I giovani e la cultura – In bilico tra tecnologia e biblioteche in via d’estinzione

Mercoledì 01 Giugno 2011 17:18 Mariapia Greco, Silvia de Paoli, Samuele Greco e Roberta Greco Local - Attualità
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Il gruppo Giovanissimi di Azione Cattolica della Parrocchia Beata Vergine Maria del Rosario in Copertino (Le), Diocesi di Nardò-Gallipoli, raggiungendo una tappa fondamentale del percorso formativo, proposto della guida annuale "Mi illumino d'impegno", realizza un dossier analizzando il territorio, rilevandone le problematiche tanto datate quanto importanti e "pesanti":  tra proposte concrete e idee, emerge quell'attenzione alla politica oggi appannata e trascurata. La parola ai ragazzi sul tema del lavoro, della cultura e dei valori della politica.

 

TECNOLOGIA PANACEA DI OGNI MALE? - Quello tra i giovani e la cultura è un rapporto travagliato e molte volte difficile. C’è una tendenza all’apatia e al disinteresse verso tutto, che è allarmante. Eppure il futuro dei giovani risiede nella cultura, ma domina, purtroppo, l’indifferenza verso di essa Si potrebbero sfruttare i molteplici ed efficienti servizi messi a disposizione dalla tecnologia, che oggi impera in ogni settore, per amplificare conoscenza ed informazioni: ed è così che iniziano a diffondersi i giornali telematici, gli e-books, molto pratici e portabili. Ma spesso la tecnologia viene mal utilizzata o sfruttata in maniera impropria. E la cultura passa spesso, purtroppo, in secondo piano. Anzi, scompare proprio. E il numero di quotidiani e giornali cartacei venduti giornalmente inizia a diminuire e già qualcuno parla di “tramonto della carta stampata”. E i libri? Ormai sono quasi fuori moda. E nelle città iniziano a sparire librerie e biblioteche, da sempre luoghi di incontri e condivisione. Ma oggi il declino per loro sembra quasi inesorabile. Tante biblioteche comunali vanno in pensione e i loro testi non sono più consultabili. Personali ridotti e mancanza di fondi portano alla chiusura di questi importanti servizi. Potrebbe sembrare una voce fuori dal coro, ma se ne avverte la mancanza di una biblioteca efficiente e viva. E’ triste vedere le stanze, che dovrebbero ospitare moltissime opere letterarie, tristemente vuote.

LA BIBLIOTECA CHE NON C’E’ - Non è affatto un bene che manchi un servizio importante come quello di una biblioteca pubblica poiché quest’ultima è da sempre un importante strumento di cultura e di civilizzazione. Il luogo comune che l’utilizzo del web sia sufficiente a soddisfare le richieste culturali di ogni persona è da sfatare: è vero che internet è pratico e veloce, ma la potenzialità emotivo-espressiva e l’informazione erudita che i libri ci offrono non è assolutamente da accantonare, bensì da accostare a Internet, dopo che essa sia stata prima di tutto riscoperta.
Le parole di Carlos Ruiz Zafón, tratte da “L’ombra del Vento” esprimono tutta la magia racchiusa in una biblioteca: “Mi aggirai in quel labirinto che odorava di carta vecchia, polvere e magia. Lasciai che la mia mano sfiorasse il dorso dei libri disposti in lunghe file, affidando la mia scelta al tatto. Tra i titoli ormai illeggibili, scoloriti dal tempo, notai parole in lingue conosciute e in decine d’altre che non riuscivo a identificare. Vagai lungo gallerie e ballatoi a spirale riempiti da centinaia, migliaia di volumi che davano l’impressione di sapere di me molto più di quanto io sapessi di loro. Mi balenò in mente il pensiero che dietro ogni copertina si celasse un universo infinito da esplorare e che, fuori di lì, la gente sprecasse il tempo ascoltando partire di calcio e sceneggiati alla radio, paga della sua mediocrità. Presi un libro e lo sfogliai con cautela: le sue pagine palpitarono come le ali di una farfalla a cui viene restituita la libertà sprigionando una nuvola di polvere dorata; ebbi la sicurezza che quel libro mi aveva atteso per anni, probabilmente da prima che nascessi.”. Infatti è proprio vero che “ogni libro possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso”.

SPORCHIAMOCI LE MANI - Molto spesso la nostra società ignora il piacere che può dare la lettura, il piacere di penetrare nei segreti dell’animo, di abbandonarsi all’immaginazione, alla bellezza e al mistero dell’invenzione letteraria. Questa non può che essere una società che cerca di correre più velocemente del tempo che passa, che sottovaluta i piccoli piaceri della vita, quelli che davvero la fanno maturare nella conoscenza e le rendono possibile un futuro migliore. Questa e molte altre tematiche adiacenti si possono trovare discusse nel dossier “Il Risveglio delle Giovani Menti – A Copertino i giovani esistono”, in cui un gruppo di adolescenti denuncia la trascuratezza di luoghi d’interazione giovanile all’interno del paese. L’opuscolo (completo di immagini, interviste e caratterizzato da una critica esposizione dei fatti) vuole essere una provocazione e al contempo un incentivo per spronare i cittadini a farsi sentire e ad agire per migliorare non solo i luoghi circostanti, ma anche la loro stessa immagine. Gli stessi autori del dossier, infatti, vogliono impegnarsi attivamente, anche “sporcandosi le mani”, pronti a sostenere le loro idee e sperando di non restare i soli a insistere per affermarle. La voglia di cultura e la voglia di crederci in essa sono ancora vive.

Ultimo aggiornamento Domenica 05 Giugno 2011 09:49

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