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“Sapere in che direzione calciare le palle che si hanno a propria disposizione”. È in questa semplice ma efficace metafora che si riassume la ricetta del successo secondo Giacomo Zito, Mario Castagna e Giovanni Altieri, ospiti dell'incontro organizzato da Fusiorari il 20 maggio scorso con la partecipazione dei ragazzi del corso di Management per l'Editoria dell'Università degli Studi di Verona.
“Sapere in che direzione calciare le palle che si hanno a propria disposizione”. È in questa semplice, ma efficace metafora calcistica che si riassume la ricetta del successo secondo Giacomo Zito, Mario Castagna e Giovanni Altieri, ospiti dell'incontro organizzato da Fusiorari il 20 maggio scorso con la partecipazione dei ragazzi del corso di Management per l'Editoria dell'Università degli Studi di Verona. Tre personaggi, tre carriere, tre storie di vita completamente diverse, quelle di Zito, Castagna e Altieri, ma tutte accomunate dal successo, un successo che acquisisce un valore speciale in quanto raggiunto dando realizzazione alle passioni personali. I tre ospiti hanno raccontato alla redazione le loro esperienze professionali, cercando di dare un messaggio di speranza, ma anche dei pratici e utili consigli ai giovani, oggi alle prese con un mercato del lavoro sempre più asfittico e sempre meno propenso a fungere da terreno fertile alla realizzazione dei loro sogni.
UN SALTO NEL BUIO VERSO IL CINEMA - A cominciare è Mario Castagna, oggi produttore esecutivo e proprietario della società di produzione cinematografica e di spot commerciali Altamarea Film. Nato a Torino, si laurea in economia con una tesi in cui applica le conoscenze accademiche acquisite a una delle sue più grandi passioni: il cinema. Al momento di effettuare il fatidico ingresso nel mondo del lavoro, però, si rende conto che nella capitale sabauda non ci sono margini di mercato per dedicarsi al mondo della produzione cinematografica, così comincia a lavorare per delle agenzie pubblicitarie, prima a Torino, poi a Milano. “È stato una notte, mentre preparavo una raccolta punti per un'importante azienda produttrice di pasta, che mi sono reso conto che non stavo facendo quello che mi piaceva, che se a trent'anni non avevo il coraggio di provare a realizzare il mio sogno, non ci sarei mai più riuscito”. Detto fatto: la mattina successiva si licenzia e fonda la sua società di produzione cinematografica, una piccolissima azienda che conta un solo socio, se stesso, e che ha sede nel salotto di casa. Insomma, un impressionante salto nel buio che Castagna raccomanda di non prendere a modello, ma che sicuramente, condito di passione, buona volontà e un pizzico di fortuna, ha saputo ripagare in termini di soddisfazione. In breve tempo, infatti, la neonata società casalinga comincia a prendere i primi contatti, a svolgere i primi lavori, a dotarsi di collaboratori e a farsi un nome, tanto che oggi Altamarea Film, pur rimanendo una piccola azienda in termini societari, è rinomata per la qualità del proprio lavoro e vanta la produzione di spot pubblicitari per importanti marche. “La realtà lavorativa delle società di produzione e del cinema in generale” ha spiegato Castagna “è caratterizzata dalla massima flessibilità. Basti pensare che Altamarea Film ha soltanto sei dipendenti fissi, mentre la maggior parte dei collaboratori sono assunti per il periodo necessario a condurre a termine un progetto”.
LA RADIO NEL DESTINO - “In effetti noi artisti possiamo essere assunti e licenziati nel giro di un'ora!”. È a questo punto che si è inserito Giacomo Zito, uno dei più noti e richiesti doppiatori e speaker pubblicitari, nonché ideatore e conduttore del programma di Radio24 Destini incrociati. Quella di Zito e della radio è una lunga storia d'amore. “Possiamo dire che tutto è iniziato quando da piccolo mi chiudevo in bagno per creare il mio notiziario radio leggendo il giornale ad alta voce”, ricorda l'artista palermitano. Adolescente, nella sua cameretta crea una rudimentale stazione radio, fenomeno abbastanza tipico negli anni Settanta. Un giorno, inspiegabilmente, una radio privata locale riesce a intercettare le sue frequenze, gli addetti lo notano, gli propongono un colloquio ed ecco che il giovane Zito, a soli 17 anni, comincia a lavorare in una vera radio. Dopo la maturità sceglie la facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Milano, ma ben presto si rende conto che non è questa la sua strada. Porta comunque a termine il percorso universitario, continua a lavorare in radio, dove cura la fascia della mattina, e segue diversi corsi e stage di recitazione. “Il giorno della tanto sudata laurea tutto mi era perfettamente chiaro: non avrei continuato con la giurisprudenza, mi sarei invece dedicato al mondo dello spettacolo”. In questi anni, però, Zito ha anche messo a frutto l'indistinguibile e suadente timbro della voce, insieme alle competenze acquisite con gli stage e i corsi di specializzazione, per darsi alla recitazione e all'arte del doppiaggio: nel 1995 ha fondato addirittura una società, la Tub, dove è rimasto fino al 2006. È uno degli speaker pubblicitari più richiesti, nonché voce di Sky Cinema e Discovery. Nel 2010 una nuova svolta: è ora di tornare all'antica passione, quella di bambino, la radio. È così che Zito partorisce l'idea di Destini Incrociati: “Oggi tutti i programmi radiofonici prevedono un qualche canale per permettere agli ascoltatori di intervenire. Io volevo tornare alla radio di una volta, quella in cui il pubblico si limita semplicemente ad ascoltare una storia”. E Destini Incrociati fa proprio questo, ogni puntata racconta le storie parallele di due personaggi che a un certo punto il fato sceglie di far incontrare; il successo ha poi trasformato il programma radiofonico nel libro omonimo. E di fronte a un artista che è riuscito a realizzarsi e, utopia, a fare della propria passione un mestiere che dia da vivere, la domanda dal pubblico è sorta spontanea: come fare per trovare spazio e raggiungere successo in ambiti che paiono così proibitivi, come il mondo dello spettacolo? “Innanzitutto avere ben fissi i propri obiettivi, sapere in che direzione calciare le palle che si hanno a disposizione. Poi cogliere al volo qualunque esperienza che possa aggiungere un tassello fondamentale alla competenza professionale, a costo di indicibili sacrifici. In poche parole: tenere duro, sempre”.
COSA STA DIETRO LO SCHERMO - Anche Giovanni Altieri, giovane e importante dirigente Mediaset, ha percorso una carriera che lo ha portato rapidamente al successo. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Milano, ha lavorato per una società di editoria, la Bertelsman, fino a quando nel 1996 è approdato a Mediaset, prima al dipartimento di affari legali, poi ai business affairs, dove tutt'ora cura gli aspetti legati alla legge sulla privacy e la tutela dei diritti d'autore. “Pensate che la legge italiana sul copyright risale al 1941, all'epoca fascista! Il mio lavoro consiste proprio nell'assicurare, da una parte, che i programmi Mediaset non ledano i diritti dei proprietari di determinati prodotti culturali e, dall'altra, che gli interessi dell'azienda vengano massimizzati”. La curiosità del pubblico su cosa stia dall'altra parte dello schermo di quella scatola magica, tanto vituperata quanto amata dagli italiani, si è presto fatta sentire. Si è parlato anche di come vengono costruiti i palinsesti e del perfetto meccanismo a ingranaggi di Striscia la Notizia, un programma dove quotidianamente gli autori sanno inventarsi gag e satira ispirate ai più freschi fatti d'attualità. In conclusione, ciò che i più giovani devono portarsi a casa dal racconto di simili esperienze professionali è che, anche in un Paese che spesso dimostra di non credere più nelle loro capacità, sono la tenacia, la preparazione, lo spirito di sacrificio e, perché no, quella sana pazzia che spesso spinge a salti nel buio o a intraprendere le vie in salita a costituire la chiave per il successo.
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