Aumentare la futura pensione: il riscatto degli anni di studio

Lunedì 13 Settembre 2010 23:00 Paolo Frediani Local - Economia
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Per chi è in possesso di un diploma di laurea è possibile riscattare gli anni degli studi universitari ai fini del calcolo della pensione. Dietro pagamento è possibile farli figurare come anni di lavoro ed aumentare l'importo ottenuto al termine dell'attività lavorativa. Per alcuni potrebbe anche essere possibile ritirarsi con qualche anno d'anticipo. La convenienza del riscatto non è garantita, ma è opportuno prendere una decisione il più presto possibile.

Per chi non avrà maturato i requisiti di anzianità 40 anni di contributi non saranno sufficienti per andare in pensione. Una sola finestra di uscita obbligherà tutti i lavoratori a 12 mesi di attività aggiuntivi, e l'età pensionabile per le donne nel pubblico impiego inizierà ad aumentare dal 2011.
Inoltre, già nel 2016 si provvederà al secondo adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita. Si stima che entro il 2050 questi adeguamenti avranno portato a 68 anni e mezzo il diritto alla pensione di vecchiaia e a 63 e mezzo l'età minima di pensionamento.
Queste sono alcune delle novità introdotte della manovra del governo, approvata definitivamente alla camera il 29 luglio.
A complicare le cose contribuiscono le nuove forme di assunzione. I contributi previdenziali previsti dai contratti a progetto sono significativamente inferiori rispetto a quelli dei contratto a tempo indeterminato. Su lavoce.info Tito Boeri ha messo a confronto un tipico percorso lavorativo da neolaureato – con tanto di stage, precariato e periodi di disoccupazione – con quello di chi accede immediatamente a contratti a tempo indeterminato: nel primo caso l'importo della pensione può facilmente essere inferiore del 30%.

IL RISCATTO - In questo contesto l'opportunità di riscattare gli anni di studio è sicuramente da prendere in considerazione. Pagando gli oneri previdenziali infatti, questi figurano a tutti gli effetti come anni di lavoro ai fini del calcolo della pensione.
Questa possibilità esiste già dal 1997, ma è con la legge legge 247/2007 che è diventata particolarmente vantaggiosa.
Chi volesse beneficiarne ha diritto a pagare il contributo in 120 rate mensili, e senza alcun interesse. L'ammontare corrisponde al 33% dell'ultimo stipendio lordo, moltiplicato per gli anni di università (ad esclusione di quelli fuoricorso). Questo significa che conviene approfittarne fintanto che si è entrati da poco nel mercato del lavoro e lo stipendio è basso.
Possono essere riscattati anche master, dottorati e diplomi universitari post-laurea.
Di più: i neolaureati che lo volessero, potrebbero iniziare a pagare i contributi prima di aver trovato un lavoro. In questo caso il costo del riscatto verrebbe calcolato sulla base del reddito minimo dei commercianti (€ 13.800 nel 2008).
I costi sostenuti inoltre possono essere detratti nel calcolo dell'IRPEF.

I VANTAGGI - Tralasciando i futuri adeguamenti all'aspettativa di vita, dal 2013 per avere il diritto di ritirarsi bisognerà aver raggiunto quota 97 – ovvero, la somma di età anagrafica ed anni di contribuzione dovrà essere 97. Il riscatto ovviamente anticipa il raggiungimento della quota.
Va precisato che, essendo comunque l'età minima per andare in pensione 60 anni, per chi inizia a lavorare dopo la laurea triennale il vantaggio sotto questo profilo è nullo.
Vantaggi più consistenti si possono ottenere sugli importi della pensione. Questa infatti per chi rientra nel sistema contributivo viene calcolata moltiplicando il montante pensionistico per un coefficiente contributivo che aumenta con l'aumentare dell'età. Ed il montante altro non è che la somma dei contributi versati, rivalutati ogni 5 anni in base all'aumento nominale del PIL.
In un'ipotesi irrealistica di PIL costante e inflazione nulla, per chi guadagnasse per tutta la vita 1,500 euro al mese ed andasse in pensione a 64 anni con 40 anni di contributi il riscatto di 5 anni di università comporterebbe un aumento della pensione di circa 1900 euro all'anno.

PROBLEMATICHE - Ovviamente, le cose non sono così semplici. Il costo di un riscatto, seppur pagabile in 10 anni – con rate che nel caso del neolaureato che volesse riscattare una triennale sarebbero di 115 euro al mese – è per i più un ostacolo insormontabile.
Per chi prende in considerazione l'investimento, il modo migliore per valutarlo è confrontarlo con possibilità alternative.
Sul Sole 24 Ore, Sergio D'Onofrio e Patrizio Longo
hanno stimato che il rendimento effettivo di un riscatto può facilmente corrispondere ad un tasso di interesse estremamente competitivo – prossimo al 6%.
Al momento sembra una prospettiva più allettante di quella offerta dai fondi pensione aperti i cui rendimenti, secondo dati COVIP, si sono attestati al 2,7 nel 2009 e sono stati negativi nei due anni precedenti.
I rendimenti medi inoltre nascondono enormi differenze, e non è escluso che alcuni fondi falliscano.
Nemmeno il riscatto è però una certezza. Il PIL tende a crescere, ed il montante aumenta di conseguenza. Ma gran parte dell'aumento del PIL è generalmente neutralizzato dall'inflazione. Le aspettative per i decenni a venire tendono a non essere rosee e non si possono escludere periodi di crescita reale negativa. In queste circostanze con il passare del tempo il valore del montante potrebbe diminuire.
Inoltre, se si considera che l'aumento continuo dell'età media nel nostro Paese potrebbe portare a nuove riforme del sistema pensionistico – presumibilmente votate al risparmio per le casse dello stato – vi è un concreto rischio di perdere diritti acquisiti.
Anche senza ipotizzare scenari catastrofici e riforme drastiche, non bisogna dimenticare che il beneficio di un aumento della pensione è proporzionale alla longevità di una persona. Considerando una vita media di 82 anni il lavoratore che guadagna 1,500 euro al mese dell'esempio precedente pagherebbe 23,500 euro netti per il riscatto e otterrebbe nel corso della sua vita pensionistica 34,200 euro in più. Chi venisse a mancare prima ovviamente otterrebbe benefici inferiori.

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Settembre 2010 12:54

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