Visto dall'Europa: Silvio Berlusconi sulla stampa estera - Prima parte

Giovedì 27 Gennaio 2011 23:22 Silvia Guidali Local - Politica
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Le ultime disavventure del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi hanno avuto una larga eco sulla stampa estera: la perdita di parte dell’immunità giudiziaria (il "legittimo impedimento") e, soprattutto, il caso Ruby, hanno trovato ampio spazio sulle pagine delle principali testate europee. Non tutti hanno trattato l’argomento nello stesso modo però. In questa prima parte, lo sguardo verso l'Italia della stampa di Francia, Regno Unito e Germania

Silvio Berlusconi è un personaggio che fa notizia, tanto in Italia che fuori, sia per il ruolo che ricopre che per le sue vicende personali. In questo ultimo periodo, in particolare, non sono mancati gli argomenti di interesse per la stampa: analizzando il tenore degli articoli apparsi fino allo scorso 21 gennaio sulle principali testate europee, si assiste ad una sorta di escalation mediatica, parallela all’evoluzione della vicenda a partire  della consegna al Parlamento, da parte della Procura di Milano, di un dossier pieno di dettagli piccanti e scabrosi. L'atteggiamento verso questi fatti, tuttavia, varia da paese a paese: in Francia si seguono con attenzione gli sviluppi e le possibili conseguenze politiche, in Gran Bretagna le reazioni hanno toni più pacati mentre, in Germania, è l’ironia a farla da padrone.

FRANCIA - Il primo articolo su queste vicende risale al 14 gennaio scorso, quando l’edizione on-line di Le Monde informa dell’avvio di un’inchiesta giudiziaria su Silvio Berlusconi per un caso di prostituzione. Elaborando le informazioni riportate da “Il Corriere della Sera” e le agenzie, il quotidiano sottolinea in particolare l’atteggiamento “offensivo” del Cavaliere, deciso nell’affermare che la messa in causa di parte della sua immunità da parte della Corte Costituzionale  ‹‹non colpirebbe il funzionamento del governo e non condurrebbe a elezioni anticipate››, anche se egli si trova indagato in un nuovo caso giudiziario. Il 18 gennaio, sull’onda delle indiscrezioni filtrate dai verbali, il quotidiano on-line titola “Prostituzione di minorenni: la morsa si stringe attorno a Berlusconi” e pubblica a sua volta stralci delle intercettazioni. Anche l’apertura dell’articolo di Richard Heuzé su Le Figaro on-line del 16 gennaio è focalizzata sull’atteggiamento aggressivo di Silvio Berlusconi che denuncia come, a suo dire, l’indagine milanese sia ‹‹l’ennesimo tentativo di gettare fango sul mio nome e sul mio ruolo istituzionale››. L’inviato tuttavia evidenzia come le prove si stiano accumulando contro il Presidente del Consiglio e conclude che ‹‹le conseguenze politiche sono disastrose per Silvio Berlusconi. I parlamentari dell’opposizione che prevedevano di allearsi con la maggioranza, oggi esitano ad “imbarcarsi sul Titanic”. Gianfranco Fini, suo grande rivale, ritrova coraggio, molto opportunamente, e tesse le lodi dei magistrati grazie ai quali “la democrazia è credibile”››. Il 19 gennaio, in un pezzo a firma dello stesso Heuzé, dopo il quale la testata ha scelto di pubblicare solo una serie di notizie flash sull’evolversi della vicenda, l’occhiello riporta: ‹‹Intercettazioni rivelano come abbia tentato di corrompere una minorenne, testimone-chiave in un caso di prostituzione che minaccia la sua permanenza al potere›› .  Nell’articolo si afferma: ‹‹Silvio Berlusconi attraversa un bruttissimo momento. Il Quirinale e la Chiesa vogliono un chiarimento immediato delle pesanti accuse rivolte contro di lui dalla Giustizia, mentre l’opposizione, con il Partito Democratico, ha ufficialmente richiesto martedì le sue dimissioni››. Il giornalista offre un riassunto della vicenda, commentando i resoconti delle intercettazioni che ‹‹tendono a provare come una vera e propria rete di prostituzione fosse al servizio del Presidente del Consiglio››. Non trascura infine di adombrare un sospetto su come siano state condotte le indagini:  i magistrati di Milano ‹‹avrebbero oltrepassato le prerogative territoriali. L’inchiesta era di competenza della procura di Monza  e (i magistrati di Milano) se ne sarebbero appropriati. Un centinaio di carabinieri ha partecipato alle perquisizioni, più che in una operazione antimafia. I giudici hanno proceduto a centinaia di intercettazioni indiscriminate, ivi comprese intercettazioni a personaggi di spicco a Arcore. Inoltre il capo della procura di Milano, Edmondo Bruti Liberati, non avrebbe firmato il rapporto inviato al Parlamento, cosa che sorprende››. Infine conclude ‹‹Silvio Berlusconi parla di “macchinazione giudiziaria” e di “grave intrusione” nella sua vita privata. Lo scandalo suscita nondimeno un malessere in tutto il Paese, intaccando l’immagine dell’Italia nel mondo››.

REGNO UNITO -
Fedele al suo isolamento dal continente, il Regno Unito guarda con un certo distacco alla vicenda. Sulle pagine del Guardian la vicenda, per quanto scabrosa, è descritta con toni pacati, i dettagli piccanti fino al momento in cui scriviamo non sono stati menzionati. Un articolo pubblicato il 14 gennaio sottolinea come  ‹‹le accuse potrebbero portare ad un totale di 15 anni di prigione. Berlusconi non è stato accusato ma è stato invitato da presentarsi per un interrogatorio›› e offre uno spaccato del rapporto tra Berlusconi e Ruby,  citando le parole della ragazza in un’intervista pubblicata sul sito web di La Repubblica: ‹‹Per quanto ho avuto modo di conoscere di Berlusconi, posso dire che non è così felice. In superficie può sembrare felice, perché ha tutto quel denaro, ha fatto quella carriera: un uomo che ha la capacità di trasformare in oro tutto ciò che tocca; tutto ciò che tocca funziona. Ma questo nella vita non è tutto. Chi ha tutto quel denaro non ha neppure desideri››. Il 19 gennaio l’inviato aggiorna la vicenda, con un articolo dal curioso titolo  “Berlusconi criticato per l’uso di uniformi di donne poliziotto in spettacoli di striptease nella sua villa”, focalizzando dunque l’attenzione sulla reazione delle forze di polizia e citando le parole di Giorgio Innocenzi, segretario generale della confederazione sindacale autonoma di polizia, secondo cui: ‹‹ l’intero corpo di polizia sarebbe profondamente a disagio nell’indossare un’uniforme che è stata messa in ridicolo di fronte all’opinione pubblica, sia a livello nazionale sia internazionale››, poiché come rivelano le informazioni trapelate, uniformi della polizia erano utilizzate durante gli spettacoli “particolari” organizzati ad Arcore nella tristemente famosa sala del “bunga bunga”, dove le ragazze invitate da Berlusconi ‹‹indossavano – e poi man mano si toglievano›› tali uniformi. L’articolo si conclude puntualizzando come la discussione della commissione chiamata a autorizzare ulteriori indagini presso l’ufficio del contabile del Presidente del Consiglio, Giuseppe Spinelli, sia stata posticipata al martedì successivo.

GERMANIA -
Anche in terra teutonica si è finora preferito raccontare la vicenda con un tono di sostanziale, beffarda, ironia nei confronti del Presidente del Consiglio italiano. Con un certo gusto per il racconto scandalistico, il 17 gennaio l’inviato dell’edizione telematica di Der Spiegel, Hans-Jürgen Schlamp, descrive e riassume i retroscena della vicenda, come se si trattasse di una gustosa telenovela: ‹‹Lo ha fatto o non lo ha fatto? Questa domanda scuote l’Italia. No, dice Silvio Berlusconi, cose del genere non ne faccio – una cena, nulla più.  E’ “assurdo e ridicolo”. Mai in vita sua avrebbe pagato per fare sesso. No, conferma anche la giovane donna di nome Ruby (vero nome: Karima Ruby El Mahroug e da poco diciottenne) alla Procura: non l’ha fatto››. Su questo stesso tono giocoso Schlamp continua a narrare la vicenda, sottolineando però la tragica situazione con titoletti significativi: “Berlusconi protettore” e “105 indagini, 28 processi” e, sempre con ironia, ‹‹105 indagini e 28 processi ha dovuto sopportare, più di 300 milioni di Euro gli son costati. E adesso di nuovo. Così non si va avanti, la Giustizia deve essere urgentemente riformata››. 
La Suddeutsche Zeitung, giornale vicino al centro-sinistra, il 20 gennaio dedica un articolo a firma di Andrea Bachstein a una delle protagoniste del caso, Nicole Minetti, descritta in modo a dir poco ironico: si accenna al suo passato di soubrette ed alle foto in cui posava in costume dorato da danzatrice del ventre o in minigonna e la si confronta con l’immagine della Consigliera regionale che posa nella sua homepage con un crocefisso al collo ed un abito severo. Tuttavia, ancor più significativa è la foto dal titolo “Italia -Madonna mia – Berlusconi e le Donne”, nella quale un cupido con il volto di Berlusconi si avventa su una vergine seminuda con il volto di Mara Carfagna.
Anche Die Welt, giornale vicino al centro-destra, nell’articolo del 19 gennaio non risparmia ironia e critiche a Silvio Berlusconi descritto da Paul Badde come un incrocio tra Nerone e il Papa Alessandro VI che riunisce nel suo “castello della lussuria” di Arcore le personalità più in vista del mondo mediatico, politico e imprenditoriale sotto il motto “Donne e Champagne fino a quando io non dico stop!”.

(Continua...)

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Gennaio 2011 01:16

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