaeda». Ecco a cosa si sta riducendo questo ballottaggio milanese che a tutti gli effetti è la partita politica del momento.
IL CLIMA DEL BALLOTTAGGIO - Che questo risultato sia diventato «il risultato» è chiaro da tempo, da quando si è capito lo schieramento messo in campo da Berlusconi e compagni per sostenere il sindaco uscente Letizia Moratti. Tuttavia non si può non rimanere, spiacevolmente, sorpresi dal clima instauratosi a Milano. Finti operai del comune che vagano alla ricerca del luogo dove far sorgere la futura moschea, donne preoccupate della sorte dei loro cani (data la voce che se Pisapia dovesse vincere i cani anziani sarebbero fatti fuori). A sentire queste cose, si ha la percezione di essere dentro uno dei vecchi film di Don Camillo e Peppone ambientati però ai nostri giorni e quindi con il linguaggio aggressivo e volgare che caratterizza la politica attuale. La Moratti dal canto suo promette mare e monti. Niente ecopass, dal primo ottobre, una no-tax area per favorire gli investimenti e l’abolizione delle multe. Mostre strategiche vien da pensare e viene anche da ridere di fronte alla definizione che la stessa ha fatto dell’avvocato “terrorista”, definendolo un «avversario da zero tituli».
L’EPISODIO DI VIA OSOPPO -Intanto il caso bomba, indice eclatante del clima assurdo che governa Milano, è scoppiato lo scorso sabato con la presunta aggressione- al mercato di via Osopo - di Franca Rizzi, mamma dell’assessore pidiellino allo sport Alan Rizzi. «Donna aggredita da sostenitore di Pisapia» si è letto dovunque, finchè Shirin Kieayed, testimone diretta di quanto avvenuto, ha dato una spiegazione reale e soprattutto razionale di quello che è stato il fatto. La signora, intervistata da Radio Popolare Milano, ha dichiarato di volersi esporre perché suo dovere.
IL RACCONTO DEL TESTIMONE - «Sono andata al mercato – ha raccontato la testimone ai microfoni di Alessandro Principe - e tornando indietro ho sentito la voce dei sostenitori di Pisapia che gridavano “Pisapia, Pisapia” e c’erano anche i sostenitori della Moratti, ma non riuscivano a sovrastare perché c’erano più persone che gridavano per Pisapia». «In testa a questa folla – ha spiegato la signora - c’era un signore che aveva la voce molto alta e sosteneva Pisapia. Una signora - che poi è quella con cui è nata tutta questa polemica - lo tirava per farlo star zitto, lo strattonava allora lui si è girato e ha risposto però non l’ha attaccata, le ha appoggiato un ginocchio sulla coscia, lei vedendo che lui la toccava si è seduta per terra ed ha iniziato a dire che lui l’aveva aggredita. Le persone dietro, che non hanno visto la scena, hanno iniziato a dire che l’aveva aggredita».
LA PAROLA CHIAVE - Il punto focale di questa testimonianza è il fatto che la signora non «è caduta, ma è si poggiata per terra». E pensare che il premier Berlusconi, in visita la scorsa domenica all’ospedale San Carlo per trovare Franca Rizzi, aveva addirittura parlato di percosse e calci inferte alla vittima. Il premier aveva poi sottolineato il clima di violenza che ha portato a Milano la sinistra specificando come con «Pisapia sindaco, Milano diventerebbe la Stalingrado d’Italia». Colpi bassi insomma. Molto bassi. E mentre il candidato di centro sinistra chiede di moderare i toni e dichiara al questore, Alessandro Marangoni, di «essere preoccupato del clima in città», c’è chi invece, dall’altro lato, alimenta queste situazioni paradossali e queste bassezze che poco centrano con la politica. Maroni annuncia l’esistenza di un filmato che testimonia quanto accaduto al mercato di via Osopo e la Rai prende 258mila euro di multa per «violazione del dovere di equilibrio e completezza di informazione». Berlusconi infatti, non curante delle regole della par condicio, ha fatto piazza pulita su tutti i telegiornali e così lo “spauracchio” di una futura Milano islamica è apparso sul tg1, sul tg2, sul tg4, tg5 e Studio Aperto. Tutti presenti e nessuno escluso. La “chicca”, la ciliegina sulla torta, l’ha messa però la lega. Un video impazza su you Tube. Si tratta di uno spot anti Pisapia in cui un ragazzo ed una signora discutono su quello che potrebbe diventare Milano sotto il governo dell’avvocato di centrosinistra. «Questo Pisapia qua è amico dei nomadi» dice il ragazzo rivolto alla signora che candidamente risponde: «Prima o poi ce li troveremo anche a guidare i tram». Ecco davanti a tutto questo viene solo da chiedersi: perché? E si rimpiangono i vecchi e cari battibecchi tra Peppone e Don Camillo. Alla fine quei due la si rispettavano davvero, mentre noi assistiamo allo scempio di parole come politica e democrazia.
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