I giovani e il loro futuro - Quando andar via a volte non basta

Martedì 17 Maggio 2011 19:55 Elisabetta Calcagnile, Cristina Cipressa, Luisa Chiriatti, Alessandro Mazzotta Local - Attualità
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Il gruppo Giovanissimi di Azione Cattolica della Parrocchia Beata Vergine Maria del Rosario in Copertino (Le), Diocesi di Nardò-Gallipoli, raggiungendo una tappa fondamentale del percorso formativo, proposto della guida annuale "Mi illumino d'impegno", realizza un dossier analizzando il territorio, rilevandone le problematiche tanto datate quanto importanti e "pesanti":  tra proposte concrete e idee, emerge quell'attenzione alla politica oggi appannata e trascurata. La parola ai ragazzi sul tema del lavoro e dei valori della politica.

 

PAURA - Quanta paura. Possiamo sembrare distratti, superficiali, incuranti del futuro che verrà. E invece noi giovani abbiamo tanta paura. Paura del presente che stiamo vivendo e del futuro, annebbiato e poco chiaro, al quale andiamo incontro. Abbiamo paura perché forse ci rendiamo conto che il nostro paese inizia a starci stretto. E abbiamo quasi la sensazione di essere stati poco al centro di progetti orientati ai giovani e al loro futuro. Quante volte avremmo voluto esprimere i nostri pensieri e avere uno scambio di idee e un confronto con chi democraticamente è stato eletto e “ci governa”. Ma far sentire la nostra voce e magari interagire risulta difficile e impossibile. La politica è distratta ed egoista. Vorremmo poter trovare un modo efficace per esprimere tutte le nostre paure e i nostri desideri. Far presente i problemi, tanti, che coinvolgono la nostra gioventù. In primis, tra questi, il lavoro. Che non c’è. E quel poco che c’è, è a nero.

A VOLTE NON SI SCEGLIE DI ANDAR VIA - Come mai tanti giovani meridionali, tra questi anche tanti “geni”, vanno a studiare e a lavorare fuori? Perché sono costretti ad emigrare? Perché qui non si riesce a realizzarsi e a vedere i frutti del proprio impegno? Perché non si possono condividere qui, in questa terra, le doti di ognuno? Andar via non è solo frutto di una scelta. A volte non si sceglie di andar via. A volte si è costretti ad andar via. Costretti dalle esigenze, dalle ristrettezze, spinti dal desideri o di ottenere altrove quello che qui purtroppo non c’è. Con la speranza magari di ritornare presto e di riportare qualcosa di buono che possa contribuire a migliorare il nostro sud. Qui c’è poco. Non ci sono mezzi, non ci sono soldi. Quasi non c’è tanto posto per noi. Camminiamo in giro. Fermiamo un ottantenne. Qui, ai primi caldi di maggio, si cerca refrigerio all’ombra dei giardini. Lo troviamo seduto, sulla sua sedia, al fresco. Ha il sorriso sul volto, segnato dalle fatiche. Ha i segni di che ha speso la propria vita tra i campi, tra la terra e gli alberi d’ulivo, tra i vigneti e i campi coltivati. I segni di chi ha scelto, anche lui tanti anni fa, di emigrare all’estero, per “campare” una giovane moglie con i figli appena nati. E gli chiediamo perché i giovani, ancora oggi, siano costretti ad andar via. Perché debbano salutare la loro terra e andar a cercare fortuna altrove. Eppure questa nostra terra offre tanto. Sono innumerevoli le risorse che essa mette a disposizione: il sole, il mare, la terra fertile e tanto altro ancora. Eppure a volte andare a studiare e far sacrifici altrove non basta.

NOI CI CREDIAMO - Lo spettro della disoccupazione aleggia inesorabile per tutti. Ma noi qui abbiamo la sensazione di avere addirittura una marcia in meno. Perché? Lui sorride e racconta della sua vita, dei suoi sogni realizzati, della sua famiglia, dei suoi nipoti anch’essi, oggi, fuori per studiare e lavorare. Si fanno tante promesse, tanti proclami. In campagna elettorale se ne sentono a bizzeffe, ma alla fine dei conti tutto continua a rimanere così come è sempre stato. Tutto sembra essere sempre in mano a chi in realtà forse non lo merita. Meritocrazia, dove sei? Sembriamo essere al centro di un circolo vizioso destinato a non  avere mai fine. Eppure non ci arrendiamo. Noi giovani continuiamo e continueremo a crederci ai nostri sogni. Vogliamo poter contribuire a far crescere la nostra terra, a sfruttare meglio le risorse che essa da sempre mette a disposizione dei suoi figli. Vorremmo un futuro più solare, proprio come questo meraviglioso sole di maggio. Forse non basterà un articolo, non basteranno anni di studio matto e disperato, non basteranno lontananze e sacrifici. Ma se il cuore batte, allora sì, possiamo continuare a crederci. Noi ci crediamo.

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Maggio 2011 12:57

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