Lo sviluppo dei trasporti, dell’infrastrutturazione e delle tecnologie logistiche in vista del grande evento Expo 2015: lo stato dei grandi progetti in cantiere intorno a Milano, “città globale”.
ASPETTATIVE E RESPONSABILITA’ – Expo 2015 sarà occasione di rinnovo per la città di Milano: l’Esposizione Universale andrà decisamente ad impattare sul tessuto urbano, ma non solo. Ad essere coinvolte saranno anche le dimensioni sociali e culturali della città meneghina. Da sempre le Esposizioni Universali hanno contribuito a far nascere una “dimensione nuova”, ad amplificare il rapporto merce-pubblico, ad accelerare l’interazione di persone, merci, mezzi di trasporto pubblici e privati. Expo, che ha contribuito al progresso industriale nelle edizioni a cavallo tra il XIX e XX secolo, rappresenta oggi l’occasione di una svolta. La città che viene accarezzata da una Esposizione viene inevitabilmente sottoposta a una spinta notevole di grandi rinnovamenti architettonici e urbanistici, che trasformano la città in una metropoli. Quella di Expo 2015 rappresenta un’occasione unica per la città di Milano: è certamente un grande affare dal punto di vista economico, basti pensare ai circuiti che va a coinvolgere, ma rappresenta un’occasione unica di ulteriore crescita per il capoluogo stesso e per i cittadini. Per Milano è la seconda volta: già nel 1906 ospitò l’evento in padiglioni ed edifici appositamente costruiti alle spalle del Castello Sforzesco (l'attuale Parco Sempione). E quella di Milano è una candidatura che comporta una doppia responsabilità: la prima nei confronti dei cittadini di Milano e non solo. La seconda è una responsabilità globale: Milano farà convergere in sé variabili sia economiche che sociali e l’evento rappresenterà una cartina di tornasole delle potenzialità e delle dinamiche non solo della città, ma per l’Italia intera.
MILANO NODO GLOBALE – Milano può essere definito come un nodo globale: non semplicemente una città, ma più di una città. E’ lo snodo di una rete mondiale, il punto in cui convergono eccellenze che fanno del made in Italy un marchio di qualità. E’ una illustre vetrina, una autentica metropoli moderna: studi recenti hanno collocato Milano all’ottavo posto nella classifica delle città globali e all’undicesimo posto tra le trenta maggiori città europee. Milano incarna tutto lo spirito di imprenditorialità (imprese manifatturiere, distretti biotecnologici, design, moda) e ha una attrattività non solo economica: Milano è una città globale, multietnica e multiculturale. E sarà un nodo cruciale per lo sviluppo futuro, come lo è sempre stato in passato: forte delle sue potenzialità geografiche e geopolitiche, è un ponte tra Nord e Sud Europa, tra l’Europa continentale e il Mediterraneo e viceversa.
I NUMERI – Nel 2015 a Milano saranno previsti ben 30 milioni di visitatori in sei mesi, 20 miliardi di euro di investimenti e 44 miliardi di euro di guadagni per imprese e commercianti. E per l’evento sono state pensate grandi opere, a partire dall’enorme complesso che sorgerà in prossimità del nuovo polo fieristico di Rho-Pero e che ospiterà l’evento (scelta dovuta alla posizione logisticamente strategica dell’area, già dotata di buone infrastrutture di collegamento, situata nella zona a nord-ovest della città e dell’estensione di 1.700.000 mq, di cui metà destinati a parco, con 8 padiglioni, un anfiteatro, un auditorium e una torre), e nuove infrastrutture di collegamento, necessarie per questo tipo di evento. Nel piano presentato al Bureau International des Exposition, che ha contribuito alla vittoria del capoluogo lombardo sulla candidata turca Smirne, figurano anche oltre 10 miliardi di euro per infrastrutture già previste come le linee 4 e 5 della metropolitana e le tre nuove autostrade, la Pedemontana, la Brebemi e la tangenziale esterna milanese, più altri 3,3 miliardi di investimenti per altre opere come la realizzazione della linea 6 della metropolitana e infine una via navigabile che collegherà il nuovo quartiere espositivo con i Navigli: sarà quindi un evento che darà lavoro a 70mila persone. La realizzazione di EXPO 2015, pertanto, richiederà l’attuazione di varie opere ed interventi di elevato valore urbanistico, architettonico e paesaggistico, si procederà con la razionalizzazione, miglioramento ed implementazione del sistema infrastrutturale esistente, si realizzeranno attrezzature e spazi pubblici a servizio dell’evento ma anche del successivo processo di riqualificazione dell’area, con interventi di miglioramento ambientale del sistema del verde e dei grandi parchi della città.
Un tema di particolare importanza è la futura destinazione dell’area: uno degli obiettivi del BIE è quello rendere le Esposizioni Universali un’occasione per restituire alle città ospitanti, strutture di particolare qualità urbana. La città interessata all’evento ha l’occasione di diventare una moderna metropoli del terzo millennio, come è accaduto per le città che in passato hanno ospitato l’ Esposizione Universale. Ma il pericolo è che l’Expo diventi un alibi per “nuove”, italiane, speculazioni edilizie.
LO STATO DEI LAVORI – Le parole d’ordine sono scommessa e corsa. E ovviamente siamo in grande ritardo. Cantieri come quello della linea 4 della metropolitana partiranno in ritardo e supereranno il termine previsto di ultimazione dei lavori (maggio 2015). Quindi si procede verso un ridimensionamento: l’obiettivo è quello di realizzare almeno tre fermate. I lavori per la realizzazione della tangenziale esterna milanese non sono ancora partiti (termine dei lavori previsto: marzo 2015). Svincoli, corsie, binari hanno subito slittamenti di un anno o due sulla tabella di marcia originaria. E le date di consegna sfiorano tutte l’inaugurazione dell’Esposizione: aprile 2015 la seconda tratta della linea 5 della metropolitana, marzo 2015 il prolungamento della linea 1, i lavori sulla provinciale Rho-Monza, sempre aprile 2015. Tutte le infrastrutture hanno un anno di ritardo rispetto alla data di inizio dei lavori prevista e c’è il rischio concreto che molti cantieri non chiudano in tempo i lavori. Per quanto riguarda i collegamenti stradali essenziali, la chiusura dei lavori è prevista per dicembre 2014, sempre ricorsi e altri impedimenti burocratici, e non, permettendo ( per il collegamento tra la statale 11 e la Varesina, l’avvio dei lavori era previsto per giugno 2012 ed è stato riaggiornato a novembre, la chiusura a febbraio 2015 anziché a settembre 2014). La localizzazione dei migliaia di parcheggi non è ancora stata definita e condivisa. Erano stati previsti migliaia di posti tra Rho e Arese, collegati opportunamente da speciali navette, ma forse si ripiegherà sui posteggi realizzati per Italia ‘90. Anche i tratti ferroviari piangono. Il collegamento diretto tra i terminal 1 e 2 di Malpensa resterà quasi certamente utopia e il potenziamento dei binari tra Rho e l’aeroporto non ce la farà a essere terminato in tempo. Una parte terminerà a febbraio 2015, il resto dei lavoro dopo l’Expo. Ovviamente. E le autostrade? Anche qui problemi e ritardi. Il destino di Brebemi è appeso all’inchiesta sui rifiuti, condotta dalla Procura di Brescia sul presunto traffico illecito di rifiuti nocivi che sarebbero stati scaricati sotto la massicciata dell’autostrada. I lavori per i primi tratti della Pedemontana procedono, ma anche qui i dubbi sono tanti. I lavori sulle restanti tratte dipendono dall’esito del ricorso effettuato da tre comitati al Tar contro le gallerie (assenza di studi idrogeologici per l'impatto sul territorio). Per la tangenziale est esterna è il discorso è in bilico. E’ sempre una corsa all’ultimo minuto che farà trattenere il respiro. Tutto of course made in Italy.
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