L'immagine del Cavaliere inizia a sgretolarsi, risucchiata da un mondo di cui lui stesso è l'imperatore. E insieme alla sua, anche quella dell'Italia, sulla soglia dei 150 anni dalla sua unificazione, è tristemente appannata agli occhi di chi la osserva. Le uniche a gongolare? Le ormai famosissime Ruby, Nadia Macrì, Nicole Minetti. Povera Italia.
Fini: “Berlusconi si dimetta”. Alfano: “Berlusconi resterà premier, lasci Fini la carica”. Emilio Fede: “Mai invitato ragazze ad Arcore”. Patrizia D'Addario: “Sarò presto in politica”. Bersani: “Il mondo ci guarda, Berlusconi si ritiri a vita privata”. Napolitano: “Il Paese è turbato”. Berlusconi: “I pm sono da punire. Io sono sereno, mi sto divertendo. Andare dai pm di Milano? Illogico”. Il Terzo polo: “Si dimetta o elezioni”. Rocco Siffredi: “La verità è che gli italiani sono fieri di qualcuno come Silvio Berlusconi, che a 74 anni ama il sesso e ha una buona vita sessuale”. Dario Franceschini: “Abbia un sussulto in quest'ultima fase della sua esperienza politica. Non dovrebbe fuggire dai giudici ma chiedere di essere ricevuto il prima possibile per chiarire la sua posizione. Vada a difendersi al più presto dalle accuse infamanti che gli sono rivolte”. L'eco della parola dimissioni, insomma, risuona da oggniddove. Il giornale Avvenire: "Sobrietà per coloro che operano nella sfera pubblica. A noi italiani, a tutti noi, comunque la pensiamo e comunque votiamo, è dovuto almeno questo: un'uscita rapida da questo irrespirabile polverone. E ognuno deve fare per intero la propria parte perché questo avvenga con tutta l'indispensabile pulizia agli occhi dell'Italia e del mondo". Anche Famiglia Cristiana non risparmia un affondo al Premier Silvio Berlusconi: "Nella vicenda della minorenne marocchina che si tentò di far passare per nipote del presidente egiziano, risalta la personalità di un politico che, forse, ha sbagliato secolo, immaginandosi simile ai signori rinascimentali ai quali tutto era permesso, grazie all'assenza di un'opinione pubblica informata e all'acquiescenza delle gerarchie circostanti".
CAOS TOTALE - Un italiano su due pensa che Berlusconi debba dimettersi. La portata di tale scandalo è una macchia indelebile per chi ricopre la quarta più alta carica della Repubblica Italiana. Lo scandalo dell'italian sexgate, che ha coinvolto Silvio Berlusconi e il suo impero, occupa da giorni le prime pagine dei giornali nazionali e internazionali. Ogni giorno appaiono stralci di intercettazioni imbarazzanti e foto di soubrette, o presunte tali, che si vantano di essere nelle grazie e nei pensieri del Presidente e di esser state graditissime e dilettevolissime intrattenitrici, tra canti, cene e balli, nelle serate del Cavaliere. Si sprecano i talk show, che hanno monopolizzato una televisione anch'essa ormai imbarazzante e totalmente priva di contenuti autentici e genuini che possano giustificare il pagamento del canone. Diciamoci la verità: l'Italia sembra davvero allo sbando. E' stanca, appannata, distratta, totalmente vuota e smarrita. Tutti discutono sull'ondata di accuse infamanti riversate, forse a torto o forse a ragione, contro il Presidente del Consiglio. Che si giustifica affermando che "Io non ci sto, non fuggo. Dimissioni? Voi siete matti! E’ normale in una normale democrazia che il presidente del Consiglio sia sottoposto ad uno spionaggio del genere? Fini? Dal 2008 al 2010 ha bocciato non a caso tutti i tentativi di riforma della giustizia, a partire dalla legge sulle intercettazioni. Poi, sempre non a caso, ha messo in atto la scissione di Futuro e libertà. L’intento era quello di mettere in minoranza il governo. Questo disegno eversivo è fallito con il voto alla Camera e al Senato del 14 dicembre scorso. Allora subito è scattata l’operazione giudiziaria". Un autentico piano eversivo o una verità imbarazzante?
L’ITALIA AGLI OCCHI DEL MONDO - Il caso Ruby, che ha aperto le danze, ha scatenato una serie di discussioni e polemiche e suscitato anche interrogativi di natura intercontinentale. Il New York Times si chiede come è possibile che il Premier sia ancora al potere. E fa un'accurata analisi della soap-opera che ha come protagonista Berlusconi, analizzando la situazione politico-giudiziaria che sta attanagliando la Penisola. Una commedia surreale e tragicomica insomma, in cui "fatti e finzione, realtà e reality televisivo si confondono, in una terra in cui apparenza e realtà sono a lungo rimaste nebulose. Berlusconi appare sempre meno come il leader di una democrazia dell'Europa occidentale e sempre più come un personaggio da dramma della Roma imperiale, i cui attori sembrano incapaci di controllare il proprio destino di fronte alle più potenti correnti del fato". Il quadro tracciato dal New York Times è davvero massacrante: "Berlusconi è un leader prigioniero del mondo che ha creato. Un mondo, in cui donne di mezza età, audience di primaria importanza per i canali televisivi di Berlusconi e un blocco fondamentale del suo elettorato, vanno in estasi per i batticuori di giovani maschi mentre uomini anziani flirtano con showgirls dalle gambe lunghe". L'inglese Sunday Telegraph pubblica una pagina tutta su Berlusconi, intitolata "Silvio potrà sopravvivere ancora una volta?", arricchita dalle foto di alcune delle show-girl che hanno partecipato alle serate del Cavaliere nella villa di Arcore. Scrive il giornale: "Le prove raccolte da centinaia di intercettazioni telefoniche suggeriscono che il primo ministro si comportava come un sultano che presiede sopra un harem. Berlusconi è ora minacciato sue due fronti, quello legale e quello politico: il tentativo della procura di Milano di processarlo per prostituzione minorile e concussione, e la possibilità di ritrovarsi senza maggioranza in parlamento o comunque costretto a indire elezioni anticipate. Vi saranno cattive notizie per le autorità che si preparavano a celebrare il 150esimo anniversario dell'unità d'Italia, mentre per molti italiani i problemi di Berlusconi saranno una distrazione più interessante". Ecco appunto, l'Unità d'Italia. Povera Italia. Ci pensa il ministro Maroni, però, a richiamare all'ordine: "Basta parlare di tette e culi. Ora si devono deporre le armi e pensare ai problemi seri del Paese". Povera Italia.
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