
Ancora e sempre casi di donne maltrattate da uomini musulmani. Dalla ragazza marocchina frustata dal padre con il filo elettrico all’italo-egiziana che il genitore ha cercato di soffocare , perché avevano il fidanzatino e avevano rapporti sessuali con lui, all’ennesima madre italiana che si è vista sottrarre la figlia dal compagno musulmano.
A PESARO – Una quindicina di giorni fa, una 17enne marocchina, residente da dieci anni in Italia con la famiglia, in un paesino in provincia di Pesaro, è stata salvata dal suicidio, grazie all’intervento dei carabinieri, avvisati dai vicini di casa. Si tratta dell’ennesimo caso di giovane musulmana maltrattata dal padre (o meglio, dai genitori) per il suo modo di vestire e di vivere troppo libero, troppo “occidentale”. Ma il calvario vero e proprio di Amal, nome di fantasia che significa “speranza”, inizia due anni fa, quando comunica la storia d’amore con un connazionale, non scelto dalla famiglia, e ha i primi rapporti sessuali con lui. Il padre lo scopre e prende a picchiarla: schiaffi, pugni, nella stanza del fratellino e persino frustate con un filo elettrico, trovato, dalle autorità, in camera da letto. La ragazza, alla fine, non resiste più e minaccia di lanciarsi dalla finestra della stessa soffitta in cui è stata tante volte rinchiusa.Il padre di Amal, 52 anni, è stato arrestato e la madre, denunciata a piede libero. Lei ha insultato sua figlia, lei talmente soggiogata da un retaggio culturale tribale e maschilista e dal marito, da rendersi complice di quest’ultimo. Proprio come la madre della 20enne pakistana di Sarezzo di Brescia Hina Saleem, dal cui assassinio da parte del padre, con la complicità di alcuni congiunti maschi, sono passati cinque anni l’11 agosto, e quella della 18enne marocchina Sanaa Dafani, di cui ricorre oggi 15 settembre, per chi scrive, il secondo anniversario della morte, sempre per mano del genitore, presso Montereale Valcellina (PN).
A MILANO – Un’altra 17enne, di padre egiziano e madre italiana, il 4 settembre stava quasi per essere strozzata e soffocata con un sacchetto di plastica dal padre, Ahmed A.H., 61 anni, cittadino italiano. La sua colpa? Essere stata vista, su una fotografia, baciarsi con il fidanzato, il mese scorso: “Non sta bene, non si fa, noi siamo musulmani”, le ha detto: “devo ucciderti”. Aveva saputo che la figlia aveva avuto un rapporto sessuale e, temendo il disonore, essendo il ragazzo di lei (udite, udite) di fede diversa, ha cercato di ammazzarla. La giovane è riuscita a liberarsi, mordendo anche il braccio dell’uomo e fuggendo dagli zii. Arrivano due chiamate al 113 e al 118. L’uomo, che ha tentato di giustificarsi:“è stato un momento di rabbia, ho perso la testa, ma non volevo farle del male. Non gliel’avrei mai fatto”, è stato ora arrestato. Qualche giorno prima, un altro egiziano è finito in carcere per aver picchiato la moglie e davanti al figlio di 7 anni. La parlamentare di origine marocchina Souad Sbai, che si batte da anni per i diritti delle donne, con la sua associazione ACMID-DONNA, dice: “il problema è che molte persone hanno problemi psicologici gravissimi, e in questi casi le leggi non sono neanche efficaci. Bisogna dare un segnale chiaro e far capire che a chi commette questo tipo di violenze non verrà data la cittadinanza oppure non verrà rinnovato il permesso di soggiorno. L’educazione è necessaria anche nei confronti delle famiglie, dei padri e delle madri, perché sento parlare di episodi di questo tipo molto più qui che in qualunque altro paese europeo. Abbiamo visto ragazze sgozzate, decapitate o picchiate selvaggiamente, e soprattutto quest’estate abbiamo ricevuto tantissime telefonate e sistemato molte ragazze in cerca d’aiuto in centri di accoglienza”.
IL CASO DELLA PICCOLA MARTINA – Il 29 maggio è stata rapita dal padre tunisino la piccola Martina, poco più di due anni. La madre, Marzia Tolomeo, 31 anni, è al settimo mese di gravidanza e in attesa di una bambina dal nuovo compagno italiano.Marzia non aveva sposato Hassen Abdeljelil, 7 anni in Italia da irregolare, ma l’uomo ha ottenuto la residenza quando ha riconosciuto la bimba. Tuttavia l’uomo, falsificando i documenti, ha dichiarato di essere sposato con la ex compagna (ricordiamoci che, per quanto “laico”, la Tunisia è sempre un Paese islamico) e si è portato via la figlia, che aveva diritto di vedere due sere a settimana. Entrambi i genitori avevano il divieto di espatrio con lei.La mamma di Martina si è attivata subito, contattando il Ministro Frattini e il Presidente Napolitano, ma non ha ricevuto alcuna rassicurazione. Fortunatamente si è rivolta pure all’ACMID-DONNA, che ora la sta seguendo.Sabato scorso, a Milano, si è tenuto un sit-in per riportare a casa Martina, davanti al Consolato tunisino, dopo alcune resistenze da parte del Console. Presenti, oltre al nonno della piccola e ad altri parenti ed amici di Marzia e del suo compagno Fabrizio, un consigliere comunale, Adriana Bolchini, presidente dell’O.D.D.I.I. (Osservatorio del Diritto Italiano ed Internazionale), una mamma ecuadoregna che ha avuto sua figlia sequestrata, per 9 mesi, dal padre italiano e una giovane marocchina che si trova da 6 anni nella stessa situazione, a causa dell’ex marito, un connazionale.Tuttavia Marzia non vuole “limitarsi” a riportare a casa Martina, ma intende aiutare altre madri che vivono il suo stesso dramma: madri che le telefonano piangendo, perché non possono più avere con loro e sentire i loro bambini.
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Commenti
io sono un a donna musulmana di 24 anni
da 12 anni in italia non sono mai stata obbligata a far niente da nessuno ed ho tante amiche che vivono con serenità le loro vite, ho avuto un padre a stupendo molto praticante e ha sempre voluto che portasse velo e io non l'ho mai fatto e non sono stata mai obbligata a far niente
uscivo andavo al mare facevo di tutto con rispetto verso la mia famiglia
mi sono sposata con un mio amico ed ho 2 figli
voi state mettendo l'islam in cattiva luce non è giusto.noi non siamo cosi come dite
siamo tutti uguali alla fine
anche in italia i genitori uccidono i figli ma no vuol dire che gli italiani
sono tutti uguali o gli cristiani sono assassini.
spero che metterete anche l'altra parte della medaglia
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