L'amianto, o asbesto, è un minerale costituito da fibre sottili e molto addensate che lo rendono particolarmente resistente alle sollecitazioni meccaniche, ma allo stesso tempo flessibile: per queste sue qualità l'amianto è stato largamente utilizzato per la realizzazione di molti prodotti, dalle tegole ai pannelli fonoassorbenti e isolanti, da tessuti ignifughi a oggetti vari per attrito, come i freni.
Le fibre e le polveri di amianto sono altamente nocivi alla salute umana e responsabili di malattie molto gravi, spesso incurabili: quella principale è l'asbestosi, che provoca la cicatrizzazione delle fibre polmonari con conseguente perdita di elasticità dei polmoni e difficoltà di scambio tra sangue e aria respirata. La gravità della malattia dipende direttamente dalla quantità di fibre di amianto che vengono inalate, pertanto l'asbestosi è una patologia particolarmente diffusa tra coloro che hanno lavorato per anni a contatto con l'asbesto. L'inalazione di fibre di amianto provoca altre gravissime malattie come il mesotelioma, una forma rara di cancro che colpisce pleura e peritoneo (il rivestimento dell'intestino), il carcinoma polmonare, ovvero la forma più comune e diffusa di cancro ai polmoni, nonché altre forme tumorali. Il tempo di latenza, ovvero il periodo che intercorre tra l'esposizione alle fibre tossiche e l'insorgere della malattia, può essere molto lungo, dai 10 ai 15 anni per l'asbestosi e dai 20 ai 40 anni per il cancro.
L'INTERVENTO DEL LEGISLATORE - Per molti anni si è pensato che l'amianto fosse nocivo solo per coloro che lo avevano lavorato, poi, a partire dagli anni Ottanta, si è osservata l'alta incidenza di patologie legate all'esposizione a fibre di asbesto prima tra i familiari dei lavoratori di amianto, poi tra tutti coloro che vivevano in aree interessate dalla presenza del minerale trattato. Riscontrata dunque l'alta pericolosità di questo materiale, l'Italia, con la legge 27 marzo 1992, n.257 ha vietato estrazione, produzione, importazione, esportazione e commercializzazione dell'amianto, inoltre ha imposto l'istituzione di una commissione per la valutazione dei problemi e dei rischi sanitari connessi all'impiego dell'amianto costituita da esperti di sanità, ambiente, produzione industriale e mondo del lavoro. La legge prevede inoltre un trattamento pensionistico e salariale particolare per i lavoratori di aziende che hanno utilizzato amianto e delle agevolazioni economiche per le industrie che intendono intraprendere un percorso di innovazione e riconversione produttiva.
IL PROBLEMA DELLO SMALTIMENTO - La classificazione, l'imballaggio e l'etichettatura di amianto e di prodotti contenenti questo minerale sono disciplinati dalla legge 29 maggio 1974, n.256, nonché da alcune direttive comunitarie recepite dal nostro ordinamento. Al giorno d'oggi la tecnica di smaltimento più diffusa consiste nell'interramento dell'amianto all'interno di discariche: questa soluzione presenta però numerosi punti deboli. Innanzitutto il trasporto del rifiuto amianto viene effettuato attraverso dei camion: all'interno dei Tir l'amianto dovrebbe essere adeguatamente imballato nel poliestere, ma il problema principale è legato agli incidenti sul percorso. A lungo andare si presenta invece il problema del percolato: degli studi hanno dimostrato infatti che il rifiuto rilascia delle fibre ad alto contenuto di amianto che non possono essere smaltite in Italia e che se, come spesso accade, il materiale non è correttamente imballato e isolato, possono penetrare nelle falde acquifere e risalire in superficie. Una tecnica alternativa all'interramento è costituita dal forno che, attraverso procedimenti chimici, modifica la fibra del minerale di amianto in modo che si trasformi in un altro tipo di molecola non nociva alla salute: in particolare l'inertizzazione consiste nel trattare l'amianto ad alte temperature per trasformarlo in altre fasi cristalline non tossiche e dunque omologabili e riciclabili. Si tratta di tecniche non ancora attuate e diffuse a causa dei tempi troppo lunghi di realizzazione e dei costi elevati. Lo smaltimento dell'amianto è una vera e propria emergenza nazionale, ma i cittadini, anche a causa di un'inefficiente campagna di informazione, hanno ancora poca coscienza della pericolosità del materiale e dell'importanza della trasparenza nella gestione delle procedure di trattamento.
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